Seimila firme contro la vicesindaca.
E Rivoli sul web intona "Bella Ciao"
Patrizio Romano
Massimiliano Rambaldi
Ha affidato la sua difesa a una nota piuttosto scomposta:
«Sono stata strumentalizzata. Io ripudio tutte le dittature, le
dittature del passato e quelle del presente. Chi oggi mi definisce
"fascista" è lo stesso che mi augura la morte, solo perché non la penso
come lui». Così parlò Laura Adduce, 24 anni, vice sindaco di Rivoli,
segretaria cittadina della Lega, il giorno dopo le polemiche sollevate
dalle sue affermazioni sul 25 aprile e su Bella Ciao, una «canzoncina
orecchiabile» che, cantata dai balconi sabato pomeriggio, le ha fatto
«andare di traverso» il pasto al punto da decidere di pubblicare un
video sui propri profili social. Filmato prontamente ritirato dopo le
prime polemiche, ben lontane dal sopirsi.
Ieri al sindaco di Rivoli
Andrea Tragaioli è arrivata una lunga e pesante lettera firmata dai
partiti del centrosinistra e da una lunga serie di associazioni,
dall'Anpi a Legambiente, da Libera a Fridays for Future fino ai
sindacati Cgil, Cisl e Uil. Un documento in cui il video della vice sindaca
viene bollato come l'ultima di una serie di azioni da parte
dell'amministrazione di centrodestra considerate poco rispettose della
storia di Rivoli, 50 mila abitanti, fino allo scorso anno una delle
città della cintura rossa torinese prima di essere strappata dalla Lega
alla sinistra dopo cinquant'anni. «Le comunicazioni legate ai
festeggiamenti (ristretti si intende) per il 25 aprile, sono arrivate
solo nel tardo pomeriggio del 24 aprile attraverso un anonimo
comunicato», scrivono le associazioni. «Nulla sulla pagina Facebook
della Città di Rivoli. L'amministrazione ha inoltre dimenticato di
ordinare i consueti mazzi di fiori da riporre nei luoghi simbolo della
Resistenza rivolese, mancanza a cui autonomamente ha sopperito l'Anpi».
Le iniziative di protesta
si moltiplicano. Cento cittadini si sono ritrovati virtualmente,
attraverso un flash mob on line, per intonare Bella Ciao «per stare
insieme e rispondere concretamente a tutti quelli cui dà fastidio
ricordare». In 6 mila hanno firmato
una petizione che invita il sindaco a ritirare le deleghe alla sua
vice. La mail di Tragaioli è stata intasata dalle proteste. Una delle
più pesanti, quella dei 300 tra insegnanti e genitori che hanno scritto
per «manifestare il proprio disappunto nei confronti del comportamento»
di Adduce che «non conosce i valori dell'Antifascismo sui quali sono
fondati i principi della nostra Costituzione». E poi, la lettera di
Amalia Neirotti, presidente del Comitato Col del Lys. E ancora, la mail
della preside del liceo Darwin e di un gruppo di insegnanti. «Gentile
sindaco - scrive la dirigente Elena Sorrisio -, non sono a chiederle
le dimissioni (di Adduce, ndr), confido nella sua capacità di valutare e
discernere ciò che è opportuno da ciò che non lo è». A calare l'asso ci
pensano le docenti di storia ed educazione civica del Darwin e del Vito
Scafidi, che scrivono: «In qualità di docenti di storia ed educazione
alla cittadinanza, ci sentiamo chiamati a insegnare ai nostri studenti
l'importanza del rispetto delle istituzioni ma, per poterlo fare, i
rappresentanti di queste istituzioni devono dimostrarsi meritevoli di
tale rispetto. I contenuti, ma anche le forme dell'intervento del
vicesindaco non lo sono, in quanto del tutto inadeguati al ruolo da lei
rivestito».
Chi invece espressamente invoca la cacciata
della segretaria leghista dalla giunta è il gruppo di associazioni
capitanato dall'Anpi: «Chiediamo l'intervento del sindaco, lo invitiamo a
farsi garante istituzionale della Città valutando se l'autrice del
video possa continuare a ricoprire il ruolo importante che ha. Rivoli,
con i suoi 418 partigiani combattenti, i suoi 78 caduti e Mamma Piol,
donna e madre simbolo della nostra comunità, non merita questo
affronto». -
La Stampa 28/4