"....La domanda decisiva: si è disposti a interpretare i dogmi della propria chiesa (e ogni chiesa ha i suoi!) alla luce dell'esegesi critica, e non viceversa? O si fa improvvisamente appello, ad esempio, ai "limiti" del metodo storico-critico quando si entra in conflitto con la dottrina ecclesiastica stabilita (cattolica,ortodossa o protestante)?
Non si può ignorare che nella teologia evangelica - per quanto riguarda, ad esempio, il peccato originale, l'inferno e il diavolo, ma anche la cristologia e la Trinità - un biblicismo e un dogmatismo astorici e inclini al compromesso dominano il campo più di quanto il proclamato progressismo non voglia ammettere. Bultmann viene lodato, ma di fatto altrettanto ignorato quanto Harnack: si esalta la sua interpretazione esistenziale e si reprime la sua demitizzazione.
Nella teologia cattolica, a sua volta, si ammette solo malvolentieri che determinate asserzioni del concilio di Trento, ad esempio sui sacramenti, o persino del Vaticano Primo, sull'infallibilità del papa e dei concili, non possono venir suffragate dal Nuovo Testamento e dalla storia della Chiesa antica.
Per paura della risorta inquisizione romana(J. Ratzinger) si osa presentare, nel migliore dei casi, delle curiose pseudosoluzioni (un'infallibilità "moderata"o "fallibile"); viviamo in una "Chiesa invernale". disse poco prima della sua morte lo stesso Karl Rahner.
Non di rado proprio là dove non si parte per principio, in dogmatica, dall'alto è dato osservare un tipico salto nel modo di procedere:un dogmatico cattolico o evangelico, equipaggiato esegeticamente, incomincia a salire, un passo dietro l'altro la montagna, arriva però poi a un punto in cui non sembra più possibile proseguire il cammino della conoscenza teologica, ma improvvisamente il nostro teologo si trova, come trasportato da un aereo, sulla "vetta" e di là parla del Dio trinitario e dei suoi "misteri" come se nel frattempo avesse, per così dire, visto il cielo dall'interno.
In questo modo non si ignorano certo più i risultati della critica storica, ma li si trascura dal punto di vista speculativo, invece di accogliere la provocazione dell'esegesi e della storia dei dogmi e di modificare la propria teologia, anche in relazione ai ricordati grandi dogmi".
Hans Kung, Teologia in cammino, Mondadori 1987, pag.219.
Alcune note
La liturgia di questo mese di giugno presenta nella chiesa cattolica le feste della Trinità e del Corpus Domini.
Piovono da ogni parte predicazioni e commenti, ma non vedo un biblista e un teologo che documentino seriamente come si è arrivati al dogma, se c'è un fondamento biblico, come è avvenuto il dibattito nei secoli, quale è il dibattito in corso nelle chiese oggi. E' bandita ogni dimensione storica come se i succitati dogmi si trovassero già nel Vangelo e in qualche modo derivassero da Gesù.
Tutti fanno disegnini teologici e spirituali ignorando totalmente che il cristianesimo dice di essere monoteista.
Se leggessero Kung e mille altri biblisti e teologi la predicazione non finirebbe in frittelle.
Franco Barbero