giovedì 23 aprile 2020

NON ESISTE IL POPOLINO DI DIO MA IL POPOLO DI DIO


Cari amici e care amiche questa sera in realtà vorrei porgervi una calda esortazione allo studio e alla riflessione e parto da una telefonata che stamattina, tra le altre, mi è giunta.
In realtà mi ha telefonato una donna dicendo: “ho l’impressione che per la stragrande maggioranza di vescovi e di preti non esista il popolo di Dio di cui lei parla nel suo blog e nei suoi altri scritti. Per questi pastori esiste il popolino di Dio al quale si raccontano quattro pie considerazione: Per anni, mi diceva questa donna, ho cercato nelle domeniche e nelle feste dei preti illuminati dove potermi recare alla celebrazione eucaristica ma sono stata delusa.
A Pasqua, anziché parlarmi del Gesù vivo del risorto che vive in una nuova dimensione presso Dio, mi volevano raccontare che Gesù risorto era entrato a porte chiuse, come fosse per il buco della serratura. Si sarebbe fatto toccare, avrebbe mangiato con i discepoli come se questi racconti fossero delle cronache. A Natale sentivo ogni anno il mito della nascita verginale n mito per parlare poi della verginità di Maria, al Corpus Domini Gesù tutto intero era in quell’ostia. Mi sa dire, continua la donna al telefono perché al popolo di Dio raccontano queste menzogne mentre dal suo blog leggo di centinaia di teologi e teologhe che hanno negli ultimi secoli compiuto studi così liberanti?”.
La signora mi ha espresso dopo alcuni minuti una triste considerazione: questa gerarchia ha in mente due chiese, una dei pochi eletti dotti e privilegiati, in qualche modo da sopportare e da far di tutto perché siano isolati e dall'altra la chiesa del popolino da nutrire di pillole catechistiche.
Guardando la realtà, è difficile darle torto.
Ma allora dobbiamo rassegnarci a questa chiesa che non fa nulla per dare risonanza alle voci critiche costruttive e fa di tutto per ripetere la solita canzone e mantenere fedeli e obbedienti anche i teologi invitandoli a girare alla larga dai problemi veri?
Penso che dobbiamo avere fiducia, segnalare libri diffondere documentate interpretazioni, mettere in circolo strumenti di conoscenza, accompagnarci nel viaggio della conoscenza.
Voglio anche rilevare una realtà molto positiva: nella mia comunità e in altre comunità che accompagno da molto tempo, conosco bene donne e uomini che hanno una conoscenza, una familiarità con la Bibbia largamente superiore alla media dei preti della mia diocesi.
L'idea che esista un popolino da imboccare col cucchiaino delle devozioni, è un disprezzo del popolo di Dio perché vendi per Vangelo in un catechismo, fatto di domande e risposte, di un elenco di verità. Mi fa orrore: le persone del popolo di Dio che io conosco, con cui sono in relazione, sono persone intelligenti capaci di capire di ragionare con la propria testa, di far propri strumenti di conoscenza accessibili. Questa è l'idea purtroppo ancora di una casta che ritiene il popolino quasi un seminfermo mentale che può credere alle madonnine, alle reliquie ,alle devozioni, al purgatorio e non può spingersi tanto più in là.
Dobbiamo partire dal fatto che oggi vengono alla luce opere di autori e autrici che la censura ecclesiastica non può più nascondere. Non parlo dei tanti verniciatori che con parole nuove ripetono i dogmi di sempre, ma di teologi e teologhe che condividono il loro impegno di ricerca da veri maestri che suscitano la voglia di conoscere. Dall'inizio di questo anno ho citato nel mio blog almeno duecento pezzi di teologia di queste autrici e di questi autori profetici.
C'è un volume di ricerche e c'è un gran numero di persone che fruiscono già di questa ricerca.
Tutti possiamo in modi diversi e in situazioni diverse collaborare a questa diffusione delle conoscenze, ma esiste una possibilità che metterei al primo posto: creare ovunque si può. con santa ostinazione. dei gruppi di lettura biblica in collegamento con teologi e teologhe che accompagnino nella ricerca di strumenti validi.
Che si tratti di una parrocchia, di un centro di spiritualità, di una comunità di base, tutto serve.
Occorre impostare un lavoro e dentro l'esperienza della lettura comunitaria della Bibbia cadono così i fardelli inutili e si prende interesse a conoscere chi, quando, come e perché ha costruito i dogmi.
La conoscenza storica fornisce una lettura liberante delle Scritture e una visione dei processi storici del travisamento dogmatico del messaggio di fede. Allora vengono alla luce tante conoscenze come ha fatto a nascere dal mito della vergine la verginità perpetua di Maria? Da una leggenda si crea un dogma, come dalle pagine dell’Eden si è creato il dogma del peccato originale, come dalle parole simboliche “questo è il mio corpo questo è il mio sangue” il Concilio di Trento ha creato il dogma della presenza di Gesù nella transustanzialità eucaristica.
La conoscenza storica insegna che ci sono molti passaggi.
Soprattutto vorrei invitarvi a guardare avanti con gioia e con tanta fiducia. La nostra fede se non vuole spegnersi nel falò dei dogmi, ma ritrovare la sua vitalità originaria, deve dare retta al profeta Geremia: “La mia parola non è forse come il fuoco e come un martello che spacca la roccia?” Geremia 23.
La Bibbia è davvero come un albero che rifiorisce sempre, come un giardino dai mille colori, non cesserà mai di parlarci in tutte le stagioni della vita. Io stasera vi lascio con queste righe che invitano a mettere il nostro impegno nell’ascolto della parola attraverso una citazione preziosa dal libro di Gabriella Caramore “La parola Dio”: “i significati della scrittura si accumulano nel tempo e nello spazio, non ce n'è uno definitivo che cancelli tutti gli altri. Di questi è fatta tutta la Sapienza. La tradizione parla di settanta sensi della Scrittura. Ogni singola parola che viene dal Santo benedetto egli sia sprizza in settanta lingue, si legge nel Talmud, il che significa che ogni singola parola della Torah parlava a tutti”.
Paolo De Benedetti insiste nell’aggiungere a questi settanta sensi il settantunesimo perché c'è una parola ancora che parla al cuore, alla vita di ciascuno di noi.
Regalatevi in questo tempo di silenzio, di spazi più liberi qualche buona lettura: due piccoli libri che sono così preziosi e molto accessibili anche a chi abbia una certa allergia ai libri troppo voluminosi e complessi.
I due libri sono “Il fardello inutile” e “La prepotenza delle religioni” di Ortensio da Spinetoli della Editrice Chiarelettere un messaggio veramente liberante con il pregio di un linguaggio accessibile e se vorrete nei giorni in cui vi prende la passione per una grande passeggiata nella Bibbia, vi leggerete “La parola Dio” di Gabriella Caramore. (Einaudi).
La buona lettura è sempre un grande nutrimento, la buona lettura aiuta anche la nostra mente a diventare più libera e più spaziosa.
Vi auguro questa sera una mente luminosa felice riconciliata e una mente che trovi riposo in questa notte che ci attende
Ciao Ciao Ciao
Franco Barbero
(Trasposizione dalla conversazione del 17 aprile 2020 a cura di Franca Gonella e Fiorentina Charrier)