domenica 3 febbraio 2019

PREDICAZIONE DI DOMENICA 3 FEBBRAIO

Una piccola riflessione sul capitolo 8 del Cantico dei Cantici versetti 6-7 e dal Vangelo di Luca capitolo 7, 31-35


6 Mettimi come un sigillo sul tuo cuore, come un sigillo sul tuo braccio; perché l’amore è forte come la morte, la gelosia è dura come il soggiorno de’ morti. I suoi ardori sono ardori di fuoco, fiamma dell’Eterno.

7 Le grandi acque non potrebbero spegnere l’amore, e de’ fiumi non potrebbero sommergerlo. Se uno desse tutti i beni di casa sua in cambio dell’amore, sarebbe del tutto disprezzato".

Nella vita come nella Bibbia possiamo trovare descritte esperienze tristi di guerra, di ingiustizie, di soprusi dei potenti .

In questi giorni  poi il panorama, mondiale e anche nostrano, è costellato di violenze, di oppressioni, di uccisioni, di fatti di sangue e di diritti calpestati .

Proprio per questo , per contrastare la violenza e la brutalità, la Bibbia  ci regala tanti passi in cui si parla di giustizia, di pace e di amore.

Siamo addirittura di fronte ad un libro biblico "Il Cantico dei Cantici" che è una vera e propria raccolta di racconti di amore ed è soprattutto il cantico dell'amore umano come dono di Dio.

Anche nei giorni tristi la testimonianza biblica ci invita a non dimenticare la gioia  dell'amore declinato  nelle sue molteplici  dimensioni: amore interpersonale, amore coniugale, amore comunitario, amicizia-e amore solidale...amore filiale…. 


Nella nostra tradizione cristiana spesso tutto ciò che riguarda l'amore, i sentimenti , la sessualità, la corporeità ... erano e in parte sono ancora visti con sospetto. La Bibbia, titolando questo libro "Cantico dei cantici", usa il superlativo, cioè vuol dire il più bel canto. Addirittura si dice che l'amore è forte come la morte e che esso è una fiamma di Dio.


Sono belle e promettenti le immagini: nessuna inondazione può spegnere l'amore che non è barattibile con nessun altro bene. 
L'autore non è un ingenuo, che non conosce le contraddizioni esistenti nelle relazioni d'amore, ma vuole infonderci la fiducia per sollecitarci a valorizzare il dono dell'amore.

Ho pensato di scegliere, con il consiglio di Franco,  questa seconda lettura dal Vangelo di Luca perché le Scritture ebraiche e cristiane parlano in mille modi della realtà dell'amore, ma sottolineano vigorosamente l'amore preferenziale per le persone che in questa società sono le "non amate". Il brano di Luca dice espressamente che Gesù si è schierato apertamente tanto da essere definito "amico dei peccatori". 


Dal Vangelo secondo Luca 7,31-35

"In quel tempo, il Signore disse: “A chi dunque paragonerò gli uomini di questa generazione, a chi sono simili?

Sono simili a quei bambini che stando in piazza gridano gli uni agli altri:

Vi abbiamo suonato il flauto e non avete ballato:

vi abbiamo cantato un lamento e non avete pianto!

È venuto infatti Giovanni il Battista che non mangia pane e non beve vino, e voi dite: Ha un demonio.

È venuto il Figlio dell’uomo che mangia e beve, e voi dite: Ecco un mangione e un beone, amico dei pubblicani e dei peccatori".

Gesù non si limita ad una diciarazione verbale, ad un pronunciamento buonista una tantum, ma dà testimonianza della sua pratica quotidiana che precede e dà credibilità al suo insegnamento. In lui l'amore diventa prassi di vita, luogo della sua conversione personale e invito a trasgredire le pratiche eslusiviste, egoiste.


Questa pagina del Vangelo, così legata al quotidiano, è una promessa per ciascuno e ciascuna di noi. Non esiste nesuun modello di amore in cui dobbiamo entrare come passando attraverso un imbuto. 
Ciascuno di noi, libero dalle illusioni dell'amore perfetto  e dalla prigionia del modello unico, ha nella sua vita la chiamata a tenere accesa la fiamma di Dio e a farla ardere secondo la sua vocazione e secondo le proprie scelte personali. Anche ciascuno di noi è chiamato/a a prendere atto che nella sua vita ci sono risorse di amore, di solidarietà, di amicizia che possono ancora essere attivate. Tutti e tutte possiamo amare: questo è l'insegnamento di Gesù di Nazareth.

Come nessuno è escluso dall'amore di Dio, così nessuno può autoescludersi dalla capacità di amare. Si tratta di un cammino di apprendimento che non finisce mai.
Fiorentina Charrier