Comunità cristiana di base di via Città di Gap, Pinerolo
NOTIZIARIO DELLA CASA DELL'ASCOLTO E DELLA PREGHIERA
N°84 novembre '21
Per sfogliare il notiziario:
https://flipbookpdf.net/web/site/cedc7479b0dbc3c5773100a7af66aa8918df0293202111.pdf.html
In evidenza:
INCONTRI COMUNITA' IN SEDE E SU MEET
- 2, 23 e 30/11 h 21: gr. biblico del martedì
- 4 e 25/11 + 2/12 h 10: gr. bibl. del giovedì
- 7, 14, 21 e 28/11 h 10: eucarestie
- 9/11 h20:45 e 11/11 h10: inc. su morte
- 16/11 e 18/11: presentazione libro Guido
- 28/11 h 10:30: assemblea comunitaria
NOTIZIE DA GRUPPI E COLLEGAMENTI
- Incontro di preghiera islamo - cristiano
- Seminario cdb: sinodalità e sinodo
SPUNTI PER MEDITARE E RIFLETTERE
- La teologia è al servizio della prassi
- Fede e inquietudine
- Dove abita Dio?
DALLA NOSTRA COMUNITA'
- Questa comunità
APPUNTAMENTI COMUNITA' IN SEDE (v.Città di Gap) E SU MEET
N domeniche B: si ricorda che le eucarestie si svolgeranno tutte le alle ore 10 in modalità mista (in presenza e su meet), utilizzando il link meet.google.com/vpu-vkkh-wfm. Il gruppo biblico del giovedì alle ore 10 sarà solo in presenza in sede, mentre quello del martedì alle 20:45 si svolgerà in modalità mista (in presenza e su meet), utilizzando il link meet.google.com/qpe-wfjz-cdp.
MARTEDI' 2 NOVEMBRE h 20:45 – Gruppo biblico: introduzione di F. Barbero al Deuteroisaia (Isaia cc.40-55) e lettura c.40 (come tutti i martedì l'incontro sarà in modalità mista).
GIOVEDI' 4 NOVEMBRE h 10 – Gruppo biblico: introduzione di F. Barbero al Deuteroisaia (Isaia cc.40-55) e lettura del c.40 (come tutti i giovedì l'incontro sarà in presenza in sede).
DOMENICA 7 NOVEMBRE h 10 – Eucarestia: preparano Esperanza e Stefania (come tutte le domeniche l'incontro si svolgerà in modalità mista).
MAR. 9 h20:45 e GIOV. 11 NOVEMBRE h10 – Incontro su "la morte degli altri/e e la morte nostra", a partire dal testo "Quando i fratelli se ne vanno", ripubblicato su blog di Franco.
DOMENICA 14 NOVEMBRE h10 – Eucarestia (prepara Walter).
MAR. 16 h20:45 e GIOV. 18 NOVEMBRE h10 – Presentazione libro di Guido Piovano
DOMENICA 21 NOVEMBRE h 10 – Eucarestia (prepara Ines)
MARTEDI' 23 h20:45 e GIOV. 25 NOVEMBRE h10 – Gruppo biblico: Isaia cc.41-45
DOMENICA 28 NOVEMBRE h 10 – Momento di preghiera (preparano Antonella e Sergio)
DOMENICA 28 NOVEMBRE h10:30 - Assemblea comunitaria
MART. 30 NOVEMBRE h20:45 e GIOV. 2 DICEMBRE h10 – Gr. bibl.: Isaia cc.46,1-51,3.
ALCUNI APPUNTAMENTI con F. Barbero (in presenza e on line)
MERCOLEDI' 3 NOVEMBRE ore 17:30 – Gruppo di confronto sulla fede, la lettura biblica e la preghiera a Torino: presso la casa di Mario e Ilaria Valsania in via Mazzini, 28 (angolo v. accademia albertina), affrontiamo il tema "che senso ha leggere la Bibbia oggi?"
VENERDI' 12 NOVEMBRE ore 16:45 – Corso biblico di Torino: iniziamo la lettura della Lettera di Giacomo, presso la sala della libreria Claudiana in via Principe Tommaso, 1 a Torino.
NB: nel mese di novembre sono previsti diversi ulteriori incontri in videoconferenza e/o in presenza di cui non sono ancora stati definiti data e orario (per avere informazioni si consiglia di seguire il blog di Franco Barbero).
