sabato 18 aprile 2020

NELLA VITA SI CAMMINA DA BEPPE MANNI


DOMENICA IN ALBIS 19-IV-2020

Nelle letture della domenica in Albis l’incontro di Gesù con San Tommaso (Giovanni 20) e due momenti delle prime comunità a Gerusalemme (Atti 2 e 4) (In coda), sono raccontati dai seguaci di Gesù quarant’anni dopo gli avvenimenti. Le comunità dei credenti hanno vissuto e sperimentato le promesse di Gesù. Le parole a Tomaso «Perché mi hai veduto, tu hai creduto; beati quelli che non hanno visto e hanno creduto!» Oppure il racconto delle prime comunità del I secolo dopo due mila anni cosa significano?
Nel 1978 il parroco di Montebonello don Carlo Maleti, mentre toglieva una crosta di intonaco nella chiesa romanica è spuntata la testa di San Gioacchino. 
La restauratrice Marta Galvani, si mise all’opera e in un anno di spatola e pennello ‘scoprì’ uno splendido ciclo di affreschi del 1400, con vita di Maria, 12 apostoli, Cristo pantocratore, santi protettori ecc. E una gigantesca figura di San Cristoforo (il portatore di Cristo) il santo che dopo aver trasportato un bambino al di là del fiume, scopre che ha portato Gesù. I dipinti erano stati conservati e sepolti da tre strati di calce al tempo della peste del 1630.
Anche noi dobbiamo cercato il vero volto di Gesù non nelle sindoni e nelle opere d’arte, ma attraverso un’operazione archeologica di purificazione e spiritualità. 
 Vi racconto la mia opera di restauratore alla ricerca del volto di Gesù cercando di togliere i tre strati di calce che me lo avevano nascosto. Da un pò di tempo ho smesso le vesti del maestro per diventare un narratore. Che ama raccontare e ascoltare altre narrazioni. Ho attraversato nella mia lunga vita diverse regioni e stratificazioni popolate da molti maestri.
Il primo strato era la casa della mia infanzia piena della fede di mia madre, abitata da crocefissi, reliquie. Acque di Lourdes e Madonne pellegrine, benedizioni papali di Pio XII; indulgenze plenarie, primi 9 venerdì e i primi 5 sabati del mese che garantivano la salvezza eterna. Santini con anime purganti imploranti preghiere dei parenti tra il fuoco in attesa di una messa a pagamento. E poi il catechismo di Pio X una mini-summa teologica per il popolo. E il libro nero delle “Massime Eterne” che terrorizzava con i ‘novissimi’: morte, giudizio, inferno e paradiso. La paura di morire in peccato mortale (il peccato impuro) per essere precipitati nel fuoco eterno dell’Inferno. 
A 11 anni sono entrato in un’altra casa, il seminario che ha continuato in modo più strutturato la stessa spiritualità ottocentesca. Consegnandomi al mondo appena diventato prete con poteri super-naturali e un vademecum di benedizioni e risposte adatte per tutte le persone e situazioni. Ma ecco apparire il secondo strato nascosto. Lo studio l’abitudine alla riflessione mi avevano fornito strumenti di navigazione, una specie di lenti da microscopio e telescopio, una bussola che mi hanno dato la possibilità di investigare, capire, riflettere, scegliere. Aiutato dai miei studi universitari e la nuova teologia sbocciata dal Concilio.
L’ultima pellicola è stata strappata e sono entrato alla fine nella grande e luminosa casa della libertà dove ho incontrato un Dio Padre misericordioso e un Gesù che prima di diventare Dio era un uomo. Quel gioioso Gesù risorto che avevano incontrato le donne la sera di Pasqua, gli amici e Tommaso. Egli aveva rivelato il volto di Dio padre e compassionevole. Predicava l’amore, la fratellanza e la vicinanza a chi era sofferente. Il Padre aveva riconosciuto in questo servo sofferente la sua voce e lo aveva strappato all’oblio della morte. Questo enunciavano i suoi amici (donne e uomini) dopo che superato il turbamento iniziale capirono.
