STUDIA E PREGA, L'IMAM EUROPEO SI FORMA IN BELGIO
I primi, futuri imam europei, avranno il diploma di laurea e di dottorato in nome del Papa felicemente regnante. Questa la formula posta in cima agli attestati ottenuti nelle Università cattoliche del mondo. E così sarà anche per i diplomi che l'Università Cattolica di Louvain-la-Neuve, in Belgio, rilascerà quando gli iscritti ai due corsi di laurea (islam e società, islam e convivenza civile) avranno terminato, tra tre-cinque anni, il loro cursus accademico. Il titolo di studio sarà la condizione imprescindibile per poter esercitare nel Regno dei Belgi la professione di guida religiosa in una comunità islamica.
Ancora oggi in Belgio l'universo salafita è organizzato e ampiamente finanziato da Arabia Saudita, Qatar e Turchia; il numero di cittadini arruolati nell'Isis in proporzione alla popolazione, 500 su undici milioni di abitami, è il più alto in Europa e le moschee sono abbastanza fuori controllo. La commissione d'inchiesta, istituita dal Parlamento belga dopo gli attentati del 2016, aveva raccomandato che moschee e altri luoghi islamici fossero presieduti da persone abilitate da una seria formazione universitaria e aveva così deciso che venisse studiato e istituito un cursus accademico finalizzato allo scopo. Il fatto che in un Paese che vanta diversi sistemi scolastici, di cui alcuni decisamente spinti sul lato del secolarismo e della laicità, sia stata un'istituzione cattolica ad associarsi a un'Accademia islamica (l'Afor), rappresenta una vera curiosità. Se i corsi teologici verranno assicurati da docenti musulmani, quelli che riguardano la psicologia sociale, la sociologia religiosa, la secolarizzazione, i diritti dell'uomo e il discorso religioso in una società plurale saranno a carico di insegnanti cattolici. Una bella sfida, sicuramente.
Filippo Di Giacomo
(28 febbraio 2020, il venerdì)
I primi, futuri imam europei, avranno il diploma di laurea e di dottorato in nome del Papa felicemente regnante. Questa la formula posta in cima agli attestati ottenuti nelle Università cattoliche del mondo. E così sarà anche per i diplomi che l'Università Cattolica di Louvain-la-Neuve, in Belgio, rilascerà quando gli iscritti ai due corsi di laurea (islam e società, islam e convivenza civile) avranno terminato, tra tre-cinque anni, il loro cursus accademico. Il titolo di studio sarà la condizione imprescindibile per poter esercitare nel Regno dei Belgi la professione di guida religiosa in una comunità islamica.
Ancora oggi in Belgio l'universo salafita è organizzato e ampiamente finanziato da Arabia Saudita, Qatar e Turchia; il numero di cittadini arruolati nell'Isis in proporzione alla popolazione, 500 su undici milioni di abitami, è il più alto in Europa e le moschee sono abbastanza fuori controllo. La commissione d'inchiesta, istituita dal Parlamento belga dopo gli attentati del 2016, aveva raccomandato che moschee e altri luoghi islamici fossero presieduti da persone abilitate da una seria formazione universitaria e aveva così deciso che venisse studiato e istituito un cursus accademico finalizzato allo scopo. Il fatto che in un Paese che vanta diversi sistemi scolastici, di cui alcuni decisamente spinti sul lato del secolarismo e della laicità, sia stata un'istituzione cattolica ad associarsi a un'Accademia islamica (l'Afor), rappresenta una vera curiosità. Se i corsi teologici verranno assicurati da docenti musulmani, quelli che riguardano la psicologia sociale, la sociologia religiosa, la secolarizzazione, i diritti dell'uomo e il discorso religioso in una società plurale saranno a carico di insegnanti cattolici. Una bella sfida, sicuramente.
Filippo Di Giacomo
(28 febbraio 2020, il venerdì)