lunedì 5 aprile 2021

Comunità  cristiana di base di  via Città di Gap, Pinerolo

NOTIZIARIO DELLA CASA DELL'ASCOLTO E DELLA PREGHIERA

N°78 aprile '21



In evidenza:

     INCONTRI DI COMUNITA' IN VIDEOCONF.

- 3/4: veglia pasquale 

- 6, 13 e 27/4: gruppi biblici 

- 11, 18, 25/4: eucarestie

- 20/4: presentaz. libro "L'invenzione di Gesù"

- 21/4: assemblea comunitaria

- 1-2/5: seminario nazionale Cdb

     RECENSIONI E SEGNALAZIONI

- F. Barbero, Preghiere di ogni giorno…   

- V. Pezzino, Gli enigmi di Gesù di Nazareth…   

- F. Barbero, F. Castellani e altri, I diritti umani nella chiesa cattolica…   

- F. Barbero, Senza chiedere permesso   

     SPUNTI PER MEDITARE E RIFLETTERE

- Testo firmato e diffuso da 212 prof. cattolici

    DALLA NOSTRA COMUNITA'

- Questa comunità  

APPUNTAMENTI DI COMUNITA' IN VIDEOCONFERENZA

NB: i link per i gruppi biblici e le eucarestie verranno inviati agli indirizzi di una mailing list di persone interessate (se volete essere aggiunti segnalatecelo ad uno degli indirizzi riportati a p.10).

     SABATO 3 APRILE h 20:45 – Veglia pasquale: predicazione di Fiorella L. e Maria Grazia B.

     MARTEDI' 6 APRILE h 20:45 – Gr. biblico: Mc 9,1-32 (preparano Antonella I. e Sergio S.)

     DOMENICA 11 APRILE h 10 – Eucarestia: predicazione di Ada D..

     MARTEDI' 13 APRILE h 20:45 – Gruppo biblico: Mc 9,33-50 (prepara Ada D.)

     DOMENICA 18 APRILE h 10 – Eucarestia: predicazione di Ines R..

     MARTEDI' 20 APRILE h 20:45 – Presentazione del libro "L'invenzione di Gesù di Nazareth" di Fernando Bermejo-Rubio, ed. Bollati Boringhieri, pp. 704, €32 (introduce Franco Barbero).

     MERCOLEDI' 21 APRILE h 18 – Assemblea di comunità

     DOMENICA 25 APRILE h 10 – Eucarestia: predicazione di Antonella I. e Sergio S..

     MARTEDI' 27 APRILE h 20:45 – Gruppo biblico: Mc 10,1-31 (prepara Valter P.)

     SABATO 1 (pomeriggio) e DOMENICA 2 MAGGIO (mattina) – Seminario nazionale Cdb (vedi articolo più avanti)

NOTIZIE DA GRUPPI E COLLEGAMENTI

Incontri preparatori verso il seminario nazionale delle CdB

Nel mese di marzo, nel quinto incontro del ciclo di iniziative programmate per preparare l'ormai imminente seminario nazionale delle comunità cristiane di base, don Paolo Zambaldi ha introdotto la discussione sul tema "quali cammini e proposte di rinnovamento dalla chiesa tedesca?".Ricordiamo che audio e video dei 5 incontri preparatori (unitamente a riflessioni scritte di commento) sono disponibili al seguente link: https://www.cdbitalia.it/seminario-cdb-2021-incontri/

La presentazione generale del seminario e del percorso di avvicinamento è consultabile al link: https://www.cdbitalia.it/seminario-cdb-2021-presentazione/

Il collegamento nazionale donne Cdb invita tutti/e alla presentazione del libro "Intrecci di vita, tra impegno quotidiano e spiritualità. Il gruppo donne della Cdb di San Paolo si racconta". L'incontro si terrà mercoledì 14 aprile alle ore 21. Link Zoom per partecipare:

https://us02web.zoom.us/j/89432873057?pwd=ZVhseHA2S0l1OU95NkpzMWNQaHdPZz09

 Francesco Giusti

Seminario nazionale delle Comunità di base (1-2 maggio)

"Tramonto del cristianesimo o tempo di rigenerazione?"

