La guerra più lunga
La
guerra più lunga della storia italiana, 20 anni di presenza militare
nel
paese, è finita tanto per cambiare con una sconfitta nonostante i
giganteschi
investimenti fatti dal
nostro
e dagli altri paesi occidentali coinvolti nella missione Enduring
Freedom, poi divenuta Isaf e
poi
ancora "Sostegno risoluto". I governi che si sono succeduti
dal
2001
a oggi hanno, indipendentemente dal loro colore politico,
costantemente rifinanziato le missioni militari portando il totale
della
spesa
a quasi nove miliardi di euro.
Alla
faccia dell'articolo 11 della Costituzione che ci impone di ripudiare
la guerra.
Gli
Stati Uniti hanno speso una cifra decisamente più impressionante
solo per la guerra: 2.261 miliardi
di
dollari secondo uno studio della
Brown
University di Boston.
A questa immensa montagna di denaro
si
devono poi aggiungere i soldi
spesi
dagli altri paesi occidentali
della
coalizione che avrebbe dovuto liberare il paese: Gran Bretagna,
Germania,
Canada, Turchia, Portogallo e un'altra trentina di nazioni.
Chi
ha sostenuto negli anni l'utilità della cosiddetta missione di pace
in Afghanistan dovrebbe oggi, invece di incensare la figura di
Strada, riconoscerne le ragioni e chiedere scusa.
Perché se quelle migliaia di miliardi fossero stati spesi in infrastrutture civili, scuole, ospedali, università e magari anche per convincere a suon di bustarelle i signori della guerra e i capi talebani a deporre le armi, oggi non ci troveremmo nella identica situazione del 2001, ma molto probabilmente con un meraviglioso paese, quale è l'Afghanistan, pacificato, laico, e più simile alla Svizzera che non a una crudele macelleria umana.
E senza aver causato milioni di morti e feriti civili.
Francesco Saraceno, Domani 15 agosto