NOTIZIE DA GRUPPI E COLLEGAMENTI
Incontro di preghiera e riflessione in occasione della XX giornata del dialogo islamo – cristiano a Pinerolo
Nel pomeriggio di mercoledì 27 ottobre, in occasione della XX giornata internazionale del dialogo cristiano – islamico, come gruppo dell'amicizia islamico – cristiana del pinerolese, abbiamo organizzato un incontro di preghiera e riflessione interreligiosa a Pinerolo.
Dopo l'introduzione del coordinatore del nostro gruppo Giorgio D'Aleo e il saluto del vescovo di Pinerolo Derio Olivero, un membro del direttivo della comunità islamica di Pinerolo, Morad Chebbaki, ha recitato e commentato alcuni passi del Corano sul tema "pace, ambiente e giustizia". In seguito Franco Barbero, presbitero della comunità cristiana di base di via Città di Gap di Pinerolo, ha invitato a riflettere sul fatto che Dio ci spinge a percorrere una strada inedita e a comunicarci con franchezza le nostre speranze e le nostre difficoltà (vedi articolo pubblicato più avanti nella sezione "Spunti per meditare e riflettere"). In seguito don Paolo Scquizzato ci ha invitato a riflettere sul fatto che bisogna mettere al centro la comunione di tutto il creato, oltre alla creatura umana. Infine Franco Milanesi, nuovo assessore alla cultura del comune di Pinerolo, ha evidenziato come Pinerolo deve diventare sempre di più una città delle differenze che si confrontano, grande ricchezza per la crescita culturale dei suoi cittadini/e.
E' stata un'occasione per fare riemergere l'importanza del gruppo dell'amicizia islamo – cristiana, attivo da più di 10 anni nell'area pinerolese. Riteniamo fondamentale far maturare l'esigenza del dialogo interreligioso nelle singole comunità parrocchiali, territoriali e religiose dell'area pinerolese. Viviamo un periodo storico in cui il dialogo interreligioso può fare emergere nuove prospettive, anche perché le singole tradizioni religiose sono chiamate ad un confronto sempre più serrato con le nuove culture emergenti e con il fenomeno del secolarismo.
Seminario nazionale CdB del 4-5/12/21: "Sinodalità e sinodo, le CdB italiane riflettono e propongono"
E' stata buona la partecipazione agli incontri di ottobre: la presentazione on line di "Visitazioni" (scritto dai gruppi donne delle cdb e da molte altre) e la due giorni in presenza organizzata a Firenze dalla CdB dell'Isolotto sul tema "Ricordiamo Enzo Mazzi a dieci anni dalla morte".
Incontri preparatori al Seminario CdB del 4-5 dicembre 2021
E' stata buona la partecipazione agli incontri di ottobre: la presentazione on line di "Visitazioni" (scritto dai gruppi donne delle cdb e da molte altre) e la due giorni in presenza organizzata a Firenze dalla CdB dell'Isolotto sul tema "Ricordiamo Enzo Mazzi a dieci anni dalla morte".
Lunedì 15 novembre h20:45 (link: https://us02web.zoom.us/j/88329356594) III incontro su "Sinodalità ecumenica: una poetica mistico-politica", con Maria Soave Buscemi del CEBI (Centro Ecumênico de Estudos Bíblicos).
Programma del seminario nazionale CdB del 4 e 5 dicembre 2021 sul tema
Sabato 4 dicembre
h 15:30: collegamenti e saluti
h 16-19: relazioni e dibattito.
- CdB Isolotto: Racconto/testimonianza dell'incontro del 30 e 31 ottobre in ricordo di Enzo Mazzi
- Mauro Castagnaro: Presentazione della Rete Sinodo
- Paolo Zambaldi: Il percorso sinodale della Chiesa tedesca
- Luigi Sandri: L'avvio del percorso sinodale della Chiesa italiana
Domenica 5 dicembre
h 9: collegamenti e saluti
h 9:30-13: breve preghiera iniziale, relazioni e dibattito.
- Relazione del prof. Romano Penna sulla sinodalità nelle prime comunità cristiane
- "Cosa può offrire al cammino sinodale l'esperienza delle Comunità cristiane di base?"
Alcune CdB rileggono la loro storia nell'ottica di individuare ciò che la loro esperienza ha da proporre per il cammino sinodale della Chiesa che è davanti a noi.
1) "Le antiche comunità paoline e le CdB oggi": Antonio Guagliumi racconta l'esperienza della CdB di Roma (CdB "San Paolo" di Roma)
2) Tema da definire (CdB "Cassano" di Napoli)
3) Il nostro cammino con i gruppi LGBT+: Franco Barbero racconta l'esperienza delle CdB di Pinerolo (CdB di via Città di Gap di Pinerolo)
4) Il nostro cammino con i gruppi LGBT+: Maria Grazia Bondesan racconta l'esperienza della CdB di Piossasco (CdB di Piossasco).