Sabato 1 e domenica 2 maggio si svolgerà finalmente il seminario nazionale delle comunità cristiane di base, pensato e programmato da più di due anni, ma rimandato più volte a causa dell'emergenza sanitaria. Sarà il primo seminario nazionale in videoconferenza, dato che purtroppo non ci sono ancora le condizioni per un incontro in presenza. La segreteria nazionale invierà i relativi link al suo abituale indirizzario. Se volete essere aggiunti all'indirizzario segnatecelo.

Per facilitare la comunicazione vi invitiamo a iscrivervi, utilizzando questo link: https://www.cdbitalia.it/seminario-cdb-2021. Si tratta di un'inscrizione non vincolante, non essendoci quote da pagare. Ci serve solo per avere un'idea del numero dei partecipanti ed inviare la mail con il link per partecipare.

Ecco il programma definitivo della due giorni:

SABATO 1 MAGGIO (pomeriggio)

ore 14.45 – collegamenti e saluti

- ore 15.00 – relazione di Lidia Maggi: "Pietre miliari di una fede adulta vissuta in questo oggi"

-  ore 15.45 – relazione di Marinella Perroni: "Verso il superamento del patriarcato?"

-   ore 16.30 – dibattito

-   ore 18.30 – conclusioni

DOMENICA 2 MAGGIO (mattina)

-   ore 9.15 – collegamenti e saluti

-   ore 9.30 – relazione di Franco Barbero: "Lascia che i morti seppelliscano i loro morti, tu va' e annuncia il Regno. Piccoli passi possibili in un cammino di sinodalità, senza chiedere permesso"

-    ore 10.15 – dibattito

-    ore 11.15 – conclusioni e preghiera comunitaria

RECENSIONI E SEGNALAZIONI

Franco Barbero, Preghiere di ogni giorno. Pregare e lottare: una sintesi vitale

Ho tra le mani la prima copia del libro che carissimi fratelli e sorelle delle comunità cristiane di base di Pinerolo e di Piossasco hanno preparato con cura ed impegno eccezionali. Hanno selezionato, tra una montagna di scritti, queste mie preghiere con l'intento di renderle accessibili a più persone.

Da oggi il libro è in vendita e in diffusione.

Il libro è preceduto da una preziosa presentazione di Anna Campora, del gruppo biblico di Torino e della "comunità nascente".

La copertina e i "quadri" interni, sono opera della sorella e pittrice Antonella Ippolito.

Un grazie particolare a Guido Piovano che ogni giorno da anni apre le pagine del mio blog e anche in questo caso ha contribuito in modo determinante.

Dal 24 marzo avranno luogo alcune presentazioni on line di cui segnaleremo orari e modalità di comunicazione.

segnalazione a cura di Franco Barbero

(distribuito da "Il mio libro", pp.224, €16 per chi lo ordina on line).

Vincenzo Pezzino, Gli enigmi di Gesù di Nazareth. Un approccio storico: insegnamenti, saggezza e consigli di un profeta ebreo di Galilea

