sabato 4 gennaio 2020

MIMMO LUCANO INDAGATO.......( SIC!)

Lucano indagato per l'aiuto a una mamma
REGGIO CALABRIA - «Se garantire il diritto alla salute ad un bambino è un reato, io lo rifarei». C'è un nuovo avviso di garanzia per l’ex sindaco di Riace, Mimmo Lucano, ma lui non sembra per nulla spaventato. Anzi, promette battaglia. Al centro delle contestazioni, due carte d'identità rilasciate dal Comune di Riace, all'epoca amministrato da Lucano, ad una mamma ed un neonato eritrei, collocati dalla prefettura nel Centro d'accoglienza (Cass) del paese nell'aprile 2016. 
Per la procura di Locri, quei documenti d'identità sono falsi, ma Lucano difende il suo operato.
Sbarcata a Reggio quasi al termine della gravidanza, la donna - racconta l'ex sindaco - era stata ricoverata in ospedale, aveva partorito, quindi insieme al piccolo era stata trasferita a Riace. Era in attesa della convocazione di fronte alla Commissione territoriale competente, chiamata a valutare se la sua storia fosse sufficientemente tragica da garantirle protezione. 
Ma i mesi passavano e la convocazione non arrivava. Nel frattempo il piccolo aveva bisogno di monitoraggio e assistenza medica. «E da semplice richiedente asilo - spiega Lucano - non era possibile ottenere la tessera sanitaria». Per questo sia lui, sia la mamma sono stati iscritti all'anagrafe, hanno ottenuto il certificato di residenza ed infine la carta d'identità. All'epoca un documento necessario per l'iscrizione al servizio sanitario nazionale. «Non credo di aver fatto nulla di male e non capisco come lo Stato e la prefettura che qui lo rappresentano - tuona Lucano - pretendono di parcheggiare una mamma e un bambino senza fornire strumenti per avere assistenza medica».
Alessia Candito, la Repubblica 28 dicembre 2019