2020, le prossime per tentare il salvataggio
I prossimi appuntamenti multilaterali sul clima del 2020 si svolgono in tre città: a Bonn, giugno, i tradizionali negoziati tecnici (la città è sede della Convenzione quadro delle Nazioni unite sui cambiamenti climatici - Unfccc); a Milano, settembre/ottobre, la pre-Cop con i lavori preparatori, e la Cop dei giovani (delegazioni selezionate dai governi). L'Italia si era candidata a ospitare la Cop 26; a Glasgow: Cop26, adozione di regole e azioni per la piena attuazione dell'Accordo di Parigi e oltre.
Glasgow ultima spiaggia? "Non e troppo tardi per agire» ha esortato Mary Ghrch, della branca scozzese di Friends of the Earth, rete internazionale di gruppi socio-ecologisti; «La Cop 26 sarà la quarta di seguito a svolgersi nel Nord globale, rendendo più difficile la partecipazione dal Sud. Le Nazioni unite facciano pressione sul nuovo governo britannico affinché le voci di chi è maggiormente colpito dalla crisi climatica non siano silenziate o escluse alla Cop 26. I piani di espansione britannici nel settore del gas e del petrolio sono incompatibili con la leadership climatica. Abbiamo già un debito ambientale enorme. La Cop di Glasgow serva a unire chi ha a cuore il pianeta e i suoi popoli. Gli occhi del mondo saranno su di noi.»
(Il Manifesto 17 dicembre 2019)
I prossimi appuntamenti multilaterali sul clima del 2020 si svolgono in tre città: a Bonn, giugno, i tradizionali negoziati tecnici (la città è sede della Convenzione quadro delle Nazioni unite sui cambiamenti climatici - Unfccc); a Milano, settembre/ottobre, la pre-Cop con i lavori preparatori, e la Cop dei giovani (delegazioni selezionate dai governi). L'Italia si era candidata a ospitare la Cop 26; a Glasgow: Cop26, adozione di regole e azioni per la piena attuazione dell'Accordo di Parigi e oltre.
Glasgow ultima spiaggia? "Non e troppo tardi per agire» ha esortato Mary Ghrch, della branca scozzese di Friends of the Earth, rete internazionale di gruppi socio-ecologisti; «La Cop 26 sarà la quarta di seguito a svolgersi nel Nord globale, rendendo più difficile la partecipazione dal Sud. Le Nazioni unite facciano pressione sul nuovo governo britannico affinché le voci di chi è maggiormente colpito dalla crisi climatica non siano silenziate o escluse alla Cop 26. I piani di espansione britannici nel settore del gas e del petrolio sono incompatibili con la leadership climatica. Abbiamo già un debito ambientale enorme. La Cop di Glasgow serva a unire chi ha a cuore il pianeta e i suoi popoli. Gli occhi del mondo saranno su di noi.»
(Il Manifesto 17 dicembre 2019)