UN GESU' SENZA CRISTO PER UNA FEDE SENZA RELIGI0NE? UN LIBRO PROSEGUE IL DIBATTITO

40587 ROMA-ADISTA. Un nuovo lavoro sul Gesù storico arricchisce il dibattito che da ormai diversi anni si è riacceso sul tema, sia sul versante della ricerca biblica e teologica, sia su quello degli studi di storia del cristianesimo. A scriverlo è Vincenzo Pezzino, già docente universitario alla Facoltà di Medicina di Catania, impegnato nel movimento Pax Christi e nelle attività del coordinamento provinciale di Libera, da molti anni interessato alla ricerca gesuana, da quando - racconta - si accorse che sempre più spesso il Gesù raccontato dalla tradizione e dall'insegnamento cattolico non coincide con la figura che emerge dagli studi di carattere scientifico. Pezzino, da credente, ha voluto approfondire esattamente questa discrasia, spogliandosi della identità di credente per cercare di approfondire il tema da una prospettiva esclusivamente storico-critico. Il suo libro si intitola Gli enigmi di Gesù di Nazareth. Un approccio storico: insegnamenti, saggezza e consigli di un profeta ebreo di Galilea (2021, Aldo Primerano edizioni, pp. 98, euro 12: il libro può essere richiesto ad Adista, tel. 066868692; email: abbonamenti@adista.it; o acquistato presso la nostra libreria online, www.adista.it) e si inserisce nel dibattito che nel mondo cristiano (ma non solo) va avanti da anni e che Adista segue puntualmente (recentemente su Adista Segni Nuovi nn. 8 e 10/2021). Da tempo infatti, sull'interpretazione storico-critica della Bibbia e più in generale sulle prospettive del cristianesimo alla luce delle recenti acquisizioni in campo scientifico si confrontano due fondamentali scuole di pensiero: ci sono studiosi che tentano di rendere il nucleo del cristianesimo tramandato nel corso dei secoli compatibile con le acquisizioni della scienza e della cultura contemporanea. Altri che ritengono che il modello teista sia ormai superato. E che al teismo non si oppone necessariamente l'a-teismo, ma il post-teismo: si può cioè alimentare la fede, senza sacralizzarla né accoglierla dentro un "modello" che appare superato (rivelazione, sacramenti, dogmi, ecc.). Distinguono la religione dalla fede e ritengono che le religioni così come le conosciamo oggi sono destinate a lasciare spazio a una spiritualità che non sia più legata alle espressioni culturali e religiose di cui si è rivestita fino a oggi. Piuttosto, che riporti al centro del suo essere quel sentimento di trascendenza che, per millenni collocato su una sfera soprannaturale, porti oggi ciascuno a scoprire e valorizzare la sua umanità più completa. Sull'esempio di Gesù di Nazareth, di cui la natura divina, così come il senso tradizionale, è ormai messa in discussione. Gli oppositori di questa visione ritengono che questo approccio spinga a ritenere Gesù niente altro che un maestro di etica e un testimone di vita. E che senza i dati contenuti nelle più antiche confessioni di fede, senza la fede di Paolo e dei primi cristiani, il cristianesimo come tale non esista più, perché scompare il suo kerygma originale.

Certo, i presupposti teorici di entrambe le scuole di pensiero sono le stesse. Li sintetizza assai bene Pezzino, nella sua introduzione: «Alla profonda crisi che attraversa oggi il cristianesimo nei Paesi occidentali, specialmente tra i giovani, contribuisce certamente, insieme a fattori sociali e culturali della modernità, anche un impianto dottrinario percepito come obsoleto, fondato su aspetti mitologici difficilmente accettabili, in contraddizione con la storia e, in un certo senso, anche con la scienza in generale. In breve, il cristianesimo curiale e tradizionale non solo non è più interessante, ma non è più neanche attendibile nei confronti del cammino umano». Ciononostante, la tradizione religiosa continua ad avere un forte impatto sulla vita quotidiana: «Apparati ecclesiastici, sacramenti, feste e riti religiosi, morale e insegnamento cristiani, aspetti di fede, siano essi autentici o consuetudinari, ce lo ricordano continuamente». Le diverse modalità con le quali i fedeli si accostano alla Bibbia sono diversi e spesso non prevedono un approfondimento specifico sul loro contenuto. Dovrebbe essere naturale per un cristiano sentire l'esigenza di approfondire maggiormente chi fosse realmente Gesù di Nazareth, ma tra i credenti c'è ancora scarsa attenzione all'analisi storica di quegli avvenimenti, tuttora riservata a una ristretta cerchia di studiosi, «il cui lavoro è stato però divulgato molto poco». Ecco allora il senso del libro di Pezzino, che dichiara di volersi occupare solo dall'aspetto storico di Gesù «a prescindere se fosse Dio o no». Ma come salvaguardare l'obiettività storica se lo studioso è un credente? «A prima vista - sostiene Pezzino - dovrebbero affrontare la problematica studiosi non di parte, quindi non credenti. Ma questo approccio in realtà non funziona molto bene. Non è un caso che coloro che si sono cimentati in questa difficile impresa siano prevalentemente dei cristiani, perché proprio a dei credenti può maggiormente interessare una tale ricerca». «Il punto cruciale, in realtà, non è il pregiudizio sullo storico "credente", ma l'onestà intellettuale di tale studioso, il quale, nonostante l'etichetta di credente, si assume il compito di un'analisi obiettiva, motivato al tempo stesso dal fascino del soggetto studiato. Una volta che il ricercatore credente si sia sbarazzato di ogni influenza della sua fede, utilizzi rigorosi criteri di indagine e accetti le conclusioni a cui perverrà, quali che esse siano, allora il suo studio fornirà un valido contributo alla reale storia di Gesù di Nazareth».

