domenica 19 aprile 2020

CELEBRAZIONE EUCARISTICA DOMENICA 19 APRILE: COMUNITA' DI PIOSSASCO

DARE TESTIMONIANZA
Eucarestia del 19 aprile 2020

Io credo in Dio, amore infinito,
Meraviglia Primeva che esprime
straordinariamente se stesso
nell'evoluzione del cosmo e dell'uomo.
E credo in Gesù Cristo, nostro Messia,
immagine umana unica di Dio,
nato da genitori umani,
eppure interamente frutto
dell'iniziativa di salvezza di Dio.
 Che ha accettato di soffrire e di morire,
è stato crocifisso per ordine di Ponzio Pilato.
E' morto ed è stato sepolto,
ma è tuttavia pienamente vivo,
perché immerso in Dio,
divenuto così una forza di completa guarigione,
che condurrà l'intera comunità al compimento.
Io credo nell'attività ispiratrice
del santo spirito di vita di Dio,
e nella comunità mondiale in cui Gesù Cristo vive,
 e trasformarci in veri esseri umani.
E nel futuro divino del genere umano,
un futuro di vita
Amen

Abbiamo pensato di parlare della testimonianza prendendo spunto dall’invito di Gesù che, tante volte, chiede di rendere testimonianza. Abbiamo riflettuto anche sulla nostra esperienza: quale è il linguaggio adeguato all’oggi nella testimonianza e nell’annuncio della fede nel Dio di Gesù?
Abbiamo scelto le letture di

Luca cap. 9 v.1-4, 10 v. 1-9, 17-20
Convocò i Dodici e diede loro forza e potere su tutti i demòni e di guarire le malattie. E li mandò ad annunciare il regno di Dio e a guarire gli infermi. Disse loro: «Non prendete nulla per il viaggio, né bastone, né sacca, né pane, né denaro, e non portatevi due tuniche. In qualunque casa entriate, rimanete là, e di là poi ripartite.
Dopo questi fatti il Signore designò altri settantadue e li inviò a due a due davanti a sé in ogni città e luogo dove stava per recarsi. Diceva loro: «La messe è abbondante, ma sono pochi gli operai! Pregate dunque il signore della messe, perché mandi operai nella sua messe! Andate: ecco, vi mando come agnelli in mezzo a lupi; non portate borsa, né sacca, né sandali e non fermatevi a salutare nessuno lungo la strada. In qualunque casa entriate, prima dite: «Pace a questa casa!». Se vi sarà un figlio della pace, la vostra pace scenderà su di lui, altrimenti ritornerà su di voi. Restate in quella casa, mangiando e bevendo di quello che hanno, perché chi lavora ha diritto alla sua ricompensa. Non passate da una casa all'altra. Quando entrerete in una città e vi accoglieranno, mangiate quello che vi sarà offerto, guarite i malati che vi si trovano, e dite loro: “È vicino a voi il regno di Dio”

I settantadue tornarono pieni di gioia, dicendo: «Signore, anche i demòni si sottomettono a noi nel tuo nome». Egli disse loro: «Vedevo Satana cadere dal cielo come una folgore. Ecco, io vi ho dato il potere di camminare sopra serpenti e scorpioni e sopra tutta la potenza del nemico: nulla potrà danneggiarvi. Non rallegratevi però perché i demòni si sottomettono a voi; rallegratevi piuttosto perché i vostri nomi sono scritti nei cieli».

