sabato 25 aprile 2020

UNA RIFLESSIONE DOPO LA TRASMISSIONE REPORT


I NUOVI CROCIATI
Un caro saluto a tutti e tutte voi.
Voglio dedicare questa sera una riflessione sulla trasmissione che ho visto ieri sera:  Report  credo meriti una particolare attenzione e prosecuzione.
Posso dire intanto che i nemici del Papa hanno degli elementi che li accomunano.
Ci fanno pensare ai tempi dei crociati, dei roghi, sono tutti di estrema destra, tutti dalla parte dei ricchi, tutti privi di conoscenze teologiche, tutti i capitalisti.
La loro speranza è che Papa Francesco non arrivi al Natale 2021 perché entro tale data deve essere celebrato un concistoro in cui sono in scadenza alcuni cardinali eletti da Papa Ratzinger. Ma c'è qualcosa di ben preciso nei modi e nell’esercito dei crociati che combatte questa battaglia con un fanatismo che non ha parole. Ebbene, qual è il vero problema che sta dietro tutto questo? Vorrei fare una riflessione che non si fermi a questo aspetto, ma guardi invece nei tempi che sono appena trascorsi.
Dobbiamo purtroppo considerare che la Riforma aperta dal Catechismo olandese negli anni dal 63 al 68 (quando lo si presentò) e poi dal Concilio non ha trovato una risposta consonante nelle gerarchie cattoliche. Tante speranze del popolo di Dio sono state spente. 
Non basta dire che qui siamo di fronte ai portavoce del capitalismo più agguerrito, dei fondamentalisti. Bisogna assumere le responsabilità che competono alla struttura ecclesiastica che, attraverso parecchi passaggi, ha in qualche modo prima quasi vanificato e poi quasi del tutto spento le speranze, gli orizzonti del Concilio.
Penso di avere vissuto intensamente la ricerca teologica di quegli anni e oggi ho ripreso tra le mani un testo profetico incredibilmente valido che un grande cattolico, il filosofo Pietro Prini, prima scrisse quasi privatamente come lettera agli amici e che poi trovò nell’editore Garzanti nel 1999 il lancio librario “Lo scisma sommerso”. Quale fu la riflessione di Pietro Prini da grande credente e da intellettuale lungimirante. Disse che la chiesa cattolica con il grande trionfalismo di Papa Wojtyla occultava quello che stava avvenendo, cioè lo scisma sommerso di milioni di credenti, delusi da questa chiesa che ha stoppato le riforme e che soprattutto col suo imperialismo, con le sue alleanze, con la sua cultura medievale non accetta l'evoluzione della vita dei credenti nella realtà. “Lo scisma sommerso” è un libro da leggere. A pagina 55 e a pagina 78 di questo libro che cosa sostanzialmente dice il filosofo credente Pietro Prini dice “Non è lo scisma dei crociati che ci dovrebbe interessare, quelli sono già con il capitalismo. Quello che ci deve interessare è lo scisma del popolo di Dio, delle donne, degli omosessuali, lo scisma delle persone che in questa chiesa non trovano più una casa.
Questo è lo scisma vero. Allora è inutile rattoppare, è inutile fare qualche piccolo cambiamento, è inutile (dice a pagina 55) coprire tutto con grandi piazze o con pellegrinaggi devoti o con giubilei militari. Tutto questo è per isolare e nascondere dove invece la coscienza parla.
Meravigliosa questa analisi. Ebbi la gioia di presentare a Torino nel gennaio del 2000 questo libro, ma devo dire che ebbi poca fortuna perché nella platea una metà dei partecipanti, peraltro non così numerosi, aderivano invece all'idea della chiesa immutabile, della chiesa che tornava ad avere un posto, una visibilità alta dentro la società. Prini parla di uno scisma, ma non è uno scisma istituzionale. E' uno scisma delle coscienze che non sentono più la chiesa come casa loro perché la dottrina ecclesiastica non è più nella loro vita accettabile, non è più un messaggio di liberazione parente dell’evangelo di Gesù.