SPUNTI PER MEDITARE E RIFLETTERE
La teologia è al servizio della prassi
"Dopo tutte le riflessioni precedenti su Gesù, il cristianesimo e la ortoprassi (= il coerente comportamento), non occorre ripetere che una autentica fede in Gesù è costitutivamente una opzione di prassi, un cambiamento radicale ed efficace di atteggiamento, quella "conversione" a cui faceva riferimento Gesù annunciando il messaggio del regno (Mc. 1,15).
Un'adesione a Gesù puramente intellettuale o sentimentale è illusoria, perché non termina al Gesù reale, il profeta nazareno, ma a un mito nato da ideologie che ci sono state imposte o da impulsi del nostro io. La famosa lettera di Giacomo denuncia con energia l'inganno di una fede aliena da quella prassi che Gesù rappresenta. "La fede, se non ha le opere, è morta fino alle midolla".
(da José M. Diez Alegria, "Il volto nascosto del cristianesimo", ed. Com - Nuovi Tempi, 1982, p.85)
"La prassi cristiana è, insieme, esistenziale e storico - sociale. Mantiene esigenze molto profonde nella sfera dei rapporti interpersonali, ma imposta con non meno vigore la necessità di prendere posizione nei confronti dei grandi problemi economici, politici, sociali.
La vera fede cristiana è fonte di pace, ma anche di inquietudine. Stimola la prassi sulla base di quella opzione per i poveri, gli oppressi e gli umili che è l'essenza del messaggio di Gesù, il senso della sua missione profetica. Non può essere fedele a Gesù chi tradisce la causa per cui è morto.
Ma la fede cristiana non fornisce ricette tecniche su ciò che dobbiamo o possiamo fare in ogni momento per camminare verso la meta. Su questo il cristiano (ciascun cristiano) è interamente responsabile, come il non cristiano. Deve analizzare e cercare per conto proprio, insieme con gli altri uomini, senza chiudersi in un ghetto ecclesiastico e, meno ancora, clericale".
(da José M. Diez Alegria, "Il volto nascosto del cristianesimo", ed. CNT)
Il quarto racconto, tratto dalle storie chassidiche, dice così:
Quando rabbi Jizchak Meir era un bambinetto, sua madre lo condusse una volta dal Maggid di Kosnitz. Qui qualcuno gli chiese: "Jizchak Meir, ti do un fiorino se riesci a dirmi dove Dio abita". Egli rispose: "E io te ne do due se riesci a dirmi dove non abita".
A poco a poco Dio è stato "estromesso" da casa sua. Per giusti motivi nel 1600 abbiamo creato la frase "etsi deus non daretur" (come se Dio non ci fosse). Dopo decenni di guerre di religione qualcuno disse: togliamo Dio dai luoghi e dalle questioni pubbliche, così riusciamo a ridurre i conflitti. Abbiamo iniziato a vivere la politica, l'economia, il lavoro…. come se Dio non ci fosse. Poi abbiamo iniziato a toglierlo dai fenomeni atmosferici, dalla natura. Poi dagli affetti, dalle relazioni. A poco a poco Dio è scomparso dalla nostra vista, dai nostri spazi. La grande domanda è diventata questa: "Che c'entra Dio?". Lui che c'entra con la nostra vita quotidiana? Così si è arrivati a fine ottocento con il grido "Dio è morto". Piano piano questa affermazione è diventata certezza comune. Abbiamo bisogno di recuperare il senso della Sua presenza. Non come presenza prevaricatrice, né come presenza deterministica, ma come incredibile presenza amorosa. "In lui infatti viviamo, ci muoviamo ed esistiamo, come hanno detto anche alcuni dei vostri poeti: Perché di lui anche noi siamo stirpe" (At 17,28).
(racconto tratto dalla lettera pastorale del vescovo di Pinerolo Derio Olivero)
La mixité nell'Islam
"Le reazioni del clero sunnita, in seguito all'esercizio dell'imanato della preghiera del venerdì di Amina Wadud davanti ad una assemblea mista negli Stati Uniti nel 2005, sono molto rivelatrici delle ragioni che li conducono a dichiarare interdetto il ministero religioso femminile....
Questi rappresentanti delle istituzioni religiose sunnite hanno messo in evidenza i seguenti argomenti.
