sabato 11 gennaio 2020

L'amaca di Michele Serra
Il potere somaro


Sono una pianta di canapa a basso contenuto di Thc. Seminata due anni fa da uno dei 2500 agricoltori che hanno preso in parola lo Stato italiano: la mia coltivazione era legale. Io sono una pianta officinale, come la malva, la camomilla, l'elicriso, la rosa canina. Il mio principio attivo è blando e benefico. Ne approfitto per dire che nessuna delle specie vegetali, nemmeno il famigerato papavero, nasce con cattive intenzioni. Tutto dipende dall'uso che ne fa l'uomo. La natura uccide e la natura salva, a patto che la si conosca. Grazie alle cure del mio contadino, in simbiosi con lui, sono cresciuta rigogliosa tra migliaia di mie simili. Ma un brutto giorno il contadino mi disse, con un groppo in gola, che avrebbe dovuto estirparmi perché lo Stato italiano aveva cambiato idea, non ero più legale. Aveva speso soldi e fatica inutilmente. Ero rassegnata a sentirmi strappare dalla terra quando ci fu un nuovo colpo di scena: il contadino mi disse, con un sorriso di sollievo, che forse ero di nuovo legale, e dunque la nostra fatica non era stata inutile. Ho continuato il mio ciclo vitale piena di energia.
L'altro ieri, però, il mio contadino mi ha detto che sono nuovamente illegale. In due anni è il quarto cambiamento di status: legale, illegale, legale, illegale. Da uscirne pazzi. Ho saputo che la mia ulteriore condanna (in assenza di prove: il tipico processo politico) è stata accolta con urla di giubilo in Senato, che se ho capito bene dovrebbe essere una specie di Assemblea dei Saggi. Se quei somari, che non sanno neanche che cosa stanno votando, sono i vostri Saggi, voi umani siete messi molto peggio di noi piante.

(la Repubblica  18 dicembre 2019)