Parole incredibilmente profetiche. Ma che cosa è avvenuto? Diciamoci la verità. Anche Papa Francesco (al quale vogliamo un grande bene e che riteniamo di una estrema coerenza nella sua vita personale) non è riuscito a raccogliere questo messaggio, forse prigioniero di quella che è chiamata la teologia del popolo ben diversa dalla teologia della liberazione.
Ha avuto timore che avvenisse lo scisma istituzionale, ma questo era un timore assolutamente poco rilevante. Quello da evitare era la fuga dei credenti adulti che esigevano la prosecuzione, il superamento del concilio. I movimenti delle donne, i movimenti delle comunità cristiane di base, dei tanti gruppi ecclesiali leggevamo queste pagine pensando: “ma com'è che non si rendono conto che questo plauso televisivo è orchestrato è sincronico alla fuga del popolo di Dio”?.
Ebbene Papa Francesco in questo non ha avuto la capacità di raccogliere la sfida forse la sua cultura, forse le sue paure, forse la sua teologia così datata e così contingente, la sua firma con il rifiuto con le migliori acquisizioni del sinodo pan-amazzonico, il suo libro in elogio a san Giovanni Paolo Magno, sono la dimostrazione delle esitazioni e delle paure di papa Francesco.
E' chiaro che questi processi danno spazio a questa destra reazionaria che si auto organizza e che ha i finanziamenti degli Usa di tutte le persone alla Bolsonaro.
Direi che bisogna guardare a questa storia e non dimenticarla perché è stata una storia detta e ridetta da molti ma non ascoltata. Ora bisogna guardare a ciò che è in atto perché c'è in atto la compravendita dei cardinali: niente di più e niente di meno.
E' evidente che questo pontificato va verso la fine. In questo futuro prossimo, la sorpresa potrebbe essere se il Papa non riesce ancora a nominare dei cardinali che siano affidabili per una prosecuzione sia pure mediocre della riforma, potrebbe essere che la congiura porti al pontificato un nuovo Wojtyla.
Tutto questo non è soltanto una ipotesi; è una delle possibilità squallide e tristi anche perché le nomine che sono state fatte negli ultimi anni sono nomine molto da equilibrista e quindi è possibile un ritorno all'indietro.
E allora che cosa facciamo? ci dobbiamo rassegnare? Credo proprio di no. Dobbiamo continuare in questa battaglia sapendo che la vita della chiesa non può essere affidata a quale Papa ci sarà.
Dobbiamo smetterla con questa chiesa in cui tutto dipende dalla gerarchia.
Io ci vedo un’opportunità una strada. Pietro Prini ci invitava prenderci delle responsabilità. Una chiesa dove teologi, teologhe donne e uomini, presbiteri, ministri catechisti, prendano la parola, è possibile e necessaria.
Ora è il tempo delle donne degli uomini adulti nella chiesa perché il domani ci può riservare poco di positivo rispetto alle riforme.
Anche il Papa che, sul piano sociale politico è veramente un profeta, contro le armi, contro le ingiustizie, contro l'abbandono dei deboli, può essere poi che abbia un successore che nemmeno su questo terreno tenga ferma la posizione della chiesa.
Prendiamo i giorni che abbiamo, consegnamoli alla vita evangelica nel coraggio nella dedizione. Prini ha detto prima di noi tutte queste cose, ma nelle nostre chiese di base questo messaggio non può tradursi in una rassegnazione. Dobbiamo pensare che l’evangelo è fecondo e dobbiamo attingere la forza per un cammino responsabile in cui non dipendiamo dalla parola del Papa. Devono le donne gli uomini gli omosessuali, gli intellettuali i lavoratori, le persone che fanno una funzione di servizio catechistico prendersi la loro responsabilità fiduciosi nella forza del Vangelo.
Seminiamo e la coscienza toccata dal Vangelo può ancora compiere grandi passi. Non abbandoniamo il terreno dell’impegno facciamo in modo che la chiesa senta il grido di chi dissente da questi manovrieri, da questi crociati, ma anche di chi non attende più che la parola dell’evangelo sia sempre detta dal trono papale. Buonasera a voi
Franco Barbero
(Trasposizione del vocale del 21 aprile 2020 a cura di Franca Gonella e Fiorentina Charrier)