venerdì 22 maggio 2020

QUALE CONTAMINAZIONE?

Pandemia: messaggio di Gesù o quello dei farisei? 

Oggi abbiamo imparato che possiamo contaminarci anche se tocchiamo qualcosa già toccato da una persona a sua volta contaminata dal virus. 
Abbiamo imparato che dobbiamo lavarci le mani perché il virus proveniente da una persona contaminata può essere trasmesso alla bocca e infilarsi nei polmoni. Abbiamo, cioè, appreso i tre principi fondamentali della contaminazione sui quali gli ebrei si sono basati per secoli per mantenersi in stato di purità rituale.
E cioè: 1) che esiste una fonte primaria di contaminazioni 2) che esiste un secondo e terzo grado di contaminazione indiretta 3) che le mani possono diventare il veicolo finale della contaminazione e perciò vanno lavate. 
Per l'ebraismo antico le fonti primarie di contaminazione erano i cadaveri, gli animali impuri, lo sperma, il sangue mestruale, la lebbra e altre malattie della pelle. 
Per noi invece fonte di contaminazione primaria è il virus. 
Fino a poco tempo fa i teologi cristiani si mettevano a ridere se il Talmud diceva: se metti una pagnotta a contatto con delle chiavi contaminate anche il pane diventa impuro. Irridevano  quegli ebrei che non osavano sedersi sulla sedia sulla quale si era seduta una persona contaminata. 
Nel Vangelo di Marco alcuni scribi e farisei  rimproverano i discepoli di Gesù perché non si lavavano le mani prima di iniziare il pasto. Gesù si giustifica dicendo che "non vi è nulla che venga dal di fuori che possa contaminare l'uomo" (Marco 7,15). 
I cristiani hanno per secoli inneggiato a Gesù come liberatore da ogni tabù. E oggi ci scopriamo invece a insistere tutti, come facevano scribi e farisei  che è necessario lavarsi le mani: "tutti i Giudei non mangiano  se non si sono lavati le mani fino al gomito" (Marco 7,3-4). 
Oggi abbiamo imparato che se non ti lavi le mani corri il pericolo di trasmettere il virus in tutta la casa anche a te stesso. Facciamo cioè tutto il contrario di quello che faceva Gesù e seguiamo le norme di scribi e farisei . Qual è la conclusione? 
Si potrebbe dire che Gesù aveva torto e anche il cristianesimo successivo mentre avevano ragione gli ebrei religiosi di ieri e di oggi. 
La mia opinione non è però questa. La questione è molto più importante. L'ebraismo antico e moderno segue alcune regole contro la contaminazione che aveva imparato da altre religioni come lo Zoroastroismo. Queste hanno avuto il merito di scoprire il meccanismo della diffusione dei contagi e dobbiamo esserne grati. C'è tuttavia un però che  è grande come l'Everest. 
Gesù e i farisei parlavano di una contaminazione che è completamente diversa da quella dei virus. Non parlavano dell'origine di una malattia. Parlavano di purità rituale. Gesù diceva che la contaminazione viene dall'interno dell'uomo, della sua cattiveria. Per lui è il  peccato che contamina. Gesù e i  farisei parlavano d'altro. Questo ci fa capire che le religioni di oggi dipendono da concezioni scientifiche sorpassate. Gesù e farisei non hanno nulla da dirci sulla contaminazione da virus. Chi ha qualcosa da dirci è solo la scienza contemporanea. La religione non serve assolutamente a nulla per combattere la pandemia. Abbiamo bisogno di scienza e di tecnica e le religioni dovrebbero astenersi dal dare giudizi e condanne sulla scienza moderna. 
Anzi, è proprio grazie alla scienza che possiamo scoprire il nucleo autenticamente religioso del messaggio di Gesù che non consiste nel regalarci la sua sorpassata concezione del mondo, ma è quella di indicarci una pratica di vita  rivoluzionaria in obbedienza alla volontà di Dio e di valori assoluti su cui regolare la nostra vita etica. 
Per il resto c'è la scienza. 

Mauro Pesce 
Adista 2/5/2020