50 ANNI di Psicologia a Padova e Roma
IL PROGRAMMA
Il
29 ottobre si festeggia l'anniversario dei
primi
corsi di laurea in Psicologia: le due
aule
magne delle Università di Roma
e
Padova saranno in collegamento
streaming
tra loro e con la comunità
degli
psicologi, docenti e studenti
(info
sui siti delle due facoltà).
Si inizierà alle 9.30 con la lectio magistralis di Santo Di Nuovo, presidente dell'Associazione italiana psicologi, cui seguiranno tre tavole rotonde per raccontare passato, presente e futuro del corso di studi e della professione e la psicologia come disciplina scientifica. A seguire, mostre e festeggiamenti in tutte e due le sedi
IL BOOM DEGLI ANNI NOVANTA
Quello
che non è cambiato dagli anni
Settanta
sono i buoni numeri: «Il successo del corso di laurea è stato
immediato, nonostante la stampa locale, a
tre
giorni dall'inizio delle lezioni, titolasse: "Incertezze sugli
sbocchi professionali» sorride Grassi. Il vero boom
degli
iscritti, però, è stato negli anni
Novanta:
«A un certo punto a Padova ci
siamo
trovati con più di diecimila
iscritti,
ed è stato così in tutta Italia».
Oggi
l'Ordine degli psicologi conta circa 120 mila iscritti: «È il
rapporto professionisti/popolazione più alto al
mondo.
Anche la crescita scientifica è
stata
notevole, con gli italiani riconosciuti a livello internazionale
forse
prima
che qui» chiosa Lucidi.
Cinquant'anni
di psicologia, forse,
sono
stati soprattutto questo: l'elaborazione di metodi di ricerca
sofisticati
e
la definizione di prassi cliniche basate su evidenze consolidate. Che
significa poi la costruzione di una scienza
moderna.
«Lo sviluppo delle neuro-scienze e le conquiste nella ricerca
computazionale
hanno dato nuovi contributi allo studio della relazione tra
mente
e cervello, che è uno dei punti
nodali
della psicologia» precisa Lucidi.
Fino
a qualche tempo fa le ricerche avvenivano con strumenti semplici, a
volte
persino artigianali: un disegno da
mostrare
al soggetto, un orologio con
cui
calcolare i suoi tempi di reazione.
«Oggi
abbiamo strumenti come la risonanza magnetica nucleare, la Pet, gli
elettroencefalogrammi
di alta precisione». Il risultato è una comprensione
sempre
più fine e affidabile del nostro
cervello,
quindi, in ultima analisi, della
nostra
umanità. Nessuno stupore, dunque, se, da mezzo secolo, le aule di
Psicologia sono piene di studenti.
Silvia Bencivelli, Il Venerdì 22 ottobre