Gli italiani bloccati negli Stati Uniti da due anni
Federica
Giordano, BringUSHome
Oggi
vi scrivo nella speranza che possiate dar voce alla nostra storia.
Sembriamo invisibili, nessuno ci dà ascolto pochi ne parlano, eppure
il problema è davvero grave. Scrivo per raccontare la mia storia e
quella di amici e
colleghi
che con me condividono un
senso
di discriminazione, frustrazione e sconforto. Insieme ad altri
colleghi italiani e non, abbiamo creato un
gruppo
su Instagram, Twitter e Facebook chiamato BringUShome per cercare di
connetterci e supportarci in
un
momento così difficile.
Non so se
siate
al corrente di quello che sta succedendo a noi italiani o visa
tenenti
che
lavoriamo negli Usa. Siamo stati
già
intervistati da Skytg24 e la giornalista Concita De Gregorio ha
scritto un
articolo su di noi.
Da
quanto abbiamo potuto constatare, davvero in pochi in Italia e
all'estero sono a conoscenza della reale situazione che stiamo
affrontando.
Purtroppo, siamo bloccati qui da quasi due
anni.
La
maggior parte di noi ricercatori e
studenti
internazionali non ha potuto visitare le famiglie e le persone care
per due anni, a causa di queste restrizioni, e l'attesa è ancora
indefinita.
Questa situazione sta iniziando a
incidere
sulla nostra salute mentale e
adesso
ci troviamo a dover scegliere
se
partecipare a importanti questioni
personali
(nascite, matrimoni e funerali di amici intimi e familiari) oppure se
dare priorità alla sicurezza del
nostro
lavoro nel paese in cui abbiamo stabilito la nostra vita.
Possiamo
lasciare il paese, ma non abbiamo alcuna garanzia di poter tornare
alle nostre carriere ed alle nostre vite. Il nostro impegno e la
nostra dedizione ci hanno sempre distinto, ma
questa
volta invece sembriamo invisibili. Chiediamo un aiuto per far
rispettare i nostri diritti per non essere costretti a scegliere.
Domani 4 agosto 2021