Ecco: il libro di Pezzino si propone - in linea con quanto fatto nei saggi di Ermanno Arrigoni e Antonio Guagliumi recentemente presentati sulle nostre pagine (ma al contrario di loro più vicino alla prospettiva post teista) - di fornire una sintesi ragionata e critica degli studi condotti sul Gesù storico, non da addetto ai lavori, ma da "curioso". Toccando questioni (i racconti della nascita, il rapporto con Giovanni il Battista, il celibato di Gesù, il suo rapporto con la legge mosaica, i miracoli, le apparizioni dopo la morte, il ruolo della scienza nella conoscenza di Gesù, la cristologia) che restano tra le più scottanti.

Recensione a cura di Valerio Gigante (da "Adista", 20 marzo 2021)

(In libreria per Aldo Primerano edizioni, pp. 98, €12)

Franco Barbero, Ferruccio Castellani e altri, I diritti umani nella chiesa cattolica

Si tratta del libro che Carlo Papini, Direttore della Editrice Claudiana (che in quegli anni mi pubblicò ben 8 libri), accettò di buon grado di pubblicare.

Lo curai e dedicai ad Ernesto Bonaiuti ad un secolo dalla sua nascita (pag. 4). In quegli anni ero molto coinvolto nella lettura delle sue opere e nell'organizzazione di piccoli convegni sulla storia e sul pensiero dell'antifascista e dell'eretico Bonaiuti.

Il libro è la raccolta delle relazioni del seminario di studi delle comunità cristiane di base del Piemonte su "I diritti umani nella chiesa cattolica" del 4 e 5 gennaio del 1980.

In realtà, nel curare la redazione degli Atti del Seminario fu possibile inserire una ricerca interdisciplinare con teologi, magistrati, teologhe e animatori comunitari, privilegiando donne e omosessuali.

Rileggendo queste pagine, edite in una accuratissima edizione, si constata con piacere quanto il "cantiere della riflessione" fosse aperto e quanto già allora si percepisce l'esigenza di nuovi cammini.

Mi sta particolarmente a cuore ricordare Ferruccio Castellani, conosciuto pochi anni prima, con cui vissi la gioia di parecchie iniziative per i diritti delle persone omosessuali. Rileggere serve.

Recensione a cura Franco Barbero

(In libreria per Claudiana edizioni, Torino 1981, pp. 160, lire 3900)

 

Franco Barbero, Senza chiedere permesso

 

 

  

SPUNTI PER MEDITARE E RIFLETTERE

Testo firmato e diffuso da 212 professori cattolici di teologia delle università tedesche il 21 marzo 2021

Lunedì 15 marzo 2021, la Congregazione per la Dottrina della Fede ha pubblicato un responsum, in cui nega la possibilità di benedizione da parte della chiesa delle unioni dello stesso sesso. Come professori di teologia cattolica, prendiamo posizione su questo.

La "Nota esplicativa" sul responsum e il "Commento" pubblicato con essa mancano di profondità teologica, comprensione ermeneutica e di rigore argomentativo. Se rilevanti conoscenze scientifiche vengono ignorate e non recepite, come accade nel documento, il Magistero mina la propria autorità.

Il testo è caratterizzato da un gesto paternalistico di superiorità e discrimina le persone omosessuali e il loro stile di vita. Prendiamo decisamente le distanze da questa posizione. Al contrario, assumiamo che la vita e l'amore delle coppie dello stesso sesso valgono davanti a Dio non meno della vita e dell'amore di tutte le altre coppie.

In molte comunità, sacerdoti, diaconi e altri pastori riconoscono le persone omosessuali, anche celebrando riti di benedizione per coppie dello stesso sesso e riflettendo sulle forme liturgiche appropriate di tali celebrazioni. Le riconosciamo espressamente come pratiche da valorizzare.