In primo luogo, il corpo di una donna sarebbe provocante e potrebbe disturbare la concentrazione degli uomini durante la preghiera. Questo argomento evidenzia il rapporto di questi uomini nei riguardi delle donne ma, anche e soprattutto, riguardo a se stessi. Essi riducono la donna a un corpo che suscita il desiderio e che è sorgente di tutti i mali. Certuni giungono al punto di considerare che il diavolo si nasconda in questo corpo... Ciò che sfugge loro chiaramente, è che in realtà il problema non risiede in ciò è esteriore, ma piuttosto nella interiorità cioè nel loro rapporto con se stessi e la loro spiritualità...
Nella moschea sacra di La Mecca, gli uomini e le donne pregano insieme senza che questo faccia alcun problema... Aldilà di questo tipo di argomentazione, si constata la netta regressione e la degradazione dei rapporti tra i generi. Questo rivela la contraddizione degli studiosi religiosi e dei fedeli che sembrano non sopportare di vedere il corpo d'una donna nella moschea, sia che si tratti di donna Imame o di una donna che prega dentro l'assemblea.
Ora, la "mixité" è sempre esistita, fino ad oggi, nei luoghi santi dell'islam".
(da Kahina Bahloul, "Mon islam, ma liberté", ed. Albin Michel, p. 104-105)
Le donne imam nell'Islam
"Il tema delle donne imam suscita delle reazioni molto vive quando lo si richiama negli incontri religiosi, nei media e nelle traduzioni. Alcuni ci vedono una rinascita dello spirito egualitario al quale l'Inviato di Dio ha chiamato l'umanità e una rottura con le mentalità misogine, mentre altri ci vedono una innovazione contraria ai valori dell'islam... Riservare il compito di Imam agli uomini è una lettura degli uomini di legge di cui bisogna ben riconoscere che le questioni riguardanti le donne spesso non sono la loro prima preoccupazione".
(da Kahina Bahloul, "Mon islam, ma liberté", ed. Albin Michel, p. 103)
Pensieri sparsi sul gruppo dell'amicizia islamo-cristiano
Ho partecipato, come faccio da anni, nel gruppo dell'amicizia cristiano - islamica all'incontro di preghiera e dialogo di mercoledì 27 ottobre al circolo dei lettori. Faccio parte della comunità cristiana di base di via città di Gap a Pinerolo e ritengo essenziale la partecipazione delle donne a questi momenti ecumenici. Da anni noto una certa assenza delle presenze e delle voci delle donne islamiche anche nelle semplici riunioni del gruppo. Ho l'impressione che la presenza delle donne sia un'esigenza fondamentale per un dialogo vero, tanto più che in questi ultimi anni leggo che in parecchie parti del mondo donne islamiche hanno una presenza attiva e portano avanti una fede islamica davvero liberatrice e "parlante".
Spero che avremo modo, in uno dei prossimi incontri del gruppo, di parlarne tra uomini e donne.
Fiorentina Charrier
Incontro di meditazione e preghiera interreligioso: "Siamo tutti/e nella "benedizione"
In quel giorno ci sarà una strada dall'Egitto verso l'Assiria; l'Assiria andrà in Egitto e l'Egitto in Assiria e gli Egiziani renderanno culto con gli Assiri. In quel giorno Israele sarà il terzo con l'Egitto e l'Assiria, una benedizione in mezzo alla terra. Li benedirà il Signore, l'Altissimo, dicendo: "Benedetto sia l'Egiziano mio popolo, benedetto l'Assiro opera delle mie mani e benedetto Israele mia eredità" (Isaia 19, 23-25).
Isaia scrive in un tempo (740-700 a. C.) in cui le tre realtà nazionali citate erano nemici irriducibili. Eppure la "benedizione di Dio" abbatte i muri, le lotte, le incomprensioni e apre una strada e la tiene aperta.
Il vigore dell'immagine è evidente. Quando si diventa consapevoli che tutti/e siamo nella benedizione e che nessuno è l'unico destinatario e tanto meno nessuno la possiede in esclusiva, allora la strada dell'amicizia e del dialogo si può allargare di giorno in giorno.
A questa riflessione biblica aggiungo alcune righe profetiche del rabbino Jonathan Sacks:
"Ora è giunto il tempo per gli ebrei, i cristiani e i musulmani di dire ciò che non hanno detto nel passato: Siamo tutti figli di Abramo. E sia che siamo Isacco o Ismaele, Giacobbe o Esaù, Lea o Rachele, Giuseppe o i suoi fratelli, siamo tutti preziosi agli occhi di Dio. Siamo benedetti. E per essere benedetti non è necessario che qualcuno sia maledetto. L'amore di Dio non funziona in questo modo.
