‟Indagare
sui preti pedofili”
Un
video risveglia la Chiesa polacca
CITTA’
DEL VATICANO - In molti in Vaticano
plaudono all'iniziativa dell'arcivescovo Wojciech Polak, capo della
Chiesa polacca, che ha chiesto alla Santa Sede di indagare sulle
coperture di abusi sui minori commessi da un sacerdote nel suo Paese.
«la comunicazione dell'arcivescovo è legittima perché in linea con
la lettera apostolica ‟vos estis lux mundi” di Francesco secondo
cui in merito a lacune da parte della gerarchia cattolica su casi
abusi sessuali commessi da preti su minori ci si può rivolgere alla
Santa Sede», spiega Charles Scicluna, segretario aggiunto della
Dottrina della fede, lo stesso ‟ministero” vaticano dove vengono
svolti i processi riguardanti i ‟delicta graviora”.
Polak,
per coincidenza nelle ore in cui la Chiesa festeggia i cento anni
dalla nascita di Karol Wojtyla, il primo Papa polacco della storia,
ha chiesto al Vaticano di indagare su insabbiamenti dopo aver
visionato il documento ‟Hide and Seek che racconta la storia di due
fratelli, Marek e Thomasz SeKielski, che cercano un confronto con il
sacerdote che li avrebbe abusati da bambini. Il film è stato visto
su YouTube oltre 1,9 milioni di volte.
Lo stesso successo di pubblico
lo ebbe un primo documentario, andato in onda qualche mese fa. Dice
Polak: «Il filmato mostra che il livello di protezione richiesto per
i bambini e gli adolescenti nella Chiesa non fu rispettato». E
ancora: «Chiedo a sacerdoti, suore, genitori ed educatori di
non farsi guidare dalla falsa logica della protezione della Chiesa,
celando chi ha davvero commesso abusi. Noi non vogliamo permettere
che questi crimini vengano nascosti». Il presule spiega che chiede
l'intervento del Vaticano in virtù della lettera apostolica di
Francesco, «in qualità di delegato dell'episcopato per la
protezione di bambini e adolescenti», a motivo di una «omissione di
una reazione giuridicamente vincolante». In sostanza, colui che
avrebbe protetto gli abusi commessi da un sacerdote sui minori è
Edward Janiak, oggi vescovo di Kalisz. Entrambi i documentari mandati
in onda sollevano la questione della responsabilità della gerarchia
cattolica e del presule in particolare, senza approfondire la figura
di Wojtyla.
Per i fratelli Sekielski, tuttavia, Giovanni Paolo
II ebbe un ruolo «nella copertura dei crimini commessi da
sacerdoti».
Nel
marzo dell'anno scorso la Chiesa polacca ha ammesso che negli ultimi
30 anni quasi 400 membri del clero hanno abusato sessualmente di
minori. La medesima situazione si è verificata in altre parti del
mondo. Diverse diocesi, soprattutto americane, si sono mosse nel
denunciare gli abusi in Vaticano. Altre, invece, resistono al
nuovo corso.
Paolo
Rodari, La Repubblica 18 maggio