Oggi presiede l’International Crisis Group, stimata organizzazione non profit che segue le crisi del mondo proponendo vie d'uscita e soluzioni.
A questo titolo, il 22 aprile, Malley ha avuto il privilegio di parlare - tramite internet, s’intende - al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite. Il suo discorso è stato molto interessante.
In vari modi, in varie forme, ciascuna a sé, ciascuna diversa, ha detto Malley ai rappresentanti delle potenze della Terra, il cambiamento climatico sta influenzando i conflitti in tutto il mondo. E continuerà a farlo.
La cosa significativa è che tutti gli esempi che ha citato sono africani. Ci sono conflitti all'interno degli Stati, come sta accadendo in tutta la fascia subito a sud del Sahara, specie in Nigeria, ma via via fino al Kenya, dove le scarse piogge mettono gli uni contro gli altri agricoltori e allevatori che si contendono le sempre più scarse terre fertili. E ci sono forti tensioni tra Stato e Stato: basta vedere l'allarme che crea in Egitto la grande diga sul Nilo costruita dall'Etiopia. Un conflitto per il controllo dell'acqua, questione di vita o di morte.
Il clima che cambia, prevede l'International Crisis Group, è destinato a cambiare l'economia, la politica e la sicurezza degli umani molto più di quanto non riusciamo oggi a immaginare. Proprio come l'epidemia da SARS-CoV-2. Il cambiamento climatico, ha concluso Malley, potrebbe rivelarsi «un'emergenza coronavirus al rallentatore». E la sua prima vittima sarà l'Africa: il continente, aggiungiamo noi, che meno di ogni altro ne porta la responsabilità.
Pietro Veronese, il venerdì 15 maggio
La cosa significativa è che tutti gli esempi che ha citato sono africani. Ci sono conflitti all'interno degli Stati, come sta accadendo in tutta la fascia subito a sud del Sahara, specie in Nigeria, ma via via fino al Kenya, dove le scarse piogge mettono gli uni contro gli altri agricoltori e allevatori che si contendono le sempre più scarse terre fertili. E ci sono forti tensioni tra Stato e Stato: basta vedere l'allarme che crea in Egitto la grande diga sul Nilo costruita dall'Etiopia. Un conflitto per il controllo dell'acqua, questione di vita o di morte.
Il clima che cambia, prevede l'International Crisis Group, è destinato a cambiare l'economia, la politica e la sicurezza degli umani molto più di quanto non riusciamo oggi a immaginare. Proprio come l'epidemia da SARS-CoV-2. Il cambiamento climatico, ha concluso Malley, potrebbe rivelarsi «un'emergenza coronavirus al rallentatore». E la sua prima vittima sarà l'Africa: il continente, aggiungiamo noi, che meno di ogni altro ne porta la responsabilità.
Pietro Veronese, il venerdì 15 maggio