Preparazione e apprensioni
Una preparazione senza dubbio maestosa e capillare che suscita ammirazione ma insieme anche un misto di smarrimento e apprensione per quella che Pietro Pissarra (“Le chirstianisme va-t-il mourir“ in Baptises.fr) dell'8 settembre 2021, chiama l'ultima tentazione. "L'ultima tentazione sarebbe minimizzare la portata del cammino sinodale riducendolo ad una faccenda interna, di organizzazione o a una campagna di marketing, per rilanciare un prodotto scaduto. E se, di fronte all'esodo silenzioso, alle chiese che si svuotano, il sinodo fosse l'ultima chances, il kairos da cogliere?”. Su Jesus di settembre 2021 è apparsa un'interessantissima intervista alla teologa francese Paule Zellitch presidente della Conférence catholique de baptisé-e-s francophones (Ccbf) impegnata dal 2010 per promuovere l'inclusione dei laici e delle donne nella chiesa, di cui fanno ora parte anche molti preti. Essa, per rendere l'idea dell'attuale situazione della chiesa cattolica, si serve di un doppio paragone che colpisce. Immaginate, dice, di vedere un prete che dal pulpito predichi in una lingua poco comprensibile a un uditorio muto e sconcertato, che piano piano si alza dei banchi per uscire dalla chiesa; o un circolo chiuso in cui i membri, tutti maschi, si confrontino soltanto fra di loro. "…Siamo arrivati al paradosso che, nella fede basata sulla parola, è proprio la parola dei fedeli che è stata confiscata. E’ una chiesa monocroma "…".I vescovi hanno assecondato la propensione di Wojtyla a ridurre l'influenza dei teologi e la possibilità di fare nuove proposte. Non c'è contraddittorio né dibattito, i discorsi sono piatti, e questo non è certo un segno di salute nella chiesa".
"I numeri parlano chiaro: oggi in Francia il 34% degli abitanti si dichiara cattolico ma soltanto il 2% è praticante; allora a chi parlano i vescovi?”. Anche i circa 10.000 casi di abusi sessuali perpetrati da membri del clero negli ultimi settant'anni contribuiscono alla generale crisi di credibilità dell’istituzione-chiesa.
Secondo Paule Zellitch bisogno coniugare la giusta verticalità con una sana orizzontalità. I laici e le donne in prima fila, sono stanchi di essere emarginati, trattati come bambini incapaci di prendere una direzione, e di vedere le loro competenze ignorate e i loro carismi sottovalutati. Ricorda che lo spirito soffia dove vuole e aggiunge: "Le gerarchie temono la libertà di pensiero dei laici: ma obbedienza non significa abdicare all'intelligenza e allo spirito critico, significa seguire Cristo". Rispetto a quelli ricordati per la Francia, i numeri della crisi in Italia possono sembrare un po' (solo un po') meno catastrofici ma, vista la tendenza degli ultimi decenni, si può temere che sia ormai solo questione di tempo. E’ fondamentale che almeno i credenti impegnati che sono forse meno numerosi di quelli ancora praticanti, ma l'unica speranza in vista del futuro, assumano senza timidezze le loro responsabilità ecclesiali, si sentano responsabili della sinodalità effettiva della chiesa e facciano sentire con spirito fraterno e senso critico la loro parola, anche e soprattutto quando può sembrare che la Chiesa non la richiede veramente e non la ascolti abbastanza.
Lilia Sebastiani
ROCCA 15/10