sabato 1 gennaio 2022

CANONE PER LA CELEBRAZIONE DELL'EUCARESTIA COMUNITARIA DI DOMENICA 2 GENNAIO 2022

 DIO STELLA CHE SPLENDE E CI PRECEDE


P. Saluto all’assemblea


BRANO MUSICALE


G. Signore, Dio dei cieli e delle terre,

Tu guardi anche a noi,

Tu sei la grande e splendente stella che ci precede

e ci accompagna nel pellegrinaggio della nostra vita.

Possa la Tua luce non abbandonarci mai

perché dense sono le tenebre, fitta è la notte,

molte le luci fatue e ingannevoli.


L1. Prima lettura - Isaia 60,1-6

Alzati, Gerusalemme, brilla di luce: perché la gloria del Signore risplende su di te e ti illumina. Le tenebre coprono la terra, l’oscurità avvolge i popoli. Ma su di te risplende la presenza del Signore che ti riempie di luce. I popoli cammineranno verso la tua luce, i re saranno attratti dalla tua splendida aurora.

Guardati attorno e osserva: il tuo popolo si è riunito, viene da te. I tuoi figli arrivano da lontano, le tue figlie sono portate in braccio. Quando vedrai questo sarai raggiante, sarai commossa, il tuo cuore scoppierà di gioia. I tesori delle nazioni affluiranno a te, ti saranno portati da oltre il mare.

Uno stuolo di cammelli ti coprirà, verranno le carovane di Madian e di Efa e tutte quelle di Saba. Porteranno oro e incenso, renderanno lode al Signore per quel che ha fatto.


L2. Salmo 122,6-9

Domandate pace per Gerusalemme:

sia pace a coloro che ti amano,

sia pace sulle tue mura,

sicurezza nei tuoi baluardi.

Per i miei fratelli e i mei amici

Io dirò: “Su di te sia pace!”

Per la casa del Signore nostro Dio,

chiederò per te il bene.


G. Pausa di silenzio

L3. Seconda lettura - Matteo 2,1-12

1 Gesù nacque a Betlemme di Giudea, al tempo del re Erode. Alcuni Magi giunsero da oriente a Gerusalemme e domandavano: 2 «Dov'è il re dei Giudei che è nato? Abbiamo visto sorgere la sua stella, e siamo venuti per adorarlo». 3 All'udire queste parole, il re Erode restò turbato e con lui tutta Gerusalemme. 4 Riuniti tutti i sommi sacerdoti e gli scribi del popolo, s'informava da loro sul luogo in cui doveva nascere il Messia. 5 Gli risposero: «A Betlemme di Giudea, perché così è scritto per mezzo del profeta:
6 E tu, Betlemme, terra di Giuda,
non sei davvero il più piccolo capoluogo di Giuda:
da te uscirà infatti un capo
che pascerà il mio popolo, Israele
».
7 Allora Erode, chiamati segretamente i Magi, si fece dire con esattezza da loro il tempo in cui era apparsa la stella 8 e li inviò a Betlemme esortandoli: «Andate e informatevi accuratamente del bambino e, quando l'avrete trovato, fatemelo sapere, perché anch'io venga ad adorarlo».
9 Udite le parole del re, essi partirono. Ed ecco la stella, che avevano visto nel suo sorgere, li precedeva, finché giunse e si fermò sopra il luogo dove si trovava il bambino. 10 Al vedere la stella, essi provarono una grandissima gioia. 11 Entrati nella casa, videro il bambino con Maria sua madre, e prostratisi lo adorarono. Poi aprirono i loro scrigni e gli offrirono in dono oro, incenso e mirra. 12 Avvertiti poi in sogno di non tornare da Erode, per un'altra strada fecero ritorno al loro paese.

Predicazione

Per la celebrazione di oggi ho scelto questi due brani che sono due “epifanie”, due manifestazioni.

Il brano di Isaia, nato probabilmente dopo il rientro da Babilonia e all’epoca della ricostruzione di Gerusalemme.

Il profeta sorretto dalla fede in Dio sogna che questa miserabile Gerusalemme che ha di fronte manifesti la sua potenzialità, i doni, le promesse di Dio. La sua non è una visione trionfalistica ma è la speranza in un futuro che Dio può donare.

Oggi che Gerusalemme è terra insanguinata da lotte spesso combattute in nome di Dio, come non desiderare una nuova “epifania” che fedele al sogno di Dio diventi “città della pace”.

Il secondo brano, tratto dal vangelo di Matteo, ci pone un interrogativo: “chi riconosce davvero Gesù?”

Il racconto fatto dall’evangelista è una bella novella che fa nascere Gesù a Betlemme per collocarlo nella discendenza di Davide e ci parla di magi venuti da lontano. Questi magi non sono turisti ma dei viandanti guidati dalla luce di Dio, e rappresentano tutte quelle persone che “vengono da lontano” che sono considerate lontane, escluse, emarginate.

Chi scrive colloca all’inizio della vita di Gesù ciò che è successo negli anni della sua esistenza, e ha ben chiaro il fatto che i potenti, i pii in larga misura lo hanno rifiutato, mentre è accolto dalle persone più povere, marginali, senza potere e senza “titoli” particolari.

Con la sua vita Gesù ci dice che chi è lontano non è perduto.

Dio chiama con qualche “stella” e per quanto gli uomini e le donne possano essere lontani, la “stella” di Dio li può raggiungere.

Quelli vicino che pensano di possedere le chiavi del Regno a volte non guardano più le stelle e possono chiudersi in un immobilismo religioso, a difesa delle proprie certezze e non scegliere i sentieri che Dio indica.

La scelta dei magi di mettersi in cammino, di fidarsi della proposta di Dio, di seguire la sua “stella” non è facile. Per affrontare il viaggio con le sue incertezze, i suoi pericoli, i suoi “trabocchetti” come quello teso da Nerone ai magi, è necessario guardare la stella del cielo, ma poi saper calcare concretamente la terra della vita quotidiana.

Nell’incontro con Gesù i magi sono invasi da una grande gioia, la stessa che possiamo provare noi quando ascoltando l’invito di Dio percorriamo nuove strade, intraprendiamo un cammino di amore.

Dio ci apre “altre strade” molto diverse da quelle dei potenti, ma una strada che ci porta all’incontro con Gesù testimone di Dio, che ci invita a uscire dalle nostre sicurezze e a tuffarci dentro la realtà.

Il periodo che stiamo vivendo mi ha portata a riflettere sull’importanza della luce… della pace. Quando