sabato 18 aprile 2020

UN TEMPO D'ORO
Quale Dio?


Sono le cinque, è ancora buio, mi giro e rigiro con l'impressione netta di aver dormito tutto, tutto quel che avevo da dormire.
Pensieri e immagini affiorano. Ieri sera in Tv ho rivisto il papa che a piedi, con aria sofferente, in una Roma deserta, si reca in visita alla chiesa di San Marcello al Corso dove trova il crocifisso miracoloso che nel 1522 venne portato in processione per i quartieri della Capitale perché avesse fine la grande peste a Roma. Con questo gesto, Francesco invoca la fine della pandemia che sta colpendo l'Italia e il mondo, chiede la guarigione di tanti malati e ricorda le vittime di questi giorni. Il papa annuncia, poi, l'indulgenza plenaria per tutti i cattolici che il 27 marzo si uniranno virtualmente a lui in preghiera.
Insomma, dopo tante parole, tanta teologia, tante lezioni sulla preghiera, sul che cosa chiedere a Dio nella preghiera - la forza, lo Spirito, la capacità di essere fedeli e di aderire al messaggio -, dopo tanto riflettere, basta un povero virus per farci sbracare e tornare di fatto al Dio che fa i miracoli per intercessione dei crocefissi, delle Madonne del Rosario, della Madonna di Lourdes, della Madonna di Medjugorje, dei Santi e dei Protettori. Anche qui a Racconigi. Povera nostra fede!
Siamo tornati ai miracoli, quelli "veri" di Gesù che "moltiplica" pani e pesci ed io, che nella vita mia precedente ho insegnato matematica, so bene che è un'operazione meccanica, che non implica alcun coinvolgimento! Tutto questo dopo tante parole sulla condivisione: se condividiamo tutto ciò che abbiamo, se tiriamo fuori dalle nostre saccocce il pane che teniamo nascosto, allora abbiamo da mangiare per tutti, nessuno escluso.
È bastato un microscopico virus perché noi abbandonassimo il Dio che parla alle coscienze attraverso quegli uomini che sanno profferire parole e compiere gesti profetici, per rifugiarci in un Dio che agisce e interviene direttamente a mettere le cose a posto, a toglierci le castagne dal fuoco!
Siamo di nuovo al Dio capriccioso che può intervenire o no, che decide quando, come e se farlo; al Dio che deve essere sospinto da Madonne e Santi. Un Dio dimentico del libero arbitrio.
Questo Dio non mi piace, non è il Dio della Bibbia, non è il Dio dei Vangeli. Siamo ad una lettura fondamentalista delle Scritture. L'uomo chiede, Dio agisce secondo il volere dell'uomo. No, non ci sto. Sarà l'azione degli uomini, la semplice azione di noi che non usciamo di casa, di noi politici che guardiamo al bene comune, di noi scienziati, di noi medici, di noi che ci prendiamo rischi incredibili per lavorare e assicurare a tutti che la macchina possa un giorno riprendere, a condurci fuori dal tunnel, a mettere fine alla sofferenza, ai sacrifici.
Un mondo senza Dio, allora? No! Con un Dio che parla al cuore dell'uomo. Accogliamone la parola, noi che lo crediamo; l'invito è a condividere, ad essere solidali nell'azione, negli intenti. Un nuovo mondo ci sarà solo se lo sapremo costruire tutti insieme, uomini di buona volontà, ciascuno con la propria fede nel cuore, in Dio e/o nell'uomo.

Chiudo con i versi di un cantante, poeta troppo presto dimenticato:
Ho visto nei miei sogni un tempo d'oro
dove la vita si misura col lavoro
dove pensare è un facile momento
dove tu vivi libero di fuori e di dentro.
Pierangelo Bertoli, "Un tempo d'oro", 1967


Racconigi, 26 marzo 2020

(da Insonnia mensile di Racconigi, aprile 2020, pag. 6 - contatti@insonniaracconigi.it)