domenica 3 maggio 2020

CELEBRAZIONE EUCARISTICA DI DOMENICA 3 MAGGIO 2020


LIBERACI ANCORA , O DIO

P. Saluto all'assemblea

G. “Il signore è la mia roccia,
la mia fortezza, il mio liberatore
il mio Dio, la mia rupe, in cui mi rifugio,
il mio scudo, il mio potente salvatore.....” Salmo 18,2

  1. Donaci ,o Dio, il desiderio di Te, aiutaci a mettere le nostre vite davanti a Te.
  2. Aiutaci a piantare l'albero della nostra vita sulle rive di quel ruscello che sei Tu.
Musica

G. ”Beato l'uomo che trova in Te il suo sostegno
e ha le Tue vie nel suo cuore.
Anche se passa per la valle del pianto,
la cambia in una sorgente d'acqua viva.
Beato chi ha fiducia in Te;
cresce lungo il cammino il suo vigore” (Salmo 84).

LETTURA BIBLICA
Atti 3,1-11
1 Un giorno Pietro e Giovanni salivano al tempio per la preghiera verso le tre del pomeriggio. 2 Qui di solito veniva portato un uomo, storpio fin dalla nascita e lo ponevano ogni giorno presso la porta del tempio detta «Bella» a chiedere l'elemosina a coloro che entravano nel tempio. 3 Questi, vedendo Pietro e Giovanni che stavano per entrare nel tempio, domandò loro l'elemosina. 4 Allora Pietro fissò lo sguardo su di lui insieme a Giovanni e disse: «Guarda verso di noi». 5 Ed egli si volse verso di loro, aspettandosi di ricevere qualche cosa. 6 Ma Pietro gli disse: «Non possiedo né argento né oro, ma quello che ho te lo do: nel nome di Gesù Cristo, il Nazareno, cammina!». 7 E, presolo per la mano destra, lo sollevò. Di colpo i suoi piedi e le caviglie si rinvigorirono 8 e balzato in piedi camminava; ed entrò con loro nel tempio camminando, saltando e lodando Dio. 9 Tutto il popolo lo vide camminare e lodare Dio 10 e riconoscevano che era quello che sedeva a chiedere l'elemosina alla porta Bella del tempio ed erano meravigliati e stupiti per quello che gli era accaduto.
PREDICAZIONE
LA GUARIGIONE DI UN PARALIZZATO : ATTI 3,1-10.

Voglio dare qualche informazione su questo libro degli Atti.
L'Autore è Luca, lo stesso che ha scritto il Vangelo. E' stato
scritto verso gli anni 90 dopo la morte di Gesù.
All'inizio, vangelo e atti formavano un testo unico, poi i cristiani del secondo secolo, lo hanno diviso in due.
In questo testo, appunto gli Atti, l'evangelista ha voluto raccontare come il messaggio di Gesù è stato recepito fuori, dai pagani e in qualche modo, farci giungere quanto la sequela di Gesù, pur con tante difficoltà, poteva cambiare la prospettiva della vita

Al capitolo 3, versetti 1-10 si narra la guarigione di un paralitico, che peraltro ha un parallelo nello stesso Vangelo di Luca: un racconto rocambolesco dove il paralitico, per poter incontrare Gesù viene calato dal tetto della casa...

