Dopo quattro anni di invalidità, giovedì 28 febbraio si è spento nella struttura per anziani che lo ospitava, Guido Cardellino, fondatore e per anni presidente del Comitato della CRI di Racconigi, nonché fondatore delle delegazioni di Barge, Moretta e Paesana. Aveva 81 anni. Per tutta la vita impegnato in varie attività di volontariato, è stato insegnante di chimica, consigliere comunale e assessore presso il Comune di Racconigi.
Pubblichiamo il ricordo di lui letto dal suo amico Guido Piovano in occasione della celebrazione funebre che ha avuto luogo nella parrocchia di San Giovanni in Racconigi.
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Caro Guido, maestro e fratello amatissimo,
sei stato un uomo giusto, ricco di umanità e di spirito evangelico. Ricco di slanci e di passioni che ho spesso condiviso con te: la lettura biblica, la dimensione sociale e politica della vita, la montagna, il toro. Ricco di una fede limpida e libera da incrostazioni e condizionamenti. Per anni animatore instancabile di tante attività di volontariato, il lavoro e lo studio sono stati la tua condizione naturale di vita, insieme all'amore per la tua famiglia.
In questi giorni ho sentito dire che per gente come te, se non ci fosse nulla dopo questa nostra vita terrena, sarebbe una bella fregatura. No, non è così. Tu la tua ricompensa l'hai sempre cercata esclusivamente nello stare meglio delle persone che incontravi giorno dopo giorno. Non hai mai avuto un interesse personale, neanche nel pensiero di una ricompensa postuma.
Nella tua stagione politica sei passato per uno intransigente, e forse lo eri, ma il rigore che ti aspettavi dalle persone era il tuo stesso rigore, quello che ti guidava nella gestione della cosa pubblica.
Hai faticato tanto per andartene, tanta, troppa sofferenza che non meritavi, ma che hai accettato con grande serenità d'animo, senza mai un lamento. Anche questo un grande insegnamento. Sarebbe stato giusto che tu avessi potuto decidere liberamente della tua sorte.
Non preghiamo oggi per te, Guido, no, non preghiamo per te. Non c'è bisogno che noi ti si spinga verso il Cielo, saremmo comunque inadeguati. Là tu vivi già nell'abbraccio di Dio, il Dio che ama tutte le sue creature, insieme a tutte le loro debolezze. La nostra preghiera sia solo una preghiera di ringraziamento.
Ringraziamo allora Dio per averci concesso il privilegio di compiere un tratto del nostro cammino terreno insieme a te, Guido.
"Ti dico grazie, o Dio
Non trovo le parole
per dirti, o Dio della vita,
il mio grazie per questi 80 anni
di vita che ho assaporato come Tuo dono.
Sono andato in direzioni
che non avevo previsto.
Grazie della Tua compagnia;
grazie per gli uomini e le donne
con cui ho cercato i sentieri del Vangelo.
Grazie per ogni giorno che posso
ancora vivere davanti a te".
Pubblichiamo il ricordo di lui letto dal suo amico Guido Piovano in occasione della celebrazione funebre che ha avuto luogo nella parrocchia di San Giovanni in Racconigi.
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Caro Guido, maestro e fratello amatissimo,
sei stato un uomo giusto, ricco di umanità e di spirito evangelico. Ricco di slanci e di passioni che ho spesso condiviso con te: la lettura biblica, la dimensione sociale e politica della vita, la montagna, il toro. Ricco di una fede limpida e libera da incrostazioni e condizionamenti. Per anni animatore instancabile di tante attività di volontariato, il lavoro e lo studio sono stati la tua condizione naturale di vita, insieme all'amore per la tua famiglia.
In questi giorni ho sentito dire che per gente come te, se non ci fosse nulla dopo questa nostra vita terrena, sarebbe una bella fregatura. No, non è così. Tu la tua ricompensa l'hai sempre cercata esclusivamente nello stare meglio delle persone che incontravi giorno dopo giorno. Non hai mai avuto un interesse personale, neanche nel pensiero di una ricompensa postuma.
Nella tua stagione politica sei passato per uno intransigente, e forse lo eri, ma il rigore che ti aspettavi dalle persone era il tuo stesso rigore, quello che ti guidava nella gestione della cosa pubblica.
Hai faticato tanto per andartene, tanta, troppa sofferenza che non meritavi, ma che hai accettato con grande serenità d'animo, senza mai un lamento. Anche questo un grande insegnamento. Sarebbe stato giusto che tu avessi potuto decidere liberamente della tua sorte.
Non preghiamo oggi per te, Guido, no, non preghiamo per te. Non c'è bisogno che noi ti si spinga verso il Cielo, saremmo comunque inadeguati. Là tu vivi già nell'abbraccio di Dio, il Dio che ama tutte le sue creature, insieme a tutte le loro debolezze. La nostra preghiera sia solo una preghiera di ringraziamento.
Ringraziamo allora Dio per averci concesso il privilegio di compiere un tratto del nostro cammino terreno insieme a te, Guido.
Leggo ancora una breve preghiera di Franco Barbero che voglio pensare sulle labbra di Guido nei giorni del suo addio.
Non trovo le parole
per dirti, o Dio della vita,
il mio grazie per questi 80 anni
di vita che ho assaporato come Tuo dono.
Sono andato in direzioni
che non avevo previsto.
Grazie della Tua compagnia;
grazie per gli uomini e le donne
con cui ho cercato i sentieri del Vangelo.
Grazie per ogni giorno che posso
ancora vivere davanti a te".