Oggi Dio ci chiama, ebrei, cristiani e musulmani, a liberarci dall'odio e dalla sua predicazione, e a vivere, finalmente, come fratelli e sorelle, fedeli alla nostra fede e ad essere una benedizione per gli altri a prescindere dalla loro fede, rendendo onore al nome di Dio onorando la sua immagine, l'umanità". ("Non nel nome di Dio", ed. Giuntina,2017, p. 280).
Aggiungo la riflessione della teologa musulmana Kahina Bahloul: "Oggi l'Islam nella sua realtà è soprattutto una spiritualità, una saggezza che alimenta la fede di milioni di persone nel mondo alla ricerca di una sola cosa: trovare la pace tra di loro e vederla realizzarsi in tutto il mondo" ("Mon Islam, ma liberté", p.61).
Franco Barbero
Dio si schiera: l'agenda della periferia
Se il Dio della Bibbia si è schierato con le persone ai margini, allora è chiaro che Dio continua a schierarsi con le persone emarginate ancora oggi, identificandosi con gli oppressi e sfidando gli oppressori.
Questa è la testimonianza biblica. La vera missione può essere compresa e sperimentata quando camminiamo con le persone ai margini, perché Dio è presente lì, perché Dio è con loro. Dio le ha scelte e ha detto: "Pace a voi". L'agenda della periferia - l'ardente desiderio di giustizia, pace, identità e diritto alle risorse-è in tal modo l'agenda di Dio.
Il vero futuro dell'umanità viene da qui e non dalle decisioni e dalle deliberazioni di coloro che dominano il mondo. E' a partire dal luogo della visitazione di Dio-i margini-che un nuovo mondo deve prendere forma. La missione deve iniziare in questo contesto.
(da Rafael Luciani, Concilium 3/2018, ed. Queriniana, p.109)
La verità dei personaggi biblici
"Dei diversi ingredienti utilizzati nella narrazione biblica, vi propongo di fare attenzione al ruolo dei personaggi. Nel cammino delle Scritture, infatti, incontriamo diversi personaggi, nei confronti dei quali inizialmente ci poniamo con la curiosità del turista di fronte all'abitante esotico di quel mondo straniero da lui visitato.
E così, anche noi osserviamo Abramo nella sua tenda da beduino, Davide nel suo palazzo, Daniele nella fossa dei leoni…. Siamo i turisti che osservano questo mondo diverso dal nostro.
Poi piano piano, grazie anche all'abile strategia narrativa, dispiegata con sapienza dall'autore del racconto, scopriamo che questi personaggi lontani, in realtà sono molto più vicini a noi di quanto pensiamo: ci fanno da specchio, ci parlano, ci aprono gli occhi su panorami sconosciuti, ci sollecitano a cambiare sguardo. Sono personaggi veri, quelli che noi incontriamo nel cammino biblico, ma non nel senso abituale dell'aggettivo. Noi pensiamo che sia vero qualcosa che possiamo verificare; qualcosa di realmente accaduto, che una telecamera ha ripreso. Si tratta di una concezione ristretta di verità, che data pochi secoli, a partire dal positivismo. Un'idea di verità che non funziona con i testi antichi e che rischia di farci mancare l'incontro con i personaggi biblici".
(da Lidia Maggi, "Fare strada con le Scritture", ed. Paoline, p.34)
NOTA: questa meravigliosa pagina della biblista Lidia Maggi è per me fondamentale per accedere alla Bibbia ponendo al centro la ricerca del messaggio. Come cultore del metodo storico-critico, sento prezioso questo richiamo che condivido totalmente. Taluni confondono il metodo storico-critico con una lettura positivistica e razionalista delle Scritture e così dimenticano che l'arte narrativa biblica trasmette un messaggio che va ben aldilà del dato storico o cronachistico.
Anche coloro che praticano in questo modo il metodo storico -critico si proibiscono l'accesso al messaggio e in qualche modo sono fondamentalisti al rovescio.
Franco Barbero
Aspettare Dio
La nostra vita religiosa è riconoscibile per l'immagine di Dio che l'uomo si crea. Penso al teologo che non aspetta Dio, perché lo possiede, rinchiuso in un edificio dottrinale. Penso allo studente in teologia, che non aspetta Dio, perché lo possiede, rinchiuso in un libro. Penso all'ecclesiastico che non aspetta Dio, perché lo possiede, rinchiuso in una istituzione. Penso al credente che non aspetta Dio, perché lo possiede rinchiuso nella sua propria esperienza. Non è facile sopportare questo non avere Dio, questo aspettare Dio. Non è facile predicare domenica dopo domenica, senza pretendere di possedere Dio e senza poter disporre di Lui. Non è facile predicare Dio a fanciulli e pagani, a scettici e atei e nello stesso tempo far loro comprendere chiaramente che noi stessi non possediamo Dio, che anche noi lo aspettiamo…. Noi siamo più forti quando aspettiamo che quando possediamo.
