Troppa enfasi cattolica per l'incontro dei giovani della Comunità di Taizé a Torino?
Da Breslavia a Torino nel segno dei giovani. È il cammino che si sta percorrendo in vista del 43º Pellegrinaggio di fiducia sulla terra della
comunità di Taizé previsto per fine anno. Già è partita la macchina
organizzativa dell'evento ecumenico che vede il coinvolgimento del
Comune di Torino e della regione Piemonte.
L'arcidiocesi
della città sta predisponendo i servizi e l'accoglienza per i circa
15.000 ragazzi che animeranno l'incontro, per la settima volta in
Italia dopo gli eventi di Roma e Milano. Prevista anche un'astensione
straordinaria della sacra Sindone. E' lo stesso arcivescovo di Torino
monsignor Cesare Nosiglia a ricordare che dal 28 dicembre 2020 al 1
gennaio 2021 Torino ospiterà questo incontro: "Sappiamo che la questione
delle immagini è una ferita aperta in vari modi nella chiesa di Cristo
da almeno 13 secoli. Per noi qui non si tratta di riaprire questa
ferita, ma di accogliere fraternamente quanti vorranno condividere la
preghiera, in un clima di pieno rispetto reciproco e di fraternità che
anima e caratterizza l'esperienza di Taizé fin dal suo inizio.
È
stato poi specificato da Don Roberto Gottardo, responsabile della
commissione diocesana per la Sindone, che "la contemplazione della
Sindone è una possibilità offerta dalla diocesi di Torino esclusivamente
a quanti tra i partecipanti al pellegrinaggio organizzato dalla
comunità di Taizé vorranno partecipare e che quindi al momento
dell'iscrizione specificheranno la loro partecipazione.
Oltre ai motivi
di ordine pastorale voglio qui solamente aggiungere i motivi
organizzativi che richiedono di poter gestire al meglio il passaggio dei
giovani davanti alla sindone".
Un
amico che frequenta da lunga data la comunità ecumenica di Taizé ed
assiduo partecipante al pellegrinaggio ha scritto: "Però… Non pensavo
che la curia avesse questa capacità di rovinare tutto in così breve
tempo. Taizé si è molto evoluta sui social, nulla di male in questo.
Appendino fa il suo mestiere, dopotutto le lezioni arriveranno. E' più
fastidioso che la curia ci metta così tanta enfasi e che ci abbia
infilato la Sindone"
Siamo increduli cioè non sappiamo che senso ha dare a questa notizia.
Taizé
rappresenta una importante e benemerita realtà di dialogo e di incontro
fraterno, segnata fin dalle sue origini dalla ricerca silente di una
spiritualità rispettosa dei tempi e dei momenti noti soltanto a Colui
che guida i passi dei viandanti amici della condivisione del bene
prezioso della solitudine. In questo senso abbiamo condiviso di tutto
cuore le parole di Papa Francesco che vede in Taizé "una speranza di
rinnovamento per la Chiesa". In questo senso rimaniamo stupiti nel
leggere: "già è partita la macchina organizzativa dell'evento ecumenico
che vede il coinvolgimento del Comune di Torino e della regione
Piemonte. L'arcidiocesi della città sta predisponendo i servizi e
l'accoglienza per i circa 15.000 ragazzi che animeranno di incontro"
eccetera abbiamo sempre creduto che la speranza di rinnovamento nella
chiesa che finalmente sia pure con un ritardo di 200 anni dovrebbe aver
concluso l'epoca della cristianità, debba necessariamente attraversare
un deserto in cui gli incontri dei pellegrini del silenzio interiore
cominciano esercitarsi a rinunciare a ogni tipo di "macchina
organizzativa" non perché il lavoro dell'amministrare il bene comune sia
di poco conto ma perché da almeno due secoli se non di più la Chiesa,
ha perso gradualmente la sua credibilità rischiando di annegare il
bambino per paura di buttare l'acqua sporca.