  • Samuele libro 1.cap.3
Il giovane Samuele serviva il Signore alla presenza di Eli. La parola del Signore era rara in quei giorni, le visioni non erano frequenti. E quel giorno avvenne che Eli stava dormendo al suo posto, i suoi occhi cominciavano a indebolirsi e non riusciva più a vedere. La lampada di Dio non era ancora spenta e Samuele dormiva nel tempio del Signore, dove si trovava l’arca di Dio. Allora il Signore chiamò: «Samuele!» ed egli rispose: «Eccomi», poi corse da Eli e gli disse: «Mi hai chiamato, eccomi!». Egli rispose: «Non ti ho chiamato, torna a dormire!». Tornò e si mise a dormire. Ma il Signore chiamò di nuovo: «Samuele!»; Samuele si alzò e corse da Eli dicendo: «Mi hai chiamato, eccomi!». Ma quello rispose di nuovo: «Non ti ho chiamato, figlio mio, torna a dormire!». In realtà Samuele fino ad allora non aveva ancora conosciuto il Signore, né gli era stata ancora rivelata la parola del Signore. Il Signore tornò a chiamare: «Samuele!» per la terza volta; questi si alzò nuovamente e corse da Eli dicendo: «Mi hai chiamato, eccomi!». Allora Eli comprese che il Signore chiamava il giovane. Eli disse a Samuele: «Vattene a dormire e, se ti chiamerà, dirai: “Parla, Signore, perché il tuo servo ti ascolta”». Samuele andò a dormire al suo posto. Venne il Signore, stette accanto a lui e lo chiamò come le altre volte: «Samuele, Samuele!». Samuele rispose subito: «Parla, perché il tuo servo ti ascolta»…. Samuele crebbe e il Signore fu con lui, né lasciò andare a vuoto una sola delle sue parole. Perciò tutto Israele, da Dan fino a Bersabea, seppe che Samuele era stato costituito profeta del Signore. Il Signore continuò ad apparire a Silo, perché il Signore si rivelava a Samuele a Silo con la sua parola.

Commento alle letture
Preghiamo insieme a cori alterni

  1. Grazie, o Dio, che hai donato al mondo
questo profeta dolce, appassionato e “imprudente”.

  1. Grazie, o Dio, che lo hai donato a noi
come icona della Tua presenza e maestro di vita.

  1. Fa risplendere davanti a noi la gioia
che penetrò nel cuore di Maria di Magdala
e convocò i discepoli e le discepoli per il nuovo cammino.

  1. Dio lo ha risuscitato! E’ l’ora della vita…
Perché lo pensate e lo piangete tra i morti?”

T. Sia questa, o Dio, la canzone della nostra fede.
Sia questa la strada dei nostri giorni.

Memoria della cena

Ancora una volta, attorno alla mensa, facciamo memoria della vita di Gesù e del Suo insegnamento, rivivendo il gesto simbolico con cui Lui ha chiesto di ricordarlo.
Gesù prese un pezzo di pane e, dopo aver pronunciato la preghiera di benedizione, lo divise tra le persone presenti e disse:
Prendete e mangiatene, la mia vita è come questo pane, Dio mi ha insegnato a condividerlo con i fratelli e le sorelle che ho incontrato, fate così anche voi”
Poi prese una coppa di vino, lo fece passare tra loro dicendo:
bevetene, come se questo fosse il Mio sangue, il miglior modo per non dimenticarvi di Me è che facciate come vi ho insegnato”

Preghiere Spontanee
Padre Nostro
PREGHIERA FINALE
Aiutaci oggi e sempre, ad essere terreni fecondi
in cui il tuo seme possa germogliare,
nonostante i limiti e le piccolezze
con cui dobbiamo fare i conti ogni giorno.
Resta con noi, affinché impariamo a restare con Te
nel nostro cammino personale e comunitario.
MARA E MARIA

COMMENTO AL VANGELO DI LUCA 
sia nel capitolo 9 che nel 10 pone, tra l’altro, l’importanza della testimonianza.

Io vorrei soffermarmi sui versi dell’art. 10 in cui Gesù invitava gli apostoli alla missione
La messe è abbondante, ma sono pochi gli operai! Pregate dunque il signore della messe, perché mandi operai nella sua messe!  Andate!...”
Potrebbe sembrare che Gesù invitasse a pregare affinchè ci fossero sempre più “delegati”, pastori, preti, gli addetti ai lavori per l’evangelizzazione.
A me piace leggere questi versi come un invito di Gesù a tutti/e ad essere “operai” e “operaie” per il Regno di Dio.
Ora come allora c’è bisogno che uomini e donne di tutte le età e di tutte le estrazioni culturali si sentano chiamati/e a dare testimonianza. Nessun uomo e nessuna donna che sente di essere cristiano si deve sentire escluso/a da questo invito.
L’annuncio allora come oggi, è semplice e radicale: ”Pace a questa casa”.
In un mondo complesso e nello stesso tempo sempre più disumanizzato, come quello che stiamo vivendo, l’annuncio è sempre lo stesso: pace con noi stessi, pace nelle relazioni, condivisione, corresponsabilità, vita comunitaria, preghiera.
Nel nostro ambito di vita, ma anche nel mondo intero.
Nel rispetto delle diversità e delle tante strade che portano a Dio.
Nei versi dal 17 al 20, i discepoli, tornati dalla missione (siamo in Samaria) raccontano a Gesù dei loro successi e delle vittorie sul “demonio”; ma Gesù riporta subito il livello della discussione nella relazione con Dio. “….Rallegratevi piuttosto perché i vostri nomi sono scritti nei cieli”.
E’ un invito a recuperare un nuovo rapporto con Dio attraverso la preghiera e la fiducia perché è solo “nel rapporto con Dio che troviamo una collocazione nel cosmo come creature amate dal suo creatore e responsabili dei rapporti con la natura e con gli altri uomini”.
E’ Dio che ci sostiene nel cammino e ci aiuta ad essere gioiosi testimoni dell’Evangelo pur tra mille difficoltà ed anche troppe infedeltà.
La Comunità, per me, è fondamentale a rinvigorire la capacità di ricerca individuale e comunitaria per testimoniare, (o almeno tentarci) secondo la sequela di Gesù, la pratica della condivisione, l’amore e la giustizia