(da Paul Tillich, citato da H. Zahrnt, "Alle prese con Dio", ed. Queriniana, Brescia 1969, p.404)
L'analfabetismo religioso cattolico oggi
Raccomando di leggere a pagina 13 del quotidiano "Domani" (26 ottobre) i segnali inquietanti che riguardano la crisi dell'editoria cattolica che va di pari passo con l'analfabetismo religioso.
Tanto per partire da una constatazione, è evidente che il nuovo clero (quello dai 25 ai 70 anni) è progressivamente più analfabeta: tanto più si è giovani, tanto meno si legge e si studia. Esaurita l'età e la corrente conciliare, la cultura teologica ha subito un tracollo. Per questo a poco serve tutto il discorso del rinnovamento spirituale se mancano le basi culturali di chi la deve promuovere.
E' spaventoso parlare con preti sotto i 70 anni: è sparita la ricerca teologica e sono cresciuti il devozionalismo o/e il moralismo.
Una vera tragedia con poche e lodevoli eccezioni, che non bisogna dimenticare, anche in campo laicale. Una differenza positiva spesso è rappresentata dalle donne.
Franco Barbero
Davanti alla lettura del salmo 109
"Che farne di un salmo di vendetta all'interno della fede cristiana, laddove al cuore degli imperativi morali risuona: "Ama il tuo prossimo come te stesso"? Una preghiera che contraddice in modo violento l'imperativo dell'amore evangelico può essere ritenuta teologicamente corretta?
Si può immaginare una via d'uscita nel voltar pagina, dicendoci: eccolo qua, l'Antico Testamento, pieno di violenze e rumori di guerra... Grazie a Dio, Noi ce ne siamo liberati e abbiamo il Nuovo Testamento! Un simile salmo, dunque, sarebbe una moneta fuori corso, un po' come le precedenti monete europee sostituite dall'euro. Gesù gli avrebbe revocato la validità.
Rimarrebbe Il problema che, se crediamo che la Bibbia sia ispirata, non possiamo pensare che lo sia a intermittenza. Per cui non ci si può sbarazzare con un colpo di mano dei salmi di vendetta.
Del resto, dobbiamo ammettere che in un questo Salmo risuona la nostra ira. Siamo sorpresi non tanto di assistere a una crisi di rabbia, ma di ritrovarla nella Bibbia.
Chi non ha fatto esperienza di una simile in direzione?
Il desiderio di annientare i nemici non ci è estraneo; e se esitiamo confessarlo apertamente, nei periodi di conflitto violento, saranno i nostri sogni a farlo venire a galla.
Ebbene, queste parole crudeli, queste maledizioni proibite, sono talvolta nostre, sono anche delle preghiere bibliche.
Insisto su questo. Sfogliando il libro dei Salmi, si assiste un vero e proprio caleidoscopio di sentimenti: gioia, esultanza, immaginazione, emozione, tenerezza, perplessità, inquietudine, collera, esasperazione, furore…
Giovanni Calvino, il Riformatore, parlava dei Salmi come di un anatomia della dell'anima. Vi sfilano tutte le stagioni dell'umano. Meravigliosa libertà dei salmi!
In confronto, le nostre preghiere assomigliano a un colloquio impacciato, dal linguaggio stereotipato. I Salmi, invece, sono un invito a dirsi al cospetto di Dio per quello che si è.
Un invito a essere veri, dispiegando davanti a lui i nostri entusiasmi insieme alla alle perplessità, l'ira e le domande".
