venerdì 21 febbraio 2020

ENFASI CATTOLICA....

Troppa enfasi cattolica per l'incontro dei giovani della Comunità di Taizé a Torino?

Da Breslavia a Torino nel segno dei giovani. È il cammino che si sta percorrendo in vista del 43º Pellegrinaggio di fiducia sulla terra della comunità di Taizé previsto per fine anno. Già è partita la macchina organizzativa dell'evento ecumenico che vede il coinvolgimento del Comune di Torino e della regione Piemonte.
L'arcidiocesi della città sta predisponendo i servizi e l'accoglienza per i circa 15.000 ragazzi che  animeranno l'incontro, per la settima volta in Italia dopo gli eventi di Roma e Milano. Prevista anche un'astensione straordinaria della sacra Sindone. E' lo stesso arcivescovo di Torino monsignor Cesare Nosiglia a ricordare che dal 28 dicembre 2020 al 1 gennaio 2021 Torino ospiterà questo incontro: "Sappiamo che la questione delle immagini è una ferita aperta in vari modi nella chiesa di Cristo da almeno 13 secoli. Per noi qui non si tratta di riaprire questa ferita, ma di accogliere fraternamente quanti vorranno condividere la preghiera, in un clima di pieno rispetto reciproco e di fraternità che anima e caratterizza l'esperienza di Taizé fin dal suo inizio.
È stato poi specificato da Don Roberto Gottardo, responsabile della commissione diocesana per la Sindone, che "la contemplazione della Sindone è una possibilità offerta dalla diocesi di Torino esclusivamente a quanti tra i partecipanti al pellegrinaggio organizzato dalla comunità di Taizé vorranno partecipare e che quindi al momento dell'iscrizione specificheranno la loro partecipazione.
 Oltre ai motivi di ordine pastorale voglio qui solamente aggiungere i motivi organizzativi che richiedono di poter gestire al meglio il passaggio dei giovani davanti alla sindone". 
Un amico che frequenta da lunga data la comunità ecumenica di Taizé ed assiduo partecipante al pellegrinaggio ha scritto: "Però… Non pensavo che la curia avesse questa capacità di rovinare tutto in così breve tempo. Taizé   si è molto evoluta sui social, nulla di male in questo. Appendino fa il suo mestiere, dopotutto le lezioni arriveranno. E' più fastidioso che la curia ci metta così tanta enfasi e che ci abbia infilato la Sindone" 
Siamo increduli  cioè non sappiamo che senso ha dare a questa notizia. 
Taizé rappresenta una importante e benemerita realtà di dialogo e di incontro fraterno, segnata fin dalle sue origini  dalla ricerca silente di una spiritualità rispettosa dei tempi e dei momenti noti soltanto a Colui che guida i passi dei viandanti amici della condivisione del bene prezioso della solitudine. In questo senso abbiamo condiviso di tutto cuore le parole di Papa Francesco che vede in Taizé "una speranza di rinnovamento per la Chiesa". In questo senso rimaniamo stupiti nel leggere: "già è partita la macchina organizzativa dell'evento ecumenico che vede il coinvolgimento del Comune di Torino e della regione Piemonte. L'arcidiocesi della città sta predisponendo i servizi e l'accoglienza per i circa 15.000 ragazzi che animeranno di incontro" eccetera abbiamo sempre creduto che la speranza di rinnovamento nella chiesa che finalmente sia pure con un ritardo di 200 anni dovrebbe aver concluso l'epoca della cristianità, debba necessariamente attraversare un deserto in cui gli incontri dei pellegrini del silenzio interiore cominciano esercitarsi a rinunciare a ogni tipo di "macchina organizzativa" non perché il lavoro dell'amministrare il bene comune sia di poco conto ma perché da almeno due secoli se non di più la Chiesa, ha perso gradualmente la sua credibilità rischiando di annegare il bambino per paura di buttare l'acqua sporca. 