(per contatti: responsum@uni-muenster.de)

Lettera ad Anne Soupa

Cara sorella Anne Soupa, seguo con convinzione ed affetto il tuo cammino di fede. 

1. Penso che una Chiesa che esclude le donne le persone LGBTQ abbia poco, anzi nulla, in comune con Gesù di Nazareth. Oggi una presenza ed una parità di ministero tra uomini e donne è una scelta improrogabile. Oggi non domani.

2. Sono un prete e teologo estromesso per le mie scelte teologiche e pastorali, ma non considero più "il dentro e il fuori" della chiesa e continuo a 82 anni un ministero appassionato sempre ai margini, ma in tante piccole realtà di base.

3. Probabilmente nel mio blog e nei 32 piccoli libri che ho scritto viene meglio precisato il senso del mio piccolo servizio (http://donfrancobarbero.blogspot.com).

4. Mi sento molto in sintonia con le "Sue" battaglie come ho scritto nel libro "Senza chiedere permesso" (edizioni Mille, 2021).

Un caro saluto e tanta gioia di vivere e tanta gioia e di credere.

Franco Barbero

Una lezione per coloro che seminano odio

Destra medievale sull'omofobia

Oggi non ho voglia di indignarmi. L'ho fatto già troppe volte, e non è servito a nulla. Oggi vorrei semplicemente provare a fare un po' d'ordine, nominare in maniera precisa le questioni in gioco, e ricordare il significato di alcuni concetti. 

Di cosa parla esattamente la legge contro l'omotransfobia bloccata dalla Lega?Semplice: parla di tutte coloro e tutti coloro che vengono insultati, aggrediti e odiati solo in ragione del proprio orientamento sessuale o della propria identità di genere, provando a restituire loro un po' di dignità proteggendoli dalle violenze verbali e fisiche. 
Ma allora non si potrà più essere liberi di avere opinioni diverse e di esprimerle? Si starà magari chiedendo qualcuno dopo aver letto le dichiarazioni del senatore Pillon. Anche in questo caso, però, la risposta è semplice: la libertà di espressione, con questa legge, non c'entra niente. Tutti possiamo (e dobbiamo) poterci esprimere. 
Ma un conto è enunciare un'idea, altro conto è insultare, ossia utilizzare parole violente che fanno male, almeno tanto quanto alcuni gesti. Calcolando che la violenza inizia sempre in sordina, nascondendosi dietro le offese e gli insulti, prima di esplodere e trasformarsi in pugni, calci, colpi, bastonate e tagli.
Il linguaggio ha una proprietà di cui forse non sono tutti al corrente, ma che è costitutiva del linguaggio stesso: la performatività. 
Quando si parla, molto spesso, non si stanno solo pronunciando parole, ma si sta anche agendo. Come quando si promette qualcosa a qualcuno e, nel momento stesso in cui si dice "ti prometto di fare x", ci si sta impegnando a compiere quell'azione e si sta quindi dando il diritto, a colui che riceve la promessa, di chiederci conto del nostro comportamento se non siamo stati capaci di rispettare la parola data. Ebbene, nel caso del discorso dell'odio, ciò che si sta facendo mentre si parla è esercitare violenza. Cosa si potrebbe d'altronde rispondere a chi, fermandoci per la strada, ci dovesse urlare "lesbica di merda" o "troia" o "frocio del cazzo"? Frasi che non sono solo volgari e prive di rispetto, ma che, in base alla performatività specifica dell'insulto, fanno anche male a chi le riceve in pieno viso. 
Cosa si potrebbe mai ribattere a offese di questo tipo? "Non sono d'accordo con te?" Oppure: "Spiegami con calma il tuo punto di vista?" Anche un bambino capirebbe che non ci sono alternative: o si tace (e si inghiottono lacrime e saliva) oppure si reagisce con altrettanta violenza. Un insulto è come uno schiaffo. Cui, spesso, seguono pugni e calci. Anche semplicemente perché la violenza si autoalimenta. Sebbene l'unica colpa delle persone insultate sia quella di essere gay, lesbiche, donne, trans.
Sono sicura che chiunque abbia letto fin qui avrà non solo capito la differenza che esiste tra espressione e insulto, ma anche intuito quanto futile e pretestuoso sia l'argomento della libertà di espressione utilizzato per bloccare la legge – per il momento gli unici privati della libertà di essere se stessi sono i gay, le lesbiche e le persone trans. Sono altresì certa che chiunque avrà compreso che, nella legge Zan, non si parla né di famiglia né di bambini né di fecondazione artificiale né di gestazione per altri, come ha preteso Pillon – purtroppo, avrei voglia di aggiungere, visto che ci sono ancora tutti i bambini delle famiglie arcobaleno a non essere giuridicamente tutelati. Mi permetto quindi di suggerire al senatore Pillon (e ai suoi colleghi e alle sue colleghe della Lega, di Fratelli d'Italia e di Forza Italia) di "restare sul pezzo", e di ammettere l'urgenza di questa legge contro l'omotransfobia. 
Perché è una priorità dare piena cittadinanza a tutti e tutte e non tollerare più che certe persone siano insultate e picchiate da altre solo perché diverse da loro. Tanto nessuno ha scelto nulla. Pillon non ha certo scelto di essere maschio, uomo ed eterosessuale. 
Esattamente come un gay non ha scelto di essere maschio, uomo e omosessuale, e una persona trans non ha scelto di essere maschio e donna o femmina e uomo. Sarebbe auspicabile che i senatori della Lega, di Forza Italia o di Fratelli d'Italia se ne facessero una ragione e accettassero le differenze che ci caratterizzano tutti e tutte. Se imparassero ad accogliere l'alterità propria e altrui, forse anche la loro vita sarebbe più ricca e più serena.

