Il governo perde i pezzi
Il 24 aprile il ministro brasiliano della giustizia e della sicurezza pubblica Sérgio Moro, il giudice che aveva guidato l’inchiesta anticorruzione lava jato (autolavaggio) e portato in carcere l'ex presidente Luiz Inácio Lula da Silva, si è dimesso. Per il governo di Jair Bolsonaro è la seconda perdita dopo il ministro della sanità Luiz Henrique Mandetta, licenziato il 16 aprile a causa delle divergenze sulla gestione della pandemia. Lo scontro tra Moro e Bolsonaro è cominciato quando il presidente aveva sollevato dall'incarico Maurício Valeixo, il direttore della polizia federale, che dipende dal ministro della giustizia. In un discorso molto duro, scrive la Folha de S. Paulo, Moro ha accusato il presidente di voler interferire negli affari della polizia federale e di pretendere l'accesso a informazioni e documenti d’intelligence riservati. Secondo Igor Gielow, columnist del quotidiano brasiliano, ci sono tutti gli elementi per l'apertura di un procedimento di impeachment contro Bolsonaro. Il 27 aprile un giudice del tribunale supremo federale ha autorizzato l'apertura di un'inchiesta per stabilire se le accuse mosse da Moro al presidente brasiliano sono infondate. In ogni caso, scrive Carol Pires su Època, rivelando i veri interessi di Bolsonaro Moro è tornato nei panni dell’accusatore e si è rimesso in corsa per le elezioni presidenziali del 2022.
Internazionale 30 aprile