giovedì 16 aprile 2020

Muovere i nostri passi
di Franco Barbero, Pinerolo 31 marzo

"Ce la faremo". Questo slogan può, in qualche modo, sintetizzare l'impegno e la comune speranza di poter uscire dal coronavirus.
Ma io non riesco e non voglio far tacere una paura che spesso si riaffaccia ad ogni stagione importante della storia. Penso al '68, penso alle lotte operaie, alla rivoluzione femminista, ai processi di decolonizzazione fino alle lotte per l'ambiente...
È innegabile che qualche volta abbiamo anche potuto dire: "ce l'abbiamo fatta", ma si è trattato di una vittoria presto almeno parzialmente risucchiata.
In sostanza, temo che l'attuale ondata emozionalmente costruttiva venga ricondotta nell'alveo politico, etico e culturale del "tutto tornerà  come prima del coronavirus".
Questo per me significherebbe che non abbiamo capito per nulla il messaggio che la natura ci trasmette e che, al più, potremo operare alcuni significativi correttivi sul terreno della salute, della cultura e del lavoro.
Si tratterebbe, a mio avviso,  di una tragica operazione di facciata, funzionale al mantenimento dello status quo.
Lo spettacolo di questi trasformismi fa parte del dominio capitalistico.
Ma voglio sottolineare con vigore che si tratterebbe di cadere in una illusione. Infatti tornare a vivere come prima del coronavirus significherebbe imboccare la strada verso l'autodistruzione.
L'analisi pacata e ribadita dagli scienziati non lascia scampo. La grande politica sopravvive negando o sottovalutando l'evidenza e l'urgenza con tutti quei mega convegni che servono a costruire rattoppi.
A mio avviso, occorre acquisire e diffondere questa consapevolezza dell'urgente e improrogabile necessità di un altro umanesimo come fondamento di una politica alternativa.
Penso che non possiamo lasciar cadere questa sfida, ma a partire dal nostro piccolo quotidiano, possiamo e dobbiamo tentare di tradurla in una rete planetaria di resilienza, di solidarietà e di creatività.
È impossibile far nascere la costituzione di un nuovo umanesimo dalla convergenza di tutte le tradizioni e le esperienze che sono animate dalla pratica del bene comune?
Come uomo, come parte e partner di questo pianeta e come cristiano, penso che non possiamo archiviare questa fiducia ma che dobbiamo  muovere i nostri cuori e i nostri passi in questa direzione.

(Insonnia mensile di Racconigi, aprile 2020, pag.16 - contatti@insonniaracconigi.it)