Il
numero 6 del 2018 di Tempi di fraternità è stato dedicato interamente a
Erasmo da Rotterdam con i contributi apprezzatissimi di coloro che
hanno creduto alla nostra proposta editoriale, non considerandola come
un amarcord di patiti dell'archeologia culturale. Nel corso di
quel lavoro, Torino ha riscoperto di avere attribuito a Erasmo, il 4
settembre 1506 la laurea in teologia ma anche di aver celebrato la sua
memoria quando nel 1876 gli dedicavo una lapide nel colonnato di palazzo
Campana, sede del rettorato dell'Università e di aver dedicato una
pubblica via in zona Lingotto. Erasmo, prete cattolico, letterato,
scienziato di professione, erede di Lorenzo Valla, non aveva tempo da
perdere mettendosi alla guida di una "macchina organizzativa dell'evento
ecumenico" perché aveva ben altro da fare, volendo pubblicare la prima
edizione critica del testo originale greco del Nuovo Testamento e della
Vulgata latina, E un monaco tedesco-18 anni più giovane di lui-se ne
servì per annunciare la rivolta luterana invitandolo a schierarsi dalla
sua parte. Il Papa Leone X invece lo volle come consigliere particolare e
quando la Chiesa romana inaugurò la "Controriforma" gli fu offerto il
cardinalato ma inutilmente. Quando capirono finalmente che non si
sarebbe venduto a nessun prezzo e non sarebbero riusciti ad arruolarlo
nei loro eserciti contrapposti, non trovando di meglio che accusarlo di
vigliaccheria e di eresia, lo coprirono di insulti, condannando le sue
opere come scandalose e sottoponendole a pesanti censure dopo la sua
morte. La damnatio memoriae e la cultura della competizione da
stadio impedì che gli fosse riconosciuto un ruolo decisivo nella storia
della Chiesa e dell'umana civiltà. All'estremo tentativo di
irreggimentarlo, lasciò l'Italia senza nemmeno salutare gli amici per
ritrarsi a Basilea in casa del proprio editore. La riforma magisteriale è
fallita, così come la Chiesa Tridentina, due enormi macchine
organizzativo che avrebbero dovuto, nelle intenzioni, rappresentare
l'evento ecumenico definitivo;
Il
Papa gesuita che vorrebbe che la cristianità si aprisse alla
conversione permanente entrando in un serio corso di spirituali esercizi
di sana ignaziana memoria, deve camminare rasentando i muri per evitare
le pugnalate alle spalle. E deve anche scusarsi per aver perso la
pazienza… Sodano è stato ringraziato e definitivamente messo a riposo ma
Ruini cerca una nuova primavera non si sa bene di quaIe colore.
Per capire cosa sia l'acqua sporca la miglior cosa è rileggere l'Enchiridion Militis Christiani
e meditare i capitoli sulla vigilanza perché molta gramigna sembra un
buon grano e molto buon grano può essere confuso con la gramigna.
L'inquinamento lo scopri quando ti hanno diagnosticato la malattia.
Non
riusciamo a capire il perché di questa enfasi della Chiesa cattolica
torinese. Non si comprende come mai, alla presentazione di questo
evento, non abbiano preso ufficialmente la parola anche i fratelli
valdesi, i luterani con tutte le ramificazioni del mondo protestante
torinese e gli ortodossi. Eppure monsignor Nosiglia ha ricordato:
"Sottolineo in modo particolare il lungo e articolato cammino ecumenico
compiuto tra le confessioni cristiane presenti nel nostro territorio,
anche e soprattutto con i giovani e tra i giovani. Allora torniamo a
guardare con fiducia e speranza perché con la forza dello Spirito Santo,
segnino il passo di un rinnovamento delle nostre chiese e della nostra
società, nel segno dell'unità e della comunione" Dove sta questo dialogo
ecumenico nell'organizzazione di questo evento se a prendere in mano
l'organizzazione è stata solo la curia metropolitana cattolica torinese?
Per
chi lo ha vissuto in diretta è come chiedersi che cosa resti del primo
amore. Per chi ha la fortuna di arrivarci, il primo amore lo si capisce
dopo gli ottant'anni.
Natalino
Balasso lo dice molto bene e non può ancora saperlo di suo perché è
molto giovane. Però ci sono dei giovani che magari credono che
"contemplare la Sindone" sia un atto diverso dal contemplare il
violinista di Chagall o Guernica di Picasso… E non hanno mai sentito
parlare del concilio né di Erasmo; allora ci preoccupiamo e ci chiediamo
quale carburante mandi avanti "la macchina organizzativa dell'evento…"
La contemplazione: le parole hanno un senso, anzi più di uno: Erasmo a
suo tempo ha dovuto lottare per far accettare dal tradizionalisti il
sostantivo Sermo al posto di Verbum.
Contemplare
in che senso? In senso laico come un'opera d'arte? O un oggetto sacro?
Se il tuo occhio ti impedisce di vedere, cavalo eccetera ed è questa una
scelta severa. Secondo la Treccani alla parola contemplazione troviamo:
1. atto del contemplare del guardare con assorto e intenso interesse
2. Profonda concentrazione della mente e nella meditazione di cose
divine e spirituali: nella teologia cattolica elevazione dell'anima
sopra ogni modo ordinario di conoscere, fino a una cognizione semplice e
affettiva di Dio. Con uso assoluto vita ascetica e mistica.
Quali
sono le parole d'ordine della macchina organizzativa dell'evento
ecumenico? Oppure siamo autorizzati a pensare che il Comune e la Regione
hanno voluto recuperare un'immagine appannata dal mancato appuntamento
olimpico? Allora siamo ancora più indietro. Bisogna risalire a
Costantino… Conclusione? Ricominciamo da Erasmo.
Tempi di Fraternità
Gianfranco Monaca
Davide Pelanda