domenica 22 agosto 2021

COLLABORAZIONE, NON GARA

La vita non è una gara

Non basta alla sinistra  assicurare uguali punti di
partenza, come se poi la vita sociale dovesse essere gara e non collaborazione, come se la società fosse una pista che decide i primi e gli ultimi. 

Un esploratore, in una tribù africana, promise un premio a chi, in un gruppo di bambini, sarebbe arrivato primo nella corsa: i sapienti e civili bambini corsero tutti alla pari per dividersi il premio. La competizione frutta buoni risultati se è collaborativa e non eliminatoria, come l'evoluzione delle specie si scopre oggi che avviene nella collaborazione e non nella selezione: soci nel vivere e non rivali.
La sinistra oggi è cultura, lettura dell’umano in difesa dell'umano. Ricchissime fondazioni Usa, finanziate dai grandi capitalisti vogliono convincerci che non esistono sfruttatori e sfruttati, ma solo "imprenditori di se stessi", che siano miliardari o profughi a Lampedusa: questa è la predicazione di destra (denuncia Marco D'Eramo in
Dominio, Feltrinelli). 

Al contrario, la sinistra è cultura dell'umanesimo universale, della Regola d'oro, della reciprocità, presente in tutte le civiltà umane di ogni tempo e latitudine; è il sentire del Samaritano che soffre nelle proprie viscere le ferite dell'uomo aggredito; è il pensiero confuciano per cui il sentimento dell'umanità, ren zhi xin, si esprime nel
non poter sopportare le sofferenze altrui" (P. C.
Bori,
Per un percorso etico tra culture, Carocci
2003, pp. 58-60).
La cultura di sinistra valuta il lavoro, ogni lavoro, non solo come mezzo e necessità per vivere, ma come dimensione essenziale della persona umana, espressione libera e creativa. 

Lo sfruttamento del lavoro, ad ogni livello e grado, è atto disumano, che la politica deve impedire, come impedisce la
delinquenza. La difesa dell'ambiente dallo sfruttamento e le riforme radicali per uscire da una economia distruttiva, sono nel centro della politica umanistica di sinistra.

Enrico Peyretti