Michela Marzano (tratto da "La Stampa", 1 aprile)

Quando la dogmatica prevale

"Non si può ignorare che nella teologia evangelica - per quanto riguarda, ad esempio, il peccato originale, l'inferno e il diavolo, ma anche la cristologia e la Trinità - un biblicismo e un dogmatismo astorici e inclini al compromesso dominano il campo più di quanto il proclamato progressismo non voglia a mettere. Bultmann viene lodato, ma di fatto altrettanto ignorato quanto Harnack; si esalta la sua interpretazione esistenziale e si reprime la sua demitizzazione. Nella teologia cattolica, a sua volta, si ammette solo malvolentieri che determinate asserzioni del concilio di Trento, ad esempio sui sacramenti, o persino del Vaticano I, sull'infallibilità del papa e dei concili, non possono venire suffragate dal Nuovo Testamento e dalla storia della Chiesa antica. Per paura della risorta inquisizione romana (J. Ratzinger) si osa presentare, nel migliore dei casi, delle curiose pseudosoluzioni (un'infallibilità «moderata» o «fallibile»); viviamo in una «Chiesa invernale», disse poco prima della sua morte lo stesso Karl Rahner.
Non  di rado proprio là dove non si parte per principio, in dogmatica, dall'alto è dato osservare un tipico salto nel modo di procedere: un dogmatico cattolico o evangelico, equipaggiato esegeticamente, incomincia a salire, un passo dietro l'altro la montagna, arriva però poi a un punto in cui non sembra più possibile proseguire il cammino della conoscenza teologica, ma improvvisamente il nostro teologo si trova, come trasportato da un aereo, sulla «vetta» e di là parla del Dio trinitario e dei suoi «misteri» come se nel frattempo avesse, per così dire, visto il cielo dall'interno. In questo modo non si ignorano certo più i risultati della critica storica, ma li si trascura dal punto di vista speculativo, invece di accogliere la provocazione dell'esegesi e della storia dei dogmi e di modificare la propria teologia - anche in relazione ai ricordati grandi dogmi".

(tratto da Hans Kung, "Teologia in cammino", Mondadori, 1987, pag. 219)

La fantascienza teologica

Sono incredibili le acrobazie bibliche e teologiche che i teologi e le teologhe a servizio della istituzione ecclesiastica compiono per "salvare i dogmi".

Devono abilmente piegare il testo biblico per derivare da esso una dottrina; devono sorvolare sui passaggi storici che hanno condotto alla definizione del dogma. Devono dimostrare ad ogni costo la continuità tra Scrittura e dogma. Questo è il prezzo di un buon stipendio.

