I NUOVI CROCIATI
Un
caro saluto a tutti e tutte voi.
Voglio
dedicare questa sera una riflessione sulla trasmissione che ho visto
ieri sera: Report credo meriti una particolare attenzione e
prosecuzione.
Posso
dire intanto che i nemici del Papa hanno degli elementi che li
accomunano.
Ci
fanno pensare ai tempi dei crociati, dei roghi, sono tutti di estrema
destra, tutti dalla parte dei ricchi, tutti privi di conoscenze
teologiche, tutti i capitalisti.
La
loro speranza è che Papa Francesco non arrivi al Natale 2021 perché
entro tale data deve essere celebrato un concistoro in cui sono in
scadenza alcuni cardinali eletti da Papa Ratzinger. Ma c'è qualcosa
di ben preciso nei modi e nell’esercito dei crociati che combatte
questa battaglia con un fanatismo che non ha parole. Ebbene, qual è
il vero problema che sta dietro tutto questo? Vorrei fare una
riflessione che non si fermi a questo aspetto, ma guardi invece nei
tempi che sono appena trascorsi.
Dobbiamo
purtroppo considerare che la Riforma aperta dal Catechismo olandese
negli anni dal 63 al 68 (quando lo si presentò) e poi dal Concilio
non ha trovato una risposta consonante nelle gerarchie cattoliche.
Tante speranze del popolo di Dio sono state spente.
Non basta dire
che qui siamo di fronte ai portavoce del capitalismo più agguerrito,
dei fondamentalisti. Bisogna assumere le responsabilità che
competono alla struttura ecclesiastica che, attraverso parecchi
passaggi, ha in qualche modo prima quasi vanificato e poi quasi del
tutto spento le speranze, gli orizzonti del Concilio.
Penso
di avere vissuto intensamente la ricerca teologica di quegli anni e
oggi ho ripreso tra le mani un testo profetico incredibilmente valido
che un grande cattolico, il filosofo Pietro Prini, prima scrisse
quasi privatamente come lettera agli amici e che poi trovò
nell’editore Garzanti nel 1999 il lancio librario “Lo scisma
sommerso”. Quale fu la riflessione di Pietro Prini da grande
credente e da intellettuale lungimirante. Disse che la chiesa
cattolica con il grande trionfalismo di Papa Wojtyla occultava quello
che stava avvenendo, cioè lo scisma sommerso di milioni di
credenti, delusi da questa chiesa che ha stoppato le riforme e che
soprattutto col suo imperialismo, con le sue alleanze, con la sua
cultura medievale non accetta l'evoluzione della vita dei credenti
nella realtà. “Lo scisma sommerso” è un libro da leggere. A
pagina 55 e a pagina 78 di questo libro che cosa sostanzialmente
dice il filosofo credente Pietro Prini dice “Non è lo scisma dei
crociati che ci dovrebbe interessare, quelli sono già con il
capitalismo. Quello che ci deve interessare è lo scisma del popolo
di Dio, delle donne, degli omosessuali, lo scisma delle persone
che in questa chiesa non trovano più una casa.
Questo
è lo scisma vero. Allora è inutile rattoppare, è inutile fare
qualche piccolo cambiamento, è inutile (dice a pagina 55) coprire
tutto con grandi piazze o con pellegrinaggi devoti o con giubilei
militari. Tutto questo è per isolare e nascondere dove invece la
coscienza parla.
Meravigliosa questa analisi. Ebbi la gioia di presentare a Torino nel gennaio del
2000 questo libro, ma devo dire che ebbi poca fortuna perché nella
platea una metà dei partecipanti, peraltro non così numerosi,
aderivano invece all'idea della chiesa immutabile, della chiesa che
tornava ad avere un posto, una visibilità alta dentro la società.
Prini parla di uno scisma, ma non è uno scisma istituzionale. E'
uno scisma delle coscienze che non sentono più la chiesa come casa
loro perché la dottrina ecclesiastica non è più nella loro vita
accettabile, non è più un messaggio di liberazione parente
dell’evangelo di Gesù.
