Esortazione di Tagore
Non certo per distoglierci dalla preghiera, ma perché essa diventasse più autentica, il grande mistico induista un secolo fa scrisse queste righe. Rivolta al mondo di tradizione induista, l'esortazione può ricordarci il testo del profeta Isaia e invitarci a ritrovare la concretezza del vivere la nostra fede.
Ascoltiamo questa esortazione vibrante di Tagore.
Smettila di cantare i tuoi inni, di recitare le tue orazioni!
Chi adori in quest'angolo buio e solitario d'un tempio
le cui porte sono tutte chiuse?
Apri i tuoi occhi e guarda: non è qui il tuo Dio.
E' là dove l'aratore ara la dura terra,
dove lo spaccapietre lavora alla strada.
E' con loro sotto il sole e nella pioggia,
la sua veste è coperta di polvere.
Levati il manto sacro
e scendi con lui nella polvere.
Lascia le tue meditazioni, abbandona
i tuoi fiori e l'incenso!
Cha male c'è se le tue vesti
diventano sporche e stracciate?
Vagli incontro, sta' presso di lui
nel lavoro e nel sudore della fronte.