Ciascuno di noi ha un segreto, un cammino nascosto attraverso il quale incontra il mistero. Oggi ho molte amiche e amici con i quali condivido una visione di società di fratelli e un mondo nuovo. Alcuni sono cristiani, altri sembrano alla ricerca, altri si dichiarano non credenti. Ognuno tiene per sé il suo segreto. Pietro in una sua lettera dice ai cristiani che se richiesti rendano conto della loro fede. Cosa dico oggi al mio amico ateo, agnostico, non credente, dubbioso, islamico, buddista, che mi rispetta ma non mi chiede mai conto della mia fede ma temo che non capisca o addirittura si domandi come mai un uomo istruito, impegnato, ‘intelligente’ si compatisca ancora a dirsi credente. ‘Beato te che hai la fede’ oppure ‘Ti voglio bene lo stesso e ti stimo anche se non capisco come tu possa ancora credere a delle favole’. Sembra facile dividere il credente dall’ateo dallo agnostico o il non credente dall’uomo di fede. Ma non è così.
Provo a rispondergli: anch’io come te ho fatto un cammino di purificazione della mia religione. Fino al penultimo gradino. Partendo spesso come te dalla stessa educazione cattolica. I preti, il vaticano, la politica, i dogmi incomprensibili della verginità di Maria, dell’infallibilità del papa ecc. I sacramenti con il loro magismo ecc. E poi la scandalosa storia dei papi, vescovi e re che hanno fatto del cristianesimo un instrumentum regni, tradendo le parole di Gesù. E oggi gli scandali del Vaticano e delle pomposità cardinalizie. Il mio cammino caro amico è stato simile al tuo nella pars destruens, per togliere le sovrastrutture che nei secoli hanno nascosto, deformato e cancellato. Come Marta la brava restauratrice di Montebonello. Attento a non danneggiare o peggio cancellare mentre si tolgono le incrostazioni i bellissimi volti Dio di Gesù e di Maria. Cosa mi è dunque rimasto che posso raccontarti e condividere con te che altre macerie hai dovuto sgomberare per rivedere la luce? Non lo so. Certo i racconti che incontriamo nei vangeli spesso sono trasmessi attraverso immagini e miti di quel tempo ad esempio nella Genesi, l’Esodo e il roveto ardente…i racconti dell’infanzia di Gesù, la rappresentazione della trasfigurazione, resurrezione, pentecoste e ascensione. So che mi avventuro in un terreno minato e non condiviso da molti. Certo la gerarchia fin dal IV secolo per evitare sbandamenti ‘ereticali’ e ricerche troppo personali, blindò il contenuto della fede attraverso la costruzione del credo in cui venivano elencate le dodici verità da credere per essere chiamati cristiani. Non metteva, in questo elenco, guarda caso, le beatitudini o il comandamento dell’amore e la parabola del giudizio finale. Ecco alla fine, se sgomberiamo le macerie rimane un velo sottilissimo che ci divide attraverso il quale possiamo guardare insieme oltre. Le donne e gli apostoli raccontavano i diversi modi con i quali avevano in contrato il risorto. Tommaso lo trova nel sangue di una ferita, Maddalena nel suo nome pronunciato da Gesù, i viandanti di Emmaus nella condivisione di un pane a cena, i discepoli dopo lunghe spiegazioni… Mi piacerebbe chiedervi quale sogno o quale sentiero di spiritualità state seguendo. Caro amico il sepolcro è vuoto anche per me e non so dove il risorto sia andato a finire. Forse disperso tra gli uomini che soffrono in attesa di re-surgere. Rialzarsi in piedi.
Posso dire che io e forse noi abbiamo creduto perché abbiamo visto cioè sperimentato la bontà, la vita e la salvazione che quelle parole hanno significato per noi. Anche se rimane il largo stralcio di cielo sconosciuto del mistero che affidiamo alla fede che vuol dire speranza.
Il mio più caro amico, Gianni, in terza liceo abbandonò il seminario. Senza salutare nessuno. Lo incontrai al funerale di sua madre dopo 40 anni e al cimitero gli chiesi: “Senti Gianni dimmi come mai sei uscito di seminario?”. E lui mi rispose “Veramente caro Beppe mi chiedo come mai tu sei rimasto e sei diventato prete”.