Parole
incredibilmente profetiche. Ma che cosa è avvenuto? Diciamoci la
verità. Anche Papa Francesco (al quale vogliamo un grande bene e che
riteniamo di una estrema coerenza nella sua vita personale) non è
riuscito a raccogliere questo messaggio, forse prigioniero di quella
che è chiamata la teologia del popolo ben diversa dalla teologia
della liberazione.
Ha
avuto timore che avvenisse lo scisma istituzionale, ma questo era un
timore assolutamente poco rilevante. Quello da evitare era la fuga
dei credenti adulti che esigevano la prosecuzione, il superamento del
concilio. I movimenti delle donne, i movimenti delle comunità
cristiane di base, dei tanti gruppi ecclesiali leggevamo queste
pagine pensando: “ma com'è che non si rendono conto che questo
plauso televisivo è orchestrato è sincronico alla fuga del popolo
di Dio”?.
Ebbene
Papa Francesco in questo non ha avuto la capacità di raccogliere la
sfida forse la sua cultura, forse le sue paure, forse la sua teologia
così datata e così contingente, la sua firma con il rifiuto con le
migliori acquisizioni del sinodo pan-amazzonico, il suo libro in
elogio a san Giovanni Paolo Magno, sono la dimostrazione delle
esitazioni e delle paure di papa Francesco.
E'
chiaro che questi processi danno spazio a questa destra reazionaria
che si auto organizza e che ha i finanziamenti degli Usa di tutte le
persone alla Bolsonaro.
Direi
che bisogna guardare a questa storia e non dimenticarla perché è
stata una storia detta e ridetta da molti ma non ascoltata. Ora
bisogna guardare a ciò che è in atto perché c'è in atto la
compravendita dei cardinali: niente di più e niente di meno.
E'
evidente che questo pontificato va verso la fine. In questo futuro
prossimo, la sorpresa potrebbe essere se il Papa non riesce ancora a
nominare dei cardinali che siano affidabili per una prosecuzione sia
pure mediocre della riforma, potrebbe essere che la congiura porti al
pontificato un nuovo Wojtyla.
Tutto
questo non è soltanto una ipotesi; è una delle possibilità
squallide e tristi anche perché le nomine che sono state fatte
negli ultimi anni sono nomine molto da equilibrista e quindi è
possibile un ritorno all'indietro.
E
allora che cosa facciamo? ci dobbiamo rassegnare? Credo proprio di
no. Dobbiamo continuare in questa battaglia sapendo che la vita
della chiesa non può essere affidata a quale Papa ci sarà.
Dobbiamo
smetterla con questa chiesa in cui tutto dipende dalla gerarchia.
Io
ci vedo un’opportunità una strada. Pietro Prini ci invitava
prenderci delle responsabilità. Una chiesa dove teologi, teologhe
donne e uomini, presbiteri, ministri catechisti, prendano la parola,
è possibile e necessaria.
Ora
è il tempo delle donne degli uomini adulti nella chiesa perché il
domani ci può riservare poco di positivo rispetto alle riforme.
Anche
il Papa che, sul piano sociale politico è veramente un profeta,
contro le armi, contro le ingiustizie, contro l'abbandono dei deboli,
può essere poi che abbia un successore che nemmeno su questo
terreno tenga ferma la posizione della chiesa.
Prendiamo
i giorni che abbiamo, consegnamoli alla vita evangelica nel coraggio
nella dedizione. Prini ha detto prima di noi tutte queste cose, ma
nelle nostre chiese di base questo messaggio non può tradursi in una
rassegnazione. Dobbiamo pensare che l’evangelo è fecondo e
dobbiamo attingere la forza per un cammino responsabile in cui non
dipendiamo dalla parola del Papa. Devono le donne gli uomini gli
omosessuali, gli intellettuali i lavoratori, le persone che fanno una
funzione di servizio catechistico prendersi la loro responsabilità
fiduciosi nella forza del Vangelo.
Seminiamo
e la coscienza toccata dal Vangelo può ancora compiere grandi passi.
Non abbandoniamo il terreno dell’impegno facciamo in modo che la
chiesa senta il grido di chi dissente da questi manovrieri, da questi
crociati, ma anche di chi non attende più che la parola dell’evangelo
sia sempre detta dal trono papale. Buonasera a voi
Franco
Barbero
(Trasposizione
del vocale del 21 aprile 2020 a cura di Franca Gonella e Fiorentina
Charrier)