lunedì 16 agosto 2021

UNA BELLA NOTIZIA DAVVERO

"Poveri, giovani e disabili Superga


 sarà la loro casa"

Ernesto Olivero lo ha annunciato nel giorno dell'ingresso del Sermig a Superga, a 38 anni dal 2 agosto 1983, inizio dell'avventura all'Arsenale della Pace, allora diroccato arsenale di guerra: «Al primo nel nostro impegno vogliamo mettere le persone con disabilità, chi fa fatica ad accedere dove ci sono barriere architettoniche. Ne abbiamo parlato con le autorità, hanno capito. Prestissimo i disabili e i non vedenti, potranno gustare la bellezza di Superga. Per noi questo è un segno molto importante».

Non molte parole, ieri, nel giorno di un nuovo inizio per la Basilica e per la comunità del Sermig che ha accettato il grande compito di gestirla in tutti gli aspetti dopo l'addio dell'Ordine dei Servi di Maria. Per Olivero, per la sua più stretta collaboratrice Rosanna Tabasso, per gli amici, l'ingresso deve avvenire «in punta di piedi». «Volevamo che avvenisse nel silenzio, come 38 anni fa, ma nel silenzio - ha detto il fondatore del Sermig - non possiamo farlo venendo qui, in una basilica conosciutissima in tutto il mondo. Abbiamo tante idee, ma prima faremo e poi racconteremo. Ora entreremo in sintonia con le persone che stanno lavorando, con i volontari. Poi, strada facendo, metteremo al primo posto la Madonna: questa chiesa è stata fatta per onorarla, non dobbiamo dimenticarlo». Il Sermig, oltre a curare le celebrazioni religiose, si occuperà dell'accoglienza di pellegrini e turisti. Per Olivero «Le due cose possono stare insieme, l'essenziale è che la caratteristica della Basilica sia rispettata».

Sul piazzale, dove ieri mattina si è tenuto il simbolico abbraccio con i volontari, da vent'anni impegnati nell'accoglienza tra le navate e le tombe dei Savoia, l'arcivescovo Cesare Nosiglia ha sottolineato i numerosi motivi di interesse intorno al complesso settecentesco, compreso il ricordo del Grande Torino. «Ho pensato a lungo - ha detto - su chi avrebbe potuto gestirlo e mi sono rivolto al Sermig. Ritengo, infatti, che possa promuovere un utilizzo della chiesa, come degli edifici che la circondano, con una capacità di servizio culturale, umano e religioso insieme. Il Sermig ha già sei preti, da me ordinati e incardinati nella diocesi, che svolgono il loro ministero con grande qualità, ricchi di prospettive e idee positive. Poi, ho ritenuto giusto e doveroso mantenere un soggetto torinese per gestire questa basilica patrimonio della città e del territorio».

L'arcivescovo ha aggiunto: «Sono certo che il Sermig gestirà il complesso di Superga con grande responsabilità, promuovendone lo sviluppo e accogliendo con gioia tutte le persone. Sono anche certo che, mantenendo e sviluppando la specificità del luogo, aprirà anche molto ai giovani e ai poveri che potranno così usufruirne con le modalità umane, culturali e spirituali proprie del Sermig». L'arcivescovo e Olivero hanno poi incontrato i residenti di Superga. Da loro è arrivata una prima richiesta: che le campane di Superga possano di nuovo suonare, riparando il «castello» che le regge. «La Basilica è all'attenzione della Regione, delle fondazioni. Qualcosa si farà», ha assicurato Nosiglia.-

Maria Teresa Martinengo,

La Stampa, 3 agosto2021