Beppe

I LETTURA ATTI 2, 42-47 “Erano assidui nell'ascoltare l'insegnamento degli apostoli e nell'unione fraterna, nella frazione del pane e nelle preghiere. Un senso di timore era in tutti e prodigi e segni avvenivano per opera degli apostoli. Tutti coloro che erano diventati credenti stavano insieme e tenevano ogni cosa in comune; chi aveva proprietà e sostanze le vendeva e ne faceva parte a tutti, secondo il bisogno di ciascuno. Ogni giorno tutti insieme frequentavano il tempio e spezzavano il pane a casa prendendo i pasti con letizia e semplicità di cuore, lodando Dio e godendo la simpatia di tutto il popolo….Atti 4,32-37 “La moltitudine di coloro che eran venuti alla fede aveva un cuore solo e un'anima sola e nessuno diceva sua proprietà quello che gli apparteneva, ma ogni cosa era fra loro comune. Con grande forza gli apostoli rendevano testimonianza della risurrezione del Signore Gesù e tutti essi godevano di grande simpatia. Nessuno infatti tra loro era bisognoso, perché quanti possedevano campi o case li vendevano, portavano l'importo di ciò che era stato venduto e lo deponevano ai piedi degli apostoli; e poi veniva distribuito a ciascuno secondo il bisogno. Così Giuseppe, soprannominato dagli apostoli Barnaba, che significa «figlio dell'esortazione», un levita originario di Cipro, che era padrone di un campo, lo vendette e ne consegnò l'importo deponendolo ai piedi degli apostoli”.
Salmo 117: «Il suo amore è per sempre». - Dica la casa di Aronne: «Il suo amore è per sempre». - Dicano quelli che temono il Signore: «Il suo amore è per sempre». - RIT. Mi avevano spinto con forza per farmi cadere, ma il Signore è stato il mio aiuto. - Mia forza e mio canto è il Signore, egli è stato la mia salvezza. Grida di giubilo e di vittoria nelle tende dei giusti: la destra del Signore ha fatto prodezze. RIT. La pietra scartata dai costruttori è divenuta la pietra d’angolo. - Questo è stato fatto dal Signore: una meraviglia ai nostri occhi. - Questo è il giorno che ha fatto il Signore: rallegriamoci in esso ed esultiamo! RIT.
Dal Vangelo secondo Giovanni cap 20
La sera di quel giorno, il primo della settimana, mentre erano chiuse le porte del luogo dove si trovavano i discepoli per timore dei Giudei, venne Gesù, stette in mezzo e disse loro: «Pace a voi!». Detto questo, mostrò loro le mani e il fianco. E i discepoli gioirono al vedere il Signore. Gesù disse loro di nuovo: «Pace a voi! Come il Padre ha mandato me, anche io mando voi». Detto questo, soffiò e disse loro: «Ricevete lo Spirito Santo. A coloro a cui perdonerete i peccati, saranno perdonati; a coloro a cui non perdonerete, non saranno perdonati». Tommaso, uno dei Dodici, chiamato Dìdimo, non era con loro quando venne Gesù. Gli dicevano gli altri discepoli: «Abbiamo visto il Signore!». Ma egli disse loro: «Se non vedo nelle sue mani il segno dei chiodi e non metto il mio dito nel segno dei chiodi e non metto la mia mano nel suo fianco, io non credo». Otto giorni dopo i discepoli erano di nuovo in casa e c’era con loro anche Tommaso. Venne Gesù, a porte chiuse, stette in mezzo e disse: «Pace a voi!». Poi disse a Tommaso: «Metti qui il tuo dito e guarda le mie mani; tendi la tua mano e mettila nel mio fianco; e non essere incredulo, ma credente!». Gli rispose Tommaso: «Mio Signore e mio Dio!». Gesù gli disse: «Perché mi hai veduto, tu hai creduto; beati quelli che non hanno visto e hanno creduto!». Gesù, in presenza dei suoi discepoli, fece molti altri segni che non sono stati scritti in questo libro. Ma questi sono stati scritti perché crediate che Gesù è il Cristo, il Figlio di Dio, e perché, credendo, abbiate la vita nel suo nome.