Si tratta di un processo abusivo e manipolatorio rispetto alla Scrittura e rispetto alla Storia.

Il credente adulto, per spogliare l'albero della religione dogmatica e per trovare la fede, dovrà compiere un cammino pressoché impossibile se non comunitario. Tale operazione di imprigionamento nel dogma è compiuto con grande sottigliezza per cui molti accettano in buona pace la versione ufficiale che parte dal giorno del battesimo. La speranza c'è: un crescente numero di donne e di uomini cristiani si sono accorti del trucco.

Franco Barbero

Ogni giorno si può uscire da qualche schiavitù

La Pasqua ebraica: Pesach, la festa che libera dalla schiavitù

Con la festa di Pesach gli ebrei ricordano l'uscita dall'Egitto, la fabbrica della schiavitù, dove erano stati per più secoli. Questo periodo storico culmina con Pesach (il passaggio), nel momento in cui sentono di essere diventati un popolo particolare, protagonista di una libertà universale.

Emmanuel Lévinas ha espresso chiaramente questa idea: «il particolarismo di Israele è la chiave del suo universalismo etico e religioso». Un singolo popolo che, in ogni generazione, sceglie faticosamente di rimanere se stesso, afferma una possibilità aperta, per il diritto di ogni popolo di rimanere se stesso, in assoluta parità con ogni altra cultura e religione. Nel racconto biblico, Abramo (padre di tutte le nazioni) inizia il suo percorso ricevendo una promessa: «tu dovrai essere la benedizione per tutte le famiglie della terra».

Torniamo all'uscita dall'Egitto ed alla sua problematica sostanziale. Durante 400 anni gli ebrei sono rimasti in Egitto, prima come stranieri (comunque inquadrati), in seguito come doppiamente schiavi (schiavi in una società di schiavi) ed infine brutalizzati e nullificati, perché privati di ogni identità umana.

Nei secoli, i Maestri hanno definito questa caduta progressiva ed inesorabile: «l'esilio della consapevolezza e del mettersi in relazione». In questa prospettiva, l'entrata e la permanenza in Egitto risultano molto più problematiche e determinanti dell'uscita dall'Egitto.

La domanda segreta della festa di Pesach è: «benissimo, siamo contenti di essere usciti dall'Egitto, ma dovevamo proprio entrarci?». Infatti la traccia che il racconto biblico costruisce con evidenza, sottintende proprio questo problema: perché per acquisire una coscienza umana ed una identità compiuta, bisogna vivere la consapevolezza della schiavitù?

Questo discorso è ben strutturato nella logica del racconto biblico, e costituisce la lettura esistenziale di gran parte del libro di Bereshith (Genesi). Il patto fondativo che investe Abramo come primo patriarca del popolo ebraico, stabilisce che un lungo periodo di esilio-schiavitù, è una condizione necessaria ed assoluta, una vera predestinazione, per la nascita del popolo ebraico. Questa scelta è tanto incredibile che Abramo nell'accettare questo patto doloroso e spezzante, precipita in una dimensione di terrore ed ha la visione più numinosa della sua vita.

Cerchiamo di approfondire il punto. L'esperienza profonda ed obbligata della schiavitù corrisponde al dover sentire, per sempre dentro la propria anima cosa significhi essere privato della propria volontà e persino della capacità di mantenere una propria intenzionalità umana.

È un paradosso etico, pesante ma comprensibile: per essere liberi bisogna capire cosa vuol dire essere schiavi; naturalmente esserlo in prima persona ma ugualmente diventarlo, nel rischio di asservire altre persone.

Sempre nel testo biblico esiste un piccolo mistero linguistico, che è stato oggetto diverse discussioni talmudiche: la festa Pesach dura 7-8 giorni. Il primo giorno di Pesach viene curiosamente chiamato anche Sabato, per quanto possa capitare anche negli altri giorni della settimana. Da notare che l'assoluta astensione dal lavoro prevista per il Sabato ebraico, è anch'essa motivata con il ricordo dell'uscita dall'Egitto «affinché il tuo schiavo e la tua serva possano riposare proprio come te».

