" Questo Dio è per me reale"
Aggiungo
una cosa a questo mantra. Sono cristiano. Sono discepolo di Gesù.
Perché? Perché quando guardo la vita di Gesù, quella vita che mi è stata
restituita attraverso le Scritture e la tradizione, vedo una persona
che era così pienamente viva che percepisco in lui la Fonte infinita
della vita. Vedo una persona che ama così totalmente e così
prodigalmente che percepisco in lui la Fonte infinita dell'amore. Vedo
una persona che era profondamente capace di essere tutto ciò che poteva
essere, sia che fosse la domenica delle palme, quando fu salutato come
un re-non c'è nulla di così seducente come il dolce narcotico della lode
umana-sia che fosse il venerdì Santo, quando fu condannato a morte,
allorché perfino la minaccia del non essere non alterato la sua
umanità.
In
entrambe le esperienze Gesù è stato ed è ciò che gli era ed è. Non è
stato cambiato nell'adulazione, il suo essere non è stato sminuito
dall'imminenza della sua morte. Così mi unisco a san Paolo
nell'affermazione di fede: "Dio era in Cristo" che fa emergere unità
dalla diversità, pienezza dalla frammentarietà ed eternità dal tempo.
Questo è il Dio da cui sono attirato e che venero, questo è il Cristo
che mi indica la pienezza di Dio.
Questa
è la fede che cerco di condividere con il mondo. Abbracciare la vita,
incrementare l'amore, avere il coraggio di essere: queste, per me sono
le porte attraverso le quali cammino nel mistero di Dio. Questo Dio è
per me reale e Gesù è ancora la mia porta di accesso a questa realtà. In
questo Gesù, il futuro del cristianesimo diventa nuovamente visibile.
Cammino con entusiasmo in questa esperienza di Dio centrata sulla vita.
Accolgo calorosamente il cristianesimo cui questa visione mi invita.
Rendendo testimonianza alla fede che porta me e il mondo intero a vivere
pienamente ad amare prodigalmente e a essere tutto ciò che possiamo
essere.
Shalom.
John Shelby Spong
In "Incredibile" perché il credo delle chiese cristiane non convince più, edizioni Mimesis, 2019 Milano, pag. 324, € 24