Nel brano degli Atti, il racconto parla di due discepoli di Gesù, Pietro e Giovanni che incontrano quest'uomo paralizzato dalla nascita davanti alla porta del tempio.
Il protagonista principale è Pietro e l'evangelista riferisce una guarigione prodigiosa, ma soprattutto vuole mettere in evidenza l'azione salvifica di Gesù attraverso Pietro.
Il Pietro di questo racconto è una persona nuova, appassionata, un Pietro che testimonia che, nel nome di Gesù, le forze si ritrovano e compie verso quest'uomo malato, ciò che aveva esperimentato tante volte durante il cammino con Gesù di Nazareth.
Mi piace però riprendere passo passo lo svolgimento di questo racconto di guarigione:
Pietro e Giovanni sono diretti al tempio per la preghiera e proprio alla porta del Tempio incontrano quest'uomo che: dice il testo “veniva portato ogni giorno alla porta bella”, per racimolare un po' di denaro.
Pietro fa il primo passo verso il paralitico “non possiedo denaro, né oro né argento, ma quello che ho te lo voglio dare:”nel nome di Gesù il nazareno, cammina” e presolo per mano lo sollevò.
Pietro annuncia a quest'uomo una nuova possibilità di vita, di dignità, di fiducia e, come spesso avviene nei racconti di miracolo, quest'uomo si alza, entra nel tempio e si mette a saltare lodando Dio...
Importante questo particolare: l'uomo loda Dio. Questo è un bel segno: Gesù ha semre pregato Dio e questo ha insegnato alla gente che ha incontrato.
Mi hanno colpito le parole con cui Pietro si rivolge all'uomo: non ho denaro né oro nè argento....ecco la salvezza non viene dal potere del denaro , ma dalla relazione che si instaura, da come ci si prende cura delle persone.
Pietro stabilisce un nuovo contatto con quell'uomo, ne amplifica le attese, delude il suo bisogno immediato ma poi gli annuncia la possibilità nuova e inattesa: la fiducia nel Dio di Gesù.
Il significato di questo racconto di miracolo, che non dobbiamo leggere come una cronaca, ci rimanda però ad un fatto. Quale? La vita di quest'uomo che si era bloccata, chiusa in se stesso torna a fiorire. La parola che Pietro dice, indica che il nome di Gesù ci rimanda a quel Dio, il Dio di Gesù, che ci fa alzare, addirittura saltare dalla gioia.
L'immagine è davvero bella : se noi accogliamo il messaggio del Vangelo, tante nostre paralisi possono guarire, tante vite “a terra” possono rialzarsi.
E non dimentichiamo mai di lodare Dio ogni volta che un uomo, una donna diventano sani e salvi: si è attuata la volontà creatrice di Dio
Fiorentina
LIBERI INTERVENTI

musica

  1. Padre, svegliaci e ponici davvero sulla strada di Gesù. Non permettere che giriamo attorno alla sua parola, vanificandola con la nostra mediocrità e superficialità....metti il bisturi al nostro cuore e circoncidilo.
  2. Sulla questa strada su cui arranchiamo, puoi tenerci lontani sia dallo scoraggiamento, sia dall'autosufficienza.
    Vorremmo cercare di essere sinceri, desiderosi di concretezza, per non ricadere nell'illusione delle belle parole.
  1. Davvero non siamo capaci di grandi svolte, di conversione; ma Tu ridonaci, pungolandoci, il desiderio di cambiare vita, di lasciarci sfidare dalle proposte della Tua Parola.
    O Dio, sempre nuovo, noi vogliamo contare su di Te.
  2. Possa la nostra vita, nelle relazioni quotidiane e nelle scelte che compiamo, pur così diverse e varie, manifestare, in qualche modo, che per noi la Tua volontà conta, che essa non abita tra le nubi, ma è forza trasformatrice.
    Lettrice o lettore
Grazie, o Dio, roccia dei nostri cuori feriti, mano amica nell'intrico dei sentieri fallaci, sii per noi e per tutti e tutte la luce che non si spegne mai . Tu, lontano e irragiungibile come le stelle, ma così vicino come il soffio del vento.
Da Te riceve forza la nostra debolezza e nel Tuo nome ci mettiamo in cammino.
Tutti: Gesù era a tavola con i suoi amici e le sue amiche, prese del pane e, dopo aver benedetto e ringraziato Dio, lo spezzò dicendo : “Il mio corpo è come questo pane , spezzato e messo a disposizione; ripetete questo gesto in memoria di me. “ Poi, dopo aver cenato, prese la coppa del vino e disse: “ Questo vino rappresenta il desiderio di Dio di un mondo felice e conviviale.. Tutto le volte che ne berrete fatelo, in memoria di me”.

P. PREGHIERA DI CONDIVISIONE

COMUNIONE

PREGHIERE SPONTANEE

P. BENEDIZIONE FINALE

Alla fine dell'inverno, non c'è più l'inverno, ma la primavera.

Alla fine della notte, non c'è più la notte, ma l'alba.

Alla fine del cammino, non c'è più il cammino, ma la casa di Dio.

Alla fine della vita c'è ancora e sempre la vita.

Che la strada sia lieve ai tuoi piedi, il vento di Dio soffi leggero

alle tue spalle, il sole brilli sul tuo volto, le piogge fecondino i 

tuoi pensieri e Dio ti custodisca nel palmo della sua mano.

Domenica 3maggio 2020

Comunità cristiana di base di Via Città di Gap,13 - 

Pinerolo