È abbastanza utile sviluppare questo ragionamento con un'ultima aggiunta. L'attività lavorativa che il Sabato ebraico delimita, non è soltanto il lavoro da soma, pesante e faticoso ma, più esattamente, individua il lavoro progettuale, intenzionale e creativo; cioè il lavoro che costruisce il libero pensiero umano.

In sintesi, sembra che gli ebrei festeggino l'uscita dall'Egitto una volta l'anno, a Pesach. Con maggiore insistenza, gli ebrei ricordano l'entrata e la permanenza in Egitto ogni settimana, per una intera giornata. Astenendosi il Sabato da ogni attività lavorativa gli ebrei ricordano che nessun essere umano può essere o diventare schiavo di un altro essere umano.

Gavriel Levi (articolo tratto da "La Repubblica", 30 marzo)

DALLA NOSTRA COMUNITA'

Questa comunità

  • Celebrata la Pasqua nella gioiosa fiducia che il Dio della liberazione è sempre di più all'opera, ci toccherà testimoniare la presenza liberatrice di Dio attraverso le nostre azioni quotidiane. Questa è la coerenza che le relazioni di ogni giorno dovrebbero esprimere.
  • Finalmente tra poche settimane, dopo tanti mesi di attesa, daremo vita alla due giorni del Seminario nazionale delle Cdb, in modalità inedite, ma anche molto proficue. Si tratta di esperienze importanti per il nostro cammino in cui il confronto svolge un ruolo determinante.
  • Enrico ed Isabella cercano una casa per trasferirsi a Pinerolo. Dobbiamo cercarla insieme!!
  • I due libri che sono ora disponibili portano la mia firma, ma molte mani e molti cuori hanno reso possibile l'impresa. La diffusione è partita molto bene. Non avendo grandi mezzi per la diffusione, è importante l'impegno militante, inoltre va tenuto presente che come abbiamo già constatato, libri come questi non trovano grande accoglienza nei vari ambienti ecclesiali.
  • Per colloqui la sede è aperta il lunedì, il mercoledì e il sabato dalle ore 10 alle 12. Il giovedì dalle ore 15 alle 17 e ulteriori momenti da concordare di volta in volta.
  • Abbiamo pensato di cambiare la scadenza della "Assemblea" di comunità. Non più una domenica dopo la celebrazione eucaristica, ma nel precena di un giorno feriale. Questa decisione permette di disporre di uno spazio più ampio e più partecipato, aperto a chiunque lo voglia. Con grande gioia constatiamo che negli ultimi mesi l'esperienza dell'assemblea comunitaria coinvolge più persone. Ognuno/a si senta benvenuta/o.
  • A maggio termineremo la lettura del Vangelo di Marco… cominciamo a raccogliere proposte da presentare all'assemblea di maggio.  Esprimiamo liberamente i nostri desideri e le nostre preferenze.
  • Un particolare e affettuoso saluto a Lella Barbero, a Luisella, a Lella Suppo a Germana e Beppe che spesso esprimono il desiderio di rivederci in presenza. Speriamo che sia possibile presto.
  • Vorrei aggiungere, a nome di tutta la comunità, un saluto particolarissimo alle persone che spesso si collegano o per il gruppo biblico o per l'eucarestia. A volte non riusciamo a riservare come vorremmo la dovuta attenzione e lo spazio per la reciproca conoscenza. Tutto questo ci preme perché, chi si affaccia a questa nostra esperienza, può sentire l'esigenza di chiarificazione circa le scelte del nostro percorso comunitario. Non abbiate paura di interloquire e di sollecitare anche momenti di dialogo personale.
  • Sul mio blog sono disponibili tutti i "vocali" che ho inserito sul gruppo whatsApp della nostra comunità dall'inizio dell'emergenza sanitaria ad oggi. Lunedì 12 aprile presenterò con un vocale il mio ultimo libro "Senza chiedere permesso. Piccoli passi possibili" (editore Mille, pp. 144, €14.00. Per informazioni: info@edizionimille.eu; telefono 011/546076).

Franco Barbero

Il nostro notiziario

Grazie alla spedizione via e-mail abbiamo ridotto il numero di copie cartacee del notiziario. Per ricevere il notiziario via e-mail contattare Francesco (320-0842573).

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