Il numero 6 del 2018 di Tempi di fraternità è stato dedicato interamente a Erasmo da Rotterdam con i contributi apprezzatissimi di coloro che hanno creduto alla nostra proposta editoriale, non considerandola come un amarcord di patiti dell'archeologia culturale. Nel corso di quel lavoro, Torino ha riscoperto di avere attribuito a Erasmo, il 4 settembre 1506 la laurea in teologia ma anche di aver celebrato la sua memoria quando nel 1876 gli dedicavo una lapide nel colonnato di palazzo  Campana, sede del rettorato dell'Università e di aver dedicato una pubblica via in zona Lingotto. Erasmo, prete cattolico, letterato, scienziato di professione, erede di Lorenzo Valla, non aveva tempo da perdere mettendosi alla guida di una "macchina organizzativa dell'evento ecumenico" perché aveva ben altro da fare, volendo pubblicare la prima edizione critica del testo originale greco del Nuovo Testamento e della Vulgata latina, E un monaco tedesco-18 anni più giovane di lui-se ne servì per annunciare la rivolta luterana invitandolo a schierarsi dalla sua parte. Il Papa Leone X invece lo volle come consigliere particolare e quando la Chiesa romana inaugurò la "Controriforma" gli fu offerto il cardinalato ma inutilmente. Quando capirono finalmente che non si sarebbe venduto a nessun prezzo e non sarebbero riusciti ad arruolarlo nei loro eserciti contrapposti, non trovando di meglio che accusarlo di vigliaccheria e di eresia, lo coprirono di insulti, condannando le sue opere come scandalose e sottoponendole a pesanti censure dopo la sua morte. La damnatio memoriae e la cultura della competizione da stadio impedì che gli fosse riconosciuto un ruolo decisivo nella storia della Chiesa e dell'umana civiltà. All'estremo tentativo di irreggimentarlo, lasciò l'Italia senza nemmeno salutare gli amici per ritrarsi a Basilea in casa del proprio editore. La riforma magisteriale è fallita, così come la Chiesa Tridentina, due enormi macchine organizzativo che avrebbero dovuto, nelle intenzioni, rappresentare l'evento ecumenico definitivo;
Il Papa gesuita che vorrebbe che la cristianità si aprisse alla conversione permanente entrando in un serio corso di spirituali esercizi di sana ignaziana memoria, deve camminare rasentando i muri per evitare le pugnalate alle spalle. E deve anche scusarsi per aver perso la pazienza… Sodano è stato ringraziato e definitivamente messo a riposo ma Ruini cerca una nuova primavera non si sa bene di quaIe colore.
Per capire cosa sia l'acqua sporca la miglior cosa è rileggere l'Enchiridion Militis Christiani e meditare i capitoli sulla vigilanza perché molta gramigna sembra un buon grano e molto buon grano può essere confuso con la gramigna. L'inquinamento lo scopri quando ti hanno diagnosticato la malattia.

Non riusciamo a  capire il perché di questa enfasi della Chiesa cattolica torinese. Non si comprende come mai, alla presentazione di questo evento, non abbiano preso ufficialmente la parola anche i fratelli valdesi, i luterani con tutte le ramificazioni del mondo protestante torinese e gli ortodossi. Eppure monsignor Nosiglia ha ricordato: "Sottolineo in modo particolare il lungo e articolato cammino ecumenico compiuto tra le confessioni cristiane presenti nel nostro territorio, anche e soprattutto con i giovani e tra i giovani. Allora torniamo a guardare con fiducia e speranza perché con la forza dello Spirito Santo, segnino il passo di un rinnovamento delle nostre chiese e della nostra società, nel segno dell'unità e della comunione" Dove sta questo dialogo ecumenico nell'organizzazione di questo evento se a prendere in mano l'organizzazione è stata solo la curia metropolitana cattolica torinese?

Per chi lo ha vissuto in diretta è come chiedersi che cosa resti del primo amore. Per chi ha la fortuna di arrivarci, il primo amore lo si capisce dopo gli ottant'anni.
Natalino Balasso lo dice molto bene e non può ancora saperlo di suo perché è molto giovane. Però ci sono dei giovani che magari credono che "contemplare la Sindone" sia un atto diverso dal contemplare il violinista di Chagall o Guernica di Picasso… E non hanno mai sentito parlare del concilio né di Erasmo; allora ci preoccupiamo e ci chiediamo quale carburante mandi avanti "la macchina organizzativa dell'evento…" La contemplazione: le parole hanno un senso, anzi più di uno: Erasmo a suo tempo ha dovuto lottare per far accettare dal tradizionalisti il sostantivo Sermo al posto di Verbum.
Contemplare in che senso? In senso laico come un'opera d'arte? O un oggetto sacro? Se il tuo occhio ti impedisce di vedere, cavalo eccetera ed è questa una scelta severa. Secondo la Treccani alla parola contemplazione troviamo: 1. atto del contemplare del guardare con assorto e intenso interesse 2. Profonda concentrazione della mente e nella meditazione di cose divine e spirituali: nella teologia cattolica elevazione dell'anima sopra ogni modo ordinario di conoscere, fino a una cognizione semplice e affettiva di Dio. Con uso assoluto vita ascetica e mistica. 
Quali sono le parole d'ordine della macchina organizzativa dell'evento ecumenico? Oppure siamo autorizzati a pensare che il Comune e la Regione hanno voluto recuperare un'immagine appannata dal mancato appuntamento olimpico? Allora siamo ancora più indietro. Bisogna risalire a Costantino… Conclusione? Ricominciamo da Erasmo.


Tempi di Fraternità
Gianfranco Monaca
Davide Pelanda