L’offerta
dell’arcivescovo di Torino “Sbarcate i migranti, li prendiamo
noi”
Appello
alla Corte europea dei diritti dell’uomo. Anche la Ue sollecita una
soluzione.
Roma
– Matteo
Salvini non indietreggia. Non lo preoccupa minimamente l’eventuale
intervento della Corte europea dei diritti dell’uomo a cui si sono
rivolti, per il tramite di un team di legali, alcuni dei migranti da
13 giorni a bordo della Sea Watch chiedendo “misure provvisorie”
per “trattamento disumano”.
“Nave
olandese, Ong tedesca: se li prenda metà Amsterdam e metà Berlino.
E nave pirata sotto sequestro”, la soluzione prospettata da Salvini
che replica beffardamente anche all’arcivescovo di Torino Cesare
Nosiglia che ieri, con il plauso della sindaca Chiara Appendino, ha
dato la disponibilità della diocesi ad accogliere tutti i migranti a
bordo senza alcun carico per lo Stato. “Caro vescovo, penso che lei
potrà destinare i soldi della diocesi per aiutare 43 italiani in
difficoltà”, la risposta di Salvini che ne ha anche per il parroco
di Lampedusa don Carmelo La Magra che continua la sua manifestazione
di solidarietà alla Sea-Watch, dormendo sul sagrato della Chiesa.
“Caro parroco, con tutto il rispetto, io non cambio idea: porti
chiusi a chi aiuta i trafficanti di esseri umani. Dorma bene”.
A
bordo della nave la situazione è sempre più difficile da gestire.
“Le persone a bordo – fa sapere la portavoce della Ong. Giorgia
Linardi – ci chiedono fino a che punto bisogna sentirsi male per
poter essere sbarcate. Alcuni cominciano a minacciare di buttarsi in
mare”.
Si
spera in un verdetto della Corte di Strasburgo che solleciti
all’Italia “misure per ridurre le sofferenze” delle persone.
Verdetto che potrebbe arrivare già oggi dopo aver letto le
controdeduzioni del governo italiano che ha ribadito l’illegittimità
del comportamento della nave per questo bloccata fuori dalle acque
italiane. Dalla Ue arriva un nuovo appello agli stati membri per
trovare una soluzione.