I numeri ufficiali
I
centri d'accoglienza
più
vuoti che con Salvini
G.TIZ.
ROMA
Il
mese di luglio segna una novità rispetto a giugno. Gli
arrivi
per nazionalità vedono il primato della Tunisia,
con
6.758 persone provenienti da quello stato su un
totale
di 28mila e passa arrivi. Si tratta di un numero
maggiore
di quasi 3mila unità rispetto a giugno.
I
tunisini che arrivano in Italia non partono dalle coste
libiche,
quindi non soggetti al controllo da parte di
quella
guardia costiera. Chi, invece, parte da Zwara,
Zuaia
e Sabratah, cioè le aree libiche più prolifiche per il
traffico
di esseri umani sono i migranti provenienti dal
Sudan,
Eritrea, Egitto, Costa d’Avorio, Guinea: oltre
6mila
arrivi a luglio, meno dei tunisini. Tra le nazionalità
più
rappresentate negli sbarchi di luglio ci sono gli
egiziani,
segno anche di un regime sempre più
aggressivo,
e l’Italia dovrebbe saperlo bene,
nonostante
continui a fornire al governo di Al Sisi
anche
armamenti e gli abusi nei confronti degli attivisti,
in
primis lo studente dell’università di Bologna Patrick
Zaki.
C’è
poi un altro dato rilevante sugli arrivi fornito dal
Viminale.
Si tratta dei migranti presenti nelle strutture
di
accoglienza in Italia. Una panoramica permette di
escludere
decisamente che ci troviamo in emergenza
come
Salvini vuol far credere. Al 30 luglio 2021 il totale
di
persone nelle strutture sono pari a 76.152, all’epoca
del
Papeete della crisi di governo, agosto 2019, erano
102
mila. A maggio dello stesso anno con i porti chiusi
del
governo Conte-Salvini erano 12mila.
Domani
3 agosto 2021