sabato 11 gennaio 2020

IN DIALOGO

Caro don Giuseppe,
hai messo insieme una sfilza di serie considerazioni sulla "sacralità del dolce Cristo in terra"  che nei secoli hanno costruito la regalità del trono pontificio a carattere decisamente imperiale. E' chiaro : se ti metti nei panni di un potere sacro e infallibile, è segno che coltivi un'immagine ieratica , sacra, aureolata, quasi divina. E così passo dopo passo si è costruita la venerazione e la sottomissione, come certi indumenti liturgici dei vescovi e del papa, sollecitano. Il cammino di spoliazione sarà lungo anche se qua e là compaiono segnali promettenti, anche da parte di papa Francesco, ma troppo timidi, parziali e tardivi.
Quanto al secondo punto sul quale mi esprimi le tue considerazioni, in un lettera non è possibile entrare nel merito del nostro antiebraismo e del nostro antigiudaismo, se non per accenni. Mi sembra che al di là di un ecumenismo delle buone intenzioni, che ha certamente prodotto dei frutti, restano intatti i problemi del dialogo interreligioso con gli ebrei. La preghiera per gli ebrei del venerdì santo ha subito parecchie evoluzioni e oggi nella solenne liturgia si prega per gli ebrei perché "il popolo della tua alleanza possa giungere alla pienezza della redenzione".

Sotto sotto in molti c'è ancora l'idea che per gli ebrei la pienezza della redenzione sia nel diventare cristiani.  Non parliamo poi della lunga tradizione cristiana, Lutero compreso, che è piena di storie di persecuzione degli ebrei. Ne vediamo i frutti ancora oggi.
Ci sarebbe da parlare per una settimana, se aprissimo il capitolo della strumentalizzazione cristiana  nella lettura della Bibbia. Proponiamoci di vedere i piccoli passi compiuti e lavoriamo per un ecumenismo che non sia solo un buon vicinato, ma diventi capace di affrontare i nodi che le nostre cristologie  dogmatiche hanno fatto diventare muri.
Ti ringraziamo per l'affetto e la vicinanza nonostante i tanti chilometri.
Fiore , io e tutta la comunità siamo desiderosi di rivederti.
Con un forte abbraccio
Franco



Ciao carissimo,
Come stai? Fiore? La comunità? 
Volevo condividere con te due riflessioni che in questi giorni affiorano alla mia mente e nel mio cuore. Una sul famoso e discusso schiaffo sulle mani del papa alla fedele in piazza s. Pietro  e l altro sugli ebrei. 
È vero che l l'atteggiamento  di Bergoglio ha dimostrato la sua umanità e l ha reso simile a tutti i comuni mortali che si arrabbiano e reagiscono. Ma mi sono chiesto: da dove arriva tutta ste furia nel voler toccare ste uomo se non ancora da un insegnamento errato? Chi ha insegnato alla gente per secoli che il papa è il dolce Cristo in terra? Chi ha insegnato che è quasi divino? Solo come lo si chiama: Santo Padre, è un sintomo di una visione malata della fede e poi tutta l' aurea di infallibilità? Le immagini ieratiche di Pio XII... Quindi è ancora colpa di noi uomini di chiesa se questo mito continua e se la gente va in visibilio quando lo vede e fa di tutto per toccarlo. Quando finiranno certe mitologie? 
Altro pensiero sugli ebrei: mi infastidisce molto quando leggo nel breviario certe invocazioni in cui si chiede a Dio di far tornare gli ebrei alla vera fede.... ma loro sono i nostri padri nella fede... abbiamo tolto le famose preghiere del venerdì santo,grazie a papa Giovanni, che chiamavano perfidi gli ebrei,ma è rimasta l idea che debbano convertirsi ,perché sono nell errore. Tutto ciò contribuisce a quella piaga deleteria che è l antisemitismo e che forse,anche i cattolici,con le loro idee hanno contribuito a far emergere....
Non volevo stancarti,ma volevo solo condividere.... 
Ti auguro un 2020 sereno,ti abbraccio con tanto affetto

Giuseppe