La millennial “Italia viva è come un brand io torno nel Pd”
di Giovanna Vitale
La Repubblica 16/4
«Italia
viva non è un partito, è un brand, e io non ci credo più». Classe ’98,
studi in Legge e un lavoro che già la soddisfa, Arianna Furi ci ha
ripensato: la fondatrice dei Millennials rientra nel Pd. Dove appena
17enne aveva cominciato, diventando, su chiamata dell’allora segretario
Renzi, la più giovane componente della Direzione. Per poi seguire il suo
mentore in Iv.
Come mai torna indietro?
«Io
sono nata e cresciuta con Renzi, ma mi sono resa conto che non abbiamo
più la stessa visione politica e del partito. Per me è stata una
delusione. Non mi aspettavo che Iv sarebbe stata così fluida».
Che significa fluida?
«Non
abbiamo una sede, non siamo radicati sul territorio, non facciamo
servizio alla comunità, gli organi politici non vengono convocati. Più
che un partito sembra un brand che ogni tanto prende posizione per bocca
del suo leader».
Non sarà un po’ ingenerosa?
«Iv non esiste, se non in Parlamento. E noi iscritti, prima della pandemia, servivamo solo per riempire le sale degli eventi».
Ha forse litigato con Renzi?
«No. Torno nella casa dove sono nata perché la casa dove sono adesso, semplicemente, non c’è».
Ha cambiato idea su di lui?
«È
Matteo che a un certo punto è cambiato. Ha perso la capacità di essere
leader. Il leader non è solo il capo di qualcosa, è chi riesce a
coinvolgere collaboratori e militanti e sa fare squadra. Ma qui la
squadra è inesistente».
C’è stato un momento preciso in cui ha maturato questa scelta?
«Quando
ho letto che il mio ex circolo del Pd aveva creato un punto di ritrovo
per le persone più anziane che avevano difficoltà a prenotare il vaccino
online. Ecco, questa secondo me è la politica: un servizio. E ora
vorrei riprendere la tessera lì, alla sezione Togliatti».
Cosa le è mancato in Italia viva?
«Avere
una casa, anche fisica. Spesso l’organizzazione è vista come qualcosa
di negativo, ma non è così. Essere punto di riferimento per le persone è
fondamentale».
L’arrivo di Letta ha influito?
«È
innegabile che Letta abbia portato una ventata di riformismo, ma io
sono mossa solo dalla voglia di ritrovare la mia comunità, gli amici del
Pd con cui sono sempre rimasta in contatto, dare il mio contributo di
semplice militante».
I Millennials la seguiranno?
«Siamo
circa 7mila, tutti under 30, in tanti avevamo perso entusiasmo. Avere
delle idee ma non un luogo dove discuterne alla lunga può risultare
frustrante. Eppure ci siamo sempre dati da fare. Quando Renzi
organizzava le scuole di formazione, i ragazzi li portavano noi, ma alla
fine uscendo da lì avevamo sempre la sensazione di non aver imparato
niente».