Cari
amici e care amiche questa sera in realtà vorrei porgervi una calda
esortazione allo studio e alla riflessione e parto da una telefonata
che stamattina, tra le altre, mi è giunta.
In
realtà mi ha telefonato una donna dicendo: “ho l’impressione che
per la stragrande maggioranza di vescovi e di preti non esista il
popolo di Dio di cui lei parla nel suo blog e nei suoi altri scritti.
Per questi pastori esiste il popolino di Dio al quale si raccontano
quattro pie considerazione: Per anni, mi diceva questa donna, ho
cercato nelle domeniche e nelle feste dei preti illuminati dove
potermi recare alla celebrazione eucaristica ma sono stata delusa.
A
Pasqua, anziché parlarmi del Gesù vivo del risorto che vive in una
nuova dimensione presso Dio, mi volevano raccontare che Gesù risorto
era entrato a porte chiuse, come fosse per il buco della serratura.
Si sarebbe fatto toccare, avrebbe mangiato con i discepoli come se
questi racconti fossero delle cronache. A Natale sentivo ogni anno il
mito della nascita verginale n mito per parlare poi della verginità
di Maria, al Corpus Domini Gesù tutto intero era in quell’ostia.
Mi sa dire, continua la donna al telefono perché al popolo di Dio
raccontano queste menzogne mentre dal suo blog leggo di centinaia di
teologi e teologhe che hanno negli ultimi secoli compiuto studi così
liberanti?”.
La
signora mi ha espresso dopo alcuni minuti una triste considerazione:
questa gerarchia ha in mente due chiese, una dei pochi eletti dotti e
privilegiati, in qualche modo da sopportare e da far di tutto perché
siano isolati e dall'altra la chiesa del popolino da nutrire di
pillole catechistiche.
Guardando
la realtà, è difficile darle torto.
Ma
allora dobbiamo rassegnarci a questa chiesa che non fa nulla per dare
risonanza alle voci critiche costruttive e fa di tutto per ripetere
la solita canzone e mantenere fedeli e obbedienti anche i teologi
invitandoli a girare alla larga dai problemi veri?
Penso
che dobbiamo avere fiducia, segnalare libri diffondere documentate
interpretazioni, mettere in circolo strumenti di conoscenza,
accompagnarci nel viaggio della conoscenza.
Voglio
anche rilevare una realtà molto positiva: nella mia comunità e in
altre comunità che accompagno da molto tempo, conosco bene donne e
uomini che hanno una conoscenza, una familiarità con la Bibbia
largamente superiore alla media dei preti della mia diocesi.
L'idea
che esista un popolino da imboccare col cucchiaino delle devozioni,
è un disprezzo del popolo di Dio perché vendi per Vangelo in un
catechismo, fatto di domande e risposte, di un elenco di verità. Mi
fa orrore: le persone del popolo di Dio che io conosco, con cui sono
in relazione, sono persone intelligenti capaci di capire di
ragionare con la propria testa, di far propri strumenti di conoscenza
accessibili. Questa è l'idea purtroppo ancora di una casta che
ritiene il popolino quasi un seminfermo mentale che può credere alle
madonnine, alle reliquie ,alle devozioni, al purgatorio e non può
spingersi tanto più in là.
Dobbiamo
partire dal fatto che oggi vengono alla luce opere di autori e
autrici che la censura ecclesiastica non può più nascondere. Non
parlo dei tanti verniciatori che con parole nuove ripetono i dogmi di
sempre, ma di teologi e teologhe che condividono il loro impegno di
ricerca da veri maestri che suscitano la voglia di conoscere.
Dall'inizio di questo anno ho citato nel mio blog almeno duecento
pezzi di teologia di queste autrici e di questi autori profetici.
C'è
un volume di ricerche e c'è un gran numero di persone che fruiscono
già di questa ricerca.
Tutti
possiamo in modi diversi e in situazioni diverse collaborare a questa
diffusione delle conoscenze, ma esiste una possibilità che metterei
al primo posto: creare ovunque si può. con santa ostinazione. dei
gruppi di lettura biblica in collegamento con teologi e teologhe che
accompagnino nella ricerca di strumenti validi.
Che
si tratti di una parrocchia, di un centro di spiritualità, di una
comunità di base, tutto serve.
Occorre
impostare un lavoro e dentro l'esperienza della lettura comunitaria
della Bibbia cadono così i fardelli inutili e si prende interesse a
conoscere chi, quando, come e perché ha costruito i dogmi.
La
conoscenza storica fornisce una lettura liberante delle Scritture e
una visione dei processi storici del travisamento dogmatico del
messaggio di fede. Allora vengono alla luce tante conoscenze come ha
fatto a nascere dal mito della vergine la verginità perpetua di
Maria? Da una leggenda si crea un dogma, come dalle pagine dell’Eden
si è creato il dogma del peccato originale, come dalle parole
simboliche “questo è il mio corpo questo è il mio sangue” il
Concilio di Trento ha creato il dogma della presenza di Gesù nella
transustanzialità eucaristica.
La
conoscenza storica insegna che ci sono molti passaggi.
Soprattutto
vorrei invitarvi a guardare avanti con gioia e con tanta fiducia. La
nostra fede se non vuole spegnersi nel falò dei dogmi, ma ritrovare
la sua vitalità originaria, deve dare retta al profeta Geremia: “La
mia parola non è forse come il fuoco e come un martello che spacca
la roccia?” Geremia 23.
La
Bibbia è davvero come un albero che rifiorisce sempre, come un
giardino dai mille colori, non cesserà mai di parlarci in tutte le
stagioni della vita. Io stasera vi lascio con queste righe che
invitano a mettere il nostro impegno nell’ascolto della parola
attraverso una citazione preziosa dal libro di Gabriella Caramore “La
parola Dio”: “i significati della scrittura si accumulano nel
tempo e nello spazio, non ce n'è uno definitivo che cancelli tutti
gli altri. Di questi è fatta tutta la Sapienza. La tradizione parla
di settanta sensi della Scrittura. Ogni singola parola che viene dal
Santo benedetto egli sia sprizza in settanta lingue, si legge nel
Talmud, il che significa che ogni singola parola della Torah parlava
a tutti”.
Paolo
De Benedetti insiste nell’aggiungere a questi settanta sensi il
settantunesimo perché c'è una parola ancora che parla al cuore,
alla vita di ciascuno di noi.
Regalatevi
in questo tempo di silenzio, di spazi più liberi qualche buona
lettura: due piccoli libri che sono così preziosi e molto
accessibili anche a chi abbia una certa allergia ai libri troppo
voluminosi e complessi.
I
due libri sono “Il fardello inutile” e “La prepotenza delle
religioni” di Ortensio da Spinetoli della Editrice Chiarelettere un
messaggio veramente liberante con il pregio di un linguaggio
accessibile e se vorrete nei giorni in cui vi prende la passione per
una grande passeggiata nella Bibbia, vi leggerete “La parola Dio”
di Gabriella Caramore. (Einaudi).
La
buona lettura è sempre un grande nutrimento, la buona lettura aiuta
anche la nostra mente a diventare più libera e più spaziosa.
Vi
auguro questa sera una mente luminosa felice riconciliata e una mente
che trovi riposo in questa notte che ci attende
Ciao
Ciao Ciao
Franco
Barbero
(Trasposizione
dalla conversazione del 17 aprile 2020 a cura di Franca Gonella e
Fiorentina Charrier)