Tutti
gli uomini hanno accesso a Dio ma ciascuno ha un accesso diverso. E'
infatti la diversità degli uomini, la differenziazione delle loro
qualità e delle loro tendenze che costituisce la grande risorsa del
genere umano. L'universalità di Dio consiste nella molteplicità infinita
dei cammini che conducono a lui, ciascuno dei quali è riservato a un
uomo. Alcuni discepoli di un defunto zaddik si recarono dal veggente di
Lublino e si meravigliarono che avesse usi diversi dal loro maestro.
"Che Dio è mai-esclamò il rabbi-quello che può essere servito su un
unico cammino?". Ma dato che ogni uomo può a partire da dove si trova e
dalla propria essenza, giungere a Dio, anche il genere umano in quanto
tale può progredendo su tutti i cammini giungere fino a lui. Dio non
dice: "Questo cammino conduce fino a me mentre quell'altro no"; dice
invece: "Tutto quello che fai può essere un cammino verso di me a
condizione che tu lo faccia in modo tale che ti conduca fino a me.
Martin Buber, Il cammino dell'uomo edizioni Qiqajon,pag. 28