martedì 28 aprile 2020

SEIMILA FIRME CONTRO LA VICESINDACA DI RIVOLI

Seimila firme contro la vicesindaca.
 E Rivoli sul web intona "Bella Ciao"

Patrizio Romano
Massimiliano Rambaldi
Ha affidato la sua difesa a una nota piuttosto scomposta: «Sono stata strumentalizzata. Io ripudio tutte le dittature, le dittature del passato e quelle del presente. Chi oggi mi definisce "fascista" è lo stesso che mi augura la morte, solo perché non la penso come lui». Così parlò Laura Adduce, 24 anni, vice sindaco di Rivoli, segretaria cittadina della Lega, il giorno dopo le polemiche sollevate dalle sue affermazioni sul 25 aprile e su Bella Ciao, una «canzoncina orecchiabile» che, cantata dai balconi sabato pomeriggio, le ha fatto «andare di traverso» il pasto al punto da decidere di pubblicare un video sui propri profili social. Filmato prontamente ritirato dopo le prime polemiche, ben lontane dal sopirsi. 
Ieri al sindaco di Rivoli Andrea Tragaioli è arrivata una lunga e pesante lettera firmata dai partiti del centrosinistra e da una lunga serie di associazioni, dall'Anpi a Legambiente, da Libera a Fridays for Future fino ai sindacati Cgil, Cisl e Uil. Un documento in cui il video della vice sindaca viene bollato come l'ultima di una serie di azioni da parte dell'amministrazione di centrodestra considerate poco rispettose della storia di Rivoli, 50 mila abitanti, fino allo scorso anno una delle città della cintura rossa torinese prima di essere strappata dalla Lega alla sinistra dopo cinquant'anni. «Le comunicazioni legate ai festeggiamenti (ristretti si intende) per il 25 aprile, sono arrivate solo nel tardo pomeriggio del 24 aprile attraverso un anonimo comunicato», scrivono le associazioni. «Nulla sulla pagina Facebook della Città di Rivoli. L'amministrazione ha inoltre dimenticato di ordinare i consueti mazzi di fiori da riporre nei luoghi simbolo della Resistenza rivolese, mancanza a cui autonomamente ha sopperito l'Anpi».
Le iniziative di protesta si moltiplicano. Cento cittadini si sono ritrovati virtualmente, attraverso un flash mob on line, per intonare Bella Ciao «per stare insieme e rispondere concretamente a tutti quelli cui dà fastidio ricordare». In 6 mila hanno firmato una petizione che invita il sindaco a ritirare le deleghe alla sua vice. La mail di Tragaioli è stata intasata dalle proteste. Una delle più pesanti, quella dei 300 tra insegnanti e genitori che hanno scritto per «manifestare il proprio disappunto nei confronti del comportamento» di Adduce che «non conosce i valori dell'Antifascismo sui quali sono fondati i principi della nostra Costituzione». E poi, la lettera di Amalia Neirotti, presidente del Comitato Col del Lys. E ancora, la mail della preside del liceo Darwin e di un gruppo di insegnanti. «Gentile sindaco - scrive la dirigente Elena Sorrisio -, non sono a chiederle le dimissioni (di Adduce, ndr), confido nella sua capacità di valutare e discernere ciò che è opportuno da ciò che non lo è». A calare l'asso ci pensano le docenti di storia ed educazione civica del Darwin e del Vito Scafidi, che scrivono: «In qualità di docenti di storia ed educazione alla cittadinanza, ci sentiamo chiamati a insegnare ai nostri studenti l'importanza del rispetto delle istituzioni ma, per poterlo fare, i rappresentanti di queste istituzioni devono dimostrarsi meritevoli di tale rispetto. I contenuti, ma anche le forme dell'intervento del vicesindaco non lo sono, in quanto del tutto inadeguati al ruolo da lei rivestito».
Chi invece espressamente invoca la cacciata della segretaria leghista dalla giunta è il gruppo di associazioni capitanato dall'Anpi: «Chiediamo l'intervento del sindaco, lo invitiamo a farsi garante istituzionale della Città valutando se l'autrice del video possa continuare a ricoprire il ruolo importante che ha. Rivoli, con i suoi 418 partigiani combattenti, i suoi 78 caduti e Mamma Piol, donna e madre simbolo della nostra comunità, non merita questo affronto». -

La Stampa 28/4