Maria

Lettura e commento a Samuele I, cap. 3
Abbiamo scelto questo passo perché ci rende partecipi della chiamata del Signore a Samuele a rendergli testimonianza, facendosi Suo portavoce.
Ci siamo chieste innanzi tutto: cosa vuol dire dare testimonianza? Nel senso comune vuol dire dichiarare, a scopo di far fede di qualcosa, quanto è oggetto della propria diretta conoscenza, dare prova con le nostre parole di un fatto che non riguarda necessariamente noi, ma che riteniamo vero..
Il significato religioso di ‘dare testimonianza’ è un po’ differente perché riguarda ciascuno di noi, presuppone piena condivisione, non necessariamente conoscenza diretta di quanto si testimonia ma appello alla fede e all’impegno che traggono forza dalla Parola rivelata.
Nel brano tratto dal primo libro di Samuele è evidente la chiamata di Dio, che si fa udire con voce forte e ripetuta. Samuele non si rende conto che quella voce sia proprio di Dio, la scambia con quella del suo maestro. E’ necessario cheEli la interpreti per lui, proprio quell’Eli verso il quale Dio pronunzierà parole di future terribili sventure che si abbatteranno su di lui.
Eli si rende conto che è proprio il Signore a svegliare Samuele; da cosa? Dalla chiamata ripetuta e dal fatto che essa avvenga nel sonno, perché Dio non appare direttamente a nessun profeta, si serve di simboli e di segni inafferrabili come il fumo, il rombo del tuono.
Eli capisce che è il Signore a svegliare Samuele, anche dalle qualità di questo giovinetto, che ‘continuava a servire il Signore’, che riposava dove si trovava l’arca di Dio, che teneva accesa la lampada..
Colpisce in questo brano la sottomissione di Eli e di Samuele alla volontà del Signore; Egli li trova impreparati ad accoglierla e non contenti di metterla in atto (almeno da parte di Eli..), ciononostante ubbidienti.
Dio sceglie con cura i suoi profeti e a ciascuno assegna una missione; in ogni caso viene sottolineato il valore imprescindibile della Parola. In questo brano leggiamo: "Samuele… non lasciò andare a vuoto una sola delle Sue parole…’;‘…la parola di Samuele giunse a tutto Israele come parola del Signore’.
Samuele sembrerebbe uno strumento nelle mani di Dio, un puro ricettore.. ma è così? Non credo sia così perché Samuele dà credito al messaggio ricevuto, adegua ad esso la sua intera vita con la predicazione per tutto Israele.
E oggi per noi cosa vuol dire dare testimonianza? E’ piuttosto difficile che il Signore ci parli direttamente per manifestare la sua volontà, anche se non mancano in questo senso dei testimoni privilegiati, ai quali possiamo credere o no..
Egli ci fa intendere ugualmente quale comportamento si aspetta da noi: dopo aver pregato, letto e compreso i testi sacri, dovremmo dare forma e attuazione al Suo messaggio, farlo diventare nostro, nella pratica comunitaria ma anche nell’esperienza della nostra vita privata (‘vi riconosceranno da quanto farete..’). Non sempre avremo il maestro Eli accanto a decifrare la sua volontà, avremo però vicina la comunità che ci potrà aiutare ad orientare con coerenza alla parola di Dio la nostra vita.
Mara