martedì 26 maggio 2020

CARCERI ANCORA SOVRAFFOLLATE

Carceri ancora sovraffollate
Giustizia. Presentato il sedicesimo rapporto dell'associazione Antigone sulle condizioni di detenzione. Al tempo del coronavirus

Il manifesto
23.05.2020

Il carcere al tempo del coronavirus. È il titolo del sedicesimo rapporto di Antigone sulle condizioni di detenzione presentato ieri e disponibile sul sito dell’associazione. Si parte come sempre dai numeri: a fine febbraio i detenuti in Italia erano 61.230 a fronte di una capienza regolamentare di 50.931 posti. Il tasso di sovraffollamento era del 130,4%. Dopo due mesi e mezzo, il periodo di maggiore impatto della pandemia, al 15 maggio scorso in carcere risultavano 52.679 persone. Il tasso di affollamento resta quindi sopra al cento per cento, fermandosi al 112,2%. A dispetto di tante polemiche sui presunti provvedimenti «svuotacarcere».
Il sovraffollamento non è omogeneo, ci sono carceri assai sopra la media anche in regioni ad alto rischio Covid: 161,4% il tasso di Como, 156,8% quello di Pordenone. Mentre 25 delle 98 carceri visitate da Antigone non rispettavano il criterio minimo di 3 mq di spazio per ogni detenuto. A Poggioreale, Pozzuoli e Bolzano sono state trovate celle con 12 persone. Altri dati confermano che un terzo dei detenuti in Italia è in carcere per aver violato la legge sulle droghe. Falso lo stereotipo delle porte girevoli: in Italia le pene sono assai più alte rispetto alla media europea. Così come la percentuale di detenuti in attesa di giudizio.
Quanto all’impatto del coronavirus sul carcere, i primi casi si sono registrati a metà marzo e adesso si contano 119 contagiati tra i detenuti e 162 tra il personale. Al termine del rapporto, Antigone avanza dieci proposte. Tra le qual: ridurre il numero dei reati punibili, superare una visione carcerocentrica della pena, cambiare la legge sulle droghe, consentire i collegamenti a distanza detenuti-famiglie, assumere 300 direttori di carcere.