sabato 9 febbraio 2019

Verso il voto in Israele
Ultra-ortodosse, veterane dell'esercito: la carica delle donne


Tel Aviv. La corsa verso il voto del 9 aprile in Israele rappresenta una svolta per la quantità di donne presenti ai primi posti nelle liste dei vari partiti. Nessuno escluso, da destra a sinistra, inclusi i partiti arabi e le donne che rappresentano la voce degli ultra-ortodossi. Come Adina Bar-Shalom. Non potendo diventare membro di uno dei partiti ultra-ortodossi già esistenti, poiché, per tradizione, non prevedono che donne e uomini possano sedersi insieme allo stesso tavolo delle trattative, Adina ha fondato un partito suo: "AchiYisraeli". Come lei, un'altra ultra-ortodossa ha scelto di scendere in campo: è Michal Zernowitski, candidata nella lista del Partito Laburista (dove, a differenza dei partiti ultra-ortodossi, non c'è alcuna forma di restrizione nei confronti delle donne). Qualora riuscisse ad ottenere un seggio alla Knesset (il Parlamento) sarebbe in assoluto la prima parlamentare ultra-ortodossa a far parte del Partito Laburista - dove,  peraltro, spiccano  i nomi di molte donne, come Stav Shaffir, la più giovane ad essere mai stata eletta, all'età di 27 anni, durante le scorse elezioni. La voce delle donne si fa sentire anche a destra. Ayelet  Shaked, ex Ministra della Giustizia e numero due del partito di estrema destra "La Casa Ebraica" è attualmente alla guida del neo-partito "La Nuova Destra", fondato assieme a Naftali Bennett, che almeno in fase di campagna elettorale, le ha voluto lasciare il piedistallo mediatico. Regina dei media resta però Miri Regev, ex Ministra della Cultura, in lista con il Likud (il partito di Netanyahu). Sembra determinata a conquistarsi un posto di primo piano, anche grazie al consolidato consenso che gode per via dei 25 anni di servizio nell'Esercito.  Un cursus honorum di tutto rispetto: in Israele la carriera militare è uno dei criteri fondamentali con cui valutare chiunque e in qualunque attività, più che mai se si tratta di incarichi di governo (non a caso è proprio un generale, Benny Gantz, ex Capo di Stato maggiore, l'unica alternativa possibile, per ora, al premier Benjamin Netanyahu).
Sono già cinque i partiti in corsa alle elezioni guidati da donne: oltre ad Adina Bar-Shalom e Ayelet Shaked, ci sono infatti Orli Levi-Abekasis, che lasciato il partito di destra Yisrael Beiteinu per fondare "Gesher"; Tamar Zandberg, numero uno di "Meretz", il partito di estrema sinistra, e Tzipi Livni, leader del partito di centro "Hatnua".  

(Avvenire 29 gennaio)