lunedì 4 marzo 2019

BIBBIA E PAROLA DI DIO


 ”L'ermeneutica per me non è solo il problema ermeneutico o interpretativo: è la scienza dell'interpretazione che indaga sui presupposti di una interpretazione. Nel primo capitolo del terzo volume della cristologia traccio una sintesi della struttura cognitiva dell'esperienza umana. Parlo dell'esperienza di fede nella Bibbia non intesa come una teologia della parola, perché la parola di Dio è la parola degli uomini che parlano di Dio. Dire «sic et simpliciter» che la Bibbia è la parola di Dio non corrisponde al vero.
È solo indirettamente la parola di Dio. gli scritti biblici sono testimonianze di uomini di Dio, che hanno vissuto una storia ed espresso Dio. Quando la Bibbia dice. ‟Dio l'ha detto, Cristo l’ha detto…“, non è Dio che l'ha detto, non è Cristo che l'ha detto in senso stretto, ma degli uomini che hanno raccontato la loro esperienza in rapporto a Dio. La loro esperienza viene dallo Spirito e in questo senso si può dire giustamente che la Bibbia è ispirata.
 Ma, nel contempo, bisogna tenere presente la mediazione umana, storica, contingente. Non vi è mai un incontro di Dio diretto, a tu per tu, con l'uomo, ma sempre attraverso mediazioni. Sono degli uomini che parlano di dio.
  Per la ricerca teologica e per capire l'evoluzione dei dogmi, questo è molto importante. Non si può comprendere la nuova teologia senza questo concetto di rivelazione mediata dalla storia, dall'esperienza interpretativa degli uomini. Quando non si accetta la mediazione, si cade necessariamente nel fondamentalismo.
  Il metodo teologico si fonda sull'esperienza umana e cristiana, comunitaria e personale. Lo applico alla tradizione, che è una esperienza che si prolunga. L'individualità è compresa in questa esperienza comunitaria. Nella mia riflessione teologica continuo ad applicare il metodo dell'esperienza“.

Edward Schillebeeckx, Sono un teologo felice, EDB, pag. 50