Voglio morire con dignità vi prego, ora lasciatemi andare
la Stampa 11/8
Carissimi Roberto Speranza, Ministro della Salute e Mario Draghi Presidente del Consiglio.
Io
ho 43 anni e 10 anni fa a causa di un incidente stradale, ho subito la
frattura della colonna vertebrale con la conseguenza di una lesione, tra
le altre cose, del midollo spinale.
Vivo immobile in un letto, nella mia
stanza, assistito, curato e amato.
Ed è proprio per tutelare la mia
famiglia e la mia privacy che pubblicamente sono solo Mario.
Vi
scrivo questa lettera perché a distanza di quasi un anno dalla
richiesta di verifica delle mie condizioni inviata all'Asur per accedere
legalmente al suicidio assistito-così come previsto dalla sentenza
Cappato della Corte Costituzionale-si sono tenute due udienze del
tribunale di Ancona.
L'ultima decisione
conferma il mio diritto alle verifiche mediche con parere del comitato
etico, affinché io possa ottenere nella piena legalità la prescrizione
del farmaco letale. Ma ad oggi l'Asur Marche non ha ancora predisposto
una visita medica per controllare il mio stato di salute e accertare se
sono in possesso dei quattro requisiti richiesti dalla sentenza n. 242
/19 della consulta, sentenza che per legge è direttamente applicabile
dal giorno dopo della pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.
Ancora
non c'è il parere del comitato etico, perché non ci sono state le
verifiche necessarie. Non riesco a capire questo comportamento e la
scelta di non rispettare questo mio diritto e di violare una sentenza
della Corte Costituzionale.
Mario.