Al totovescovo partecipa anche la Chiesa di Base?
Papa Francesco, dopo aver accettato le dimissioni del cardinal Angelo Bagnasco vescovo di Genova, ha dato carta bianca ai preti genovesi per la scelta del suo successore
Parrebbe proprio di sì. Non più, dunque, una lettera inviata dal Vaticano ad alcuni sacerdoti genovesi per chiedere un giudizio segreto sul profilo individuato, ma una missiva nella quale il Papa chiede ai preti di offrire una riflessione sulla Chiesa genovese e una terna di nomi per la successione del cardinal Bagnasco.
Ecco allora che, nelle loro riunioni e discussioni, questi gruppi di base si sono posti il problema delle caratteristiche della persona da proporre come loro vescovo: cordialità ed entusiasmo contagioso, disponibilità e capacità ad ascoltare e includere tutte le diverse sensibilità ecclesiali, disponibilità e capacità a comunicare con tutti, rendendosi facilmente raggiungibile, trasparenza nello stile di vita e nei processi decisionali e nel rispondere a critiche, aggiornata preparazione teologica e biblica, capacità di leggere i segni dei tempi e metterli al centro delle sue riflessioni, compromettersi con gli ultimi, frequentare abitualmente le periferie sociali e spirituali, valorizzare le diverse culture esistenti ed includerle in progetti collaborativi, slancio pastorale in uscita, senza autoreferenzialità, slancio biblico di promozione e conoscenza della Parola, volontà di responsabilizzare e coinvolgere i laici in ruoli decisionali e "ministeriali", non solo come esecutori, non essere prigioniero di riti e cerimonie, volontà di esporsi sulle ingiustizie e contro i poteri forti, volontà di lasciarsi ispirare e nutrire di esperienze concrete di persone che vivono la realtà territoriale, volontà di aviare e praticare con pazienza processi sinodali.
Noi siamo Chiesa e le Comunità di Base genovesi vedono anche alcune priorità ed urgenze da affrontare: ad esempio, per citarne alcune, un Piano pastorale triennale sull'Ecologia Integrale come tema di grande attualità e profetico che dia vita ad azioni ed obiettivi tangibili sul territorio, una scuola biblica popolare, un Sinodo diocesano di ascolto allargato alle varie realtà ecclesiali per vedere quali priorità di impegno, e del ruolo da avere oggi, una riorganizzazione completa ed aggiornata dell'informazione diocesana, la riorganizzazione della parrocchia che oggi, a detta loro, è un modello in crisi, la formazione dei sacerdoti, diaconi, consacrati e laici...
Per non dire poi dei gruppi femministi dentro la Chiesa cattolica che dicono che «le decisioni che riguardano tutti noi non possono essere prese dalla meta di noi. Senza la voce delle donne, tace metà della Chiesa» e citano alcuni interessanti dati: «In una Chiesa di oltre 1,2 miliardi di persone oltre il 50% sono donne; meno del 3% dei leader del Vaticano sono donne».
La petizione "Chiediamo per Genova un Vescovo sulle Orme di Papa Francesco" può essere letta e firmata sul sito http://chng.it/fSm76RNpbV.
Davide Pelanda
Temi di Fraternità
Aprile 2020
Papa Francesco, dopo aver accettato le dimissioni del cardinal Angelo Bagnasco vescovo di Genova, ha dato carta bianca ai preti genovesi per la scelta del suo successore
Una interessante novità lanciata da Bergoglio che nessuno si aspettava: la nomina della guida della Chiesa cattolica genovese verrà "dal basso", poiché gli stessi sacerdoti si pensa (e si spera) si consulteranno anche con i propri fedeli, associazioni e gruppi impegnati.
«Potremmo dire la nostra?» si chiedono gli amici del gruppo locale di Noi Siamo Chiesa e delle Comunità di Base genovesi.
Parrebbe proprio di sì. Non più, dunque, una lettera inviata dal Vaticano ad alcuni sacerdoti genovesi per chiedere un giudizio segreto sul profilo individuato, ma una missiva nella quale il Papa chiede ai preti di offrire una riflessione sulla Chiesa genovese e una terna di nomi per la successione del cardinal Bagnasco.
Ecco allora che, nelle loro riunioni e discussioni, questi gruppi di base si sono posti il problema delle caratteristiche della persona da proporre come loro vescovo: cordialità ed entusiasmo contagioso, disponibilità e capacità ad ascoltare e includere tutte le diverse sensibilità ecclesiali, disponibilità e capacità a comunicare con tutti, rendendosi facilmente raggiungibile, trasparenza nello stile di vita e nei processi decisionali e nel rispondere a critiche, aggiornata preparazione teologica e biblica, capacità di leggere i segni dei tempi e metterli al centro delle sue riflessioni, compromettersi con gli ultimi, frequentare abitualmente le periferie sociali e spirituali, valorizzare le diverse culture esistenti ed includerle in progetti collaborativi, slancio pastorale in uscita, senza autoreferenzialità, slancio biblico di promozione e conoscenza della Parola, volontà di responsabilizzare e coinvolgere i laici in ruoli decisionali e "ministeriali", non solo come esecutori, non essere prigioniero di riti e cerimonie, volontà di esporsi sulle ingiustizie e contro i poteri forti, volontà di lasciarsi ispirare e nutrire di esperienze concrete di persone che vivono la realtà territoriale, volontà di aviare e praticare con pazienza processi sinodali.
Noi siamo Chiesa e le Comunità di Base genovesi vedono anche alcune priorità ed urgenze da affrontare: ad esempio, per citarne alcune, un Piano pastorale triennale sull'Ecologia Integrale come tema di grande attualità e profetico che dia vita ad azioni ed obiettivi tangibili sul territorio, una scuola biblica popolare, un Sinodo diocesano di ascolto allargato alle varie realtà ecclesiali per vedere quali priorità di impegno, e del ruolo da avere oggi, una riorganizzazione completa ed aggiornata dell'informazione diocesana, la riorganizzazione della parrocchia che oggi, a detta loro, è un modello in crisi, la formazione dei sacerdoti, diaconi, consacrati e laici...
Per non dire poi dei gruppi femministi dentro la Chiesa cattolica che dicono che «le decisioni che riguardano tutti noi non possono essere prese dalla meta di noi. Senza la voce delle donne, tace metà della Chiesa» e citano alcuni interessanti dati: «In una Chiesa di oltre 1,2 miliardi di persone oltre il 50% sono donne; meno del 3% dei leader del Vaticano sono donne».
La petizione "Chiediamo per Genova un Vescovo sulle Orme di Papa Francesco" può essere letta e firmata sul sito http://chng.it/fSm76RNpbV.
Davide Pelanda
Temi di Fraternità
Aprile 2020