Attacco
alla base aerea,
uccisi
tre statunitensi
L'ultima azione, che ha provocato la morte di un militare e due contractor statunitensi, all'alba di domenica nella contea di Lamu, zona costiera a discreta vocazione turistica che ospita però basi militari come quella di Simba, utilizzata dagli Stati Uniti per lanciare raid di droni contro i jihadisti sul territorio somalo. Domenica, secondo uno schema consolidato, un kamikaze si è fatto esplodere all'ingresso della base aprendo la strada a un comando che ha ingaggiato un violento scontro a fuoco con le forze di sicurezza poste a difesa delle piste. Oltre a uccidere il militare e i due paramilitari assoldati dal Dipartimento della difesa di Washington, i jihadisti sono riusciti a distruggere diversi velivoli in uso sia all'esercito del Kenya che a quello statunitense.
Il ministero degli Esteri di Nairobi ha smentito che nell'attacco siano rimasti uccisi anche dei kenioti, come invece aveva lasciato trapelare la Casa bianca, confermando invece l'«eliminazione» di cinque assalitori e l'arresto di altri cinque presunti partecipanti all'attacco. Quattro jihadisti erano stati uccisi il giorno prima dopo un attacco a un bus, sempre nella zona di Lamu, in cui sono morte almeno tre persone. E ieri un nuovo allarme è partito da un'altra base, stavolta britannica, che si trova nel centro del paese a Nanyuki: tre persone sono state arrestate mentre tentavano di introdursi al suo interno.
Il Manifesto, 7 gennaio
Nota Personale
Dovunque ci sono truppe americane rinasce con forza il terrorismo come risposta al comportamento terroristico di Trump e degli USA. E' inutile sottovalutare il pericolo, l'intervento criminale degli USA in Iran fa ripartire il terrorismo organizzato e quello selvaggio. Sulle sponde del Mediterraneo come nel cuore dell'Europa nessuno è al sicuro.
Franco Barbero