(Daniel Marguerat, "La preghiera salverà il mondo", ed. Claudiana, pp.65-66)
"Futura": un film collettivo di Pietro Marcello, Francesco Munzi e Alice Rohrwacher
Uscirà il 25 ottobre al cinema. E' un viaggio in Italia, da Verona a Bagheria, in più di venti città grandi e piccole. Sono interviste a ragazze e ragazzi che parlano di lavoro, scuola, paure, amore, amicizie, sogni. Le prime immagini sono girate al lago di Bolsena. C'è il sole. Un gruppo di adolescenti ride e scherza, è il gennaio del 2020. Subito dopo scoppia la pandemia e arrivano gli sguardi smarriti e spaventati, con le mascherine a coprire il volto degli studenti dell'istituto professionale di Cornaredo, vestiti di bianco, con il cappello da cuoco. Poi, passata l'illusione dell'estate, si torna all'inverno. "Tra isolamenti e aperture, restrizioni e divieti, abbiamo continuato il nostro viaggio, camminando di pari passo tra il futuro dei giovani e una moderna pandemia che ne mutava sogni e umori. Senza rendercene conto, questo film diventa il diario di uno stato d'animo contagiato". In tutte le interviste sorprendono la lucidità, la chiarezza con cui i ragazzi vedono le difficoltà e la mancanza di prospettive, la disillusione, perfino la rassegnazione. Si nota l'assenza della politica, nel senso di spinta al cambiamento attraverso la partecipazione alla vita collettiva. I registi sono a Genova per l'anniversario del G8, un anno e mezzo dopo aver cominciato il viaggio in Italia, e incontrano gli studenti che oggi frequentano la scuola Diaz. Colpisce il silenzio dei ragazzi quando gli chiedono che ne pensano di quello che è successo lì nel 2001, quando non erano ancora nati. "Non vi hanno mai raccontato niente?", "Sinceramente no", risponde uno di loro. Se nelle redazioni dei giornali e delle case editrici, nelle sedi dei partiti (almeno quelli più o meno a sinistra), nelle stanze dei sindacati, ai piani alti delle grandi aziende, nei centri studi, a Palazzo Chigi e nei ministeri più importanti, insomma se in tutti quei posti dove si cerca di capire che paese è, e sarà, L'Italia, quest'anno decidessero di guardar un solo film, sarebbe bello se fosse questo.
(da "Internazionale", 28/10/21)
Testimonianze e riflessioni dopo l'affossamento della legge Zan
Il 27 ottobre 2021 in Senato il ddl Zan è stato seppellito tra gli applausi e le dichiarazioni di giubilo di numerosi senatori e di alcuni alti prelati. Fa strano vedere tanta gioia mentre si nega alle persone LGBT, alle donne e ai disabili il diritto di essere protetti dalla cieca violenza dell'intolleranza, dell'omotransfobia e della misoginia. Come cittadini, come credenti, come figli e genitori siamo basiti e indignati. Come volontari de La Tenda di Gionata vogliamo raccontare, senza rabbia, ma con chiarezza, cosa sta suscitando tutto questo nella vita di tante persone.
Scrive Tiziana, una madre con un figlio LGBT: "Cari Senatori che pure per votare preferite nascondervi, sono una madre, ci siamo anche noi madri e padri di ragazzi e ragazze gay, lesbiche, bisessuali, transessuali, ecc.. ... non lo so se vi rendete conto che ogni vostro applauso è uno schiaffo in faccia ai nostri figli e a noi genitori, ci avete schiaffeggiati ieri, ci avete feriti, ma non ci avete uccisi perché l'amore è una forza molto più grande del vostro odio, potete ferirci fin che volete, ma non smetteremo di lottare per la libertà e la dignità dei nostri figli".
Aggiunge Paolo di Bologna: "mi ha colpito vedere membri del Senato esultare scompostamente... pensando al mio vissuto di un uomo di quasi 40 anni, che ancora porta le vive ferite ... vissute in vari ambiti, da quello parrocchiale a quello scolastico" dove "... capitava che un compagno di classe mi dicesse non guardarmi da frocio o mi sputassero addosso".
Riflette Carmine del Progetto Giovani Cristiani LGBT: "L'impressione che io ho avuto è che per loro non sia altro che un gioco atto a dimostrare chi abbia più potere, un urlo trionfale che acclama a gran voce "Io ho vinto e tu no!". Tuttavia, su quali basi poggia questo potere? Su quali allori si adagia questa grande dimostrazione di forza? ... Loro hanno esultato davanti alle violenze, io invece, nel mio piccolo scrivo queste parole, non perché debbano essere lette o prese per vere da tutti. Ma perché sia la mia vita a parlare per me".
Ricorda Marco, un padre di un ragazzo gay di Agedo Roma: "Ovviamente ero pronto all'insuccesso dell'approvazione del Ddl Zan… ma non credevo che al momento della visione dei risultati sullo schermo del Senato, avrei avuto per alcuni istanti i battiti del cuore accelerati. ... Un voto meschino, un voto segreto non potrà impedire per sempre il diritto di esistere ai nostri figli".
