sabato 15 giugno 2019

100 GIORNI PER IL NOSTRO CERVELLO
Una neuroscienziata propone la sua ricetta per la longevità dei neuroni (e la prevenzione delle malattie). Fatta di esercizi semplici e buone abitudini


SORRISI, RICETTE COMPLICATE e insalate di tonno. Per contrastare l'invecchiamento del cervello bastano piccoli accorgimenti quotidiani e solo 100 giorni. Lo sostiene la neuroscienziata Sabina Brennan, docente del Trinity College di Dublino, che ha appena pubblicato 100 days to a younger brain (Orion Spring editore). «Molte persone vedono il deterioramento del cervello con l'età come una cosa inevitabile, ma non è così. Abbiamo molto più controllo sull'invecchiamento di quanto si pensi, e come ci comportiamo quotidianamente conta moltissimo», ci spiega Brennan.
Il libro nasce da uno studio sui cervelli post mortem di persone anziane. Uno su quattro presentava chiari segni di Alzheimer, ma in vita nessuno ne aveva mai "certificato" i sintomi. Perché? «Perché il loro cervello era resistente, era ancora in salute e quindi era riuscito a compensare la malattia», risponde la scienziata. E così nel suo saggio propone diverse attività e abitudini da scrivere su un diario per 100 giorni. Il consiglio più importante: cercare di imparare sempre qualcosa di nuovo, ogni giorno. Non andare con il pilota automatico, ma sfidarsi. Magari cucinando una torta complicata, studiando una nuova lingua o facendo qualcosa mai fatto prima. Altrettanto cruciale è un buon sonno. Durante la notte il cervello si ripulisce e consolida la memoria. Ciò avviene soprattutto nella prima parte della notte. È quindi bene andare a dormire prima di mezzanotte e riposarsi anche fino a otto ore. La vitamina B12, invece, è importante per la comunicazione tra neuroni, gli integratori andrebbero quindi presi quotidianamente. Così come gli acidi grassi Omega-3. Brennan, per esempio, mangia tonno ogni giorno.
L'attività fisica è un altro aspetto da considerare, perché stimola la produzione del fattore neurotrofico, che migliora l'efficienza cerebrale. L'autrice suggerisce di mettere una sveglia ogni ora, alzarsi dalla sedia e muoversi per almeno un paio di minuti. Dal punto di vista psicologico, l'isolamento causa stress. Sforzarsi di socializzare, anche solo dieci minuti al giorno, aiuta la formazione di nuovi neuroni. E infine, sorridete: il sorriso rilascia ormoni benefici che proteggono contro stress e depressione.

(La Repubblica 1 giugno)