Per Gloria "il ddl Zan non è la legge che ci avrebbe risolto il problema del vivere, perché quello lo può risolvere solo Cristo. Ma essere trattati come oggetti senz'anima nella discussione di tale legge, quello sì, non aiuta a vivere".
Mentre Corrado e Michela Contini, genitori cattolici del Gruppo Davide di Parma e della Rete 3VolteGenitori, nella lettera aperta inviata ai senatori italiani gli hanno chiesto, ora "Chi difenderà i nostri figli e figlie LGBT? Chi li/le difenderà dalle ingiurie, dalle violenze (fisiche e psichiche), dai soprusi, dalle percosse dopo che il ddl Zan è caduto?".
Il Gruppo del Guado, cristiani LGBT+ di Milano constata amaramente che questa è "l'ennesima entrata a gamba tesa della gerarchia cattolica contro qualunque riconoscimento del fatto che l'esperienza degli omosessuali e dei transessuali debba essere non solo tollerata, ma anche riconosciuta, tutelata e valorizzata" così mentre "i nostri vescovi e i nostri preti si ritrovano sempre più soli in chiese sempre più vuote, la vita germoglia e fiorisce in luoghi inaspettati, come le tantissime piazze in cui all'inizio dell'estate scorsa, centinaia di migliaia di persone, in prevalenza giovani eterosessuali, hanno chiesto che venisse approvato subito quello stesso Disegno di Legge la cui bocciatura i vertici della gerarchia cattolica oggi salutano con favore".
E aggiunge don Paolo Cugini: "Mi rattrista il pensiero che una fetta di Chiesa abbia esultato per il risultato di ieri. Come si fa a non capire che c'è in gioco un pezzo di Vangelo? ... per far sì che nella comunità nessuno si senta escluso, anzi per mettere proprio le persone più emarginate al centro, proprio come faceva Gesù (cfr. Mc 3,1-6). Perché esultare, allora?".
Se volete ascoltare tutte le testimonianze che ci stanno giungendo, cliccate su https://www.gionata.org/tag/pauradichi/. Aprite il vostro cuore a chi con pazienza continua a "sognare" per rendere migliore la nostra società e le nostre chiese, anche col tuo aiuto. Perché se non lo faremo noi in primis, chi lo farà per noi? Se vuoi dona anche la tua testimonianza a tendadigionata@gmail.com, che pubblicheremo su gionata.org e se vuoi inviarla anche ai nostri senatori chiedici pure i loro indirizzi email, saremo lieti di girarteli. Camminiamo insieme perché ognuno di noi sia profeta del cambiamento. Accetti la sfida?
LA NOSTRA COMUNITA'
- Siamo partecipi di un momento storico pieno di contraddizioni e di speranze (tra G20 e Coop 26 di Glasgow) e la nostra fede esige che prima di tutto non disertiamo la vita, non fuggiamo dalla realtà, non ci giriamo dall'altra parte, che condividiamo le gioie e coltiviamo insieme la fiducia in Dio, in noi stessi e negli altri/e.
- Ci viene in questo tempo donata la possibilità di lasciarci raggiungere dalla lettura del libro di Isaia (Deuteroisaia, cc.40- 55) che sollecita alla fiducia e alla lode.
- Martedì 2 novembre alle ore 20:45 in sede e in collegamento e giovedì 4 novembre alle ore 10 nella sede di via Città di Gap 13 a Pinerolo, Franco presenterà una breve introduzione e la lettura del capitolo 40 che poi commenteremo insieme.
- Proprio in questi giorni Guido Piovano ci sta riproponendo la lettura in sette - otto puntate del libro: "Quando i fratelli e le sorelle se ne vanno", come una riflessione sulla realtà della morte e della fede nel Dio dei viventi. Sarà questa la tematica con cui ci confronteremo nel gruppo biblico di martedì 9 novembre e giovedì 11 novembre.
- Non siamo al centro del Creato, ma come umani e umane siamo centrali nella responsabilità. In questi anni ci è offerta l'occasione di collocarci al giusto posto nel creato e nell'assunzione delle nostre responsabilità personali e collettive. Per questo ci sentiamo parte delle ricerche di sentieri di salvaguardia del Creato.
- Dalla giornata intercomunitaria del 17 ottobre è emersa la comune volontà di un più concreto "camminare insieme" delle nostre comunità di Piossasco e di Pinerolo via città di Gap. In un prossimo incontro valuteremo quali passi concreti avviare in questa direzione.
- Ai fratelli e alle sorelle che soffrono nel corpo e nello spirito assicuriamo un saluto pieno di affetto.
Franco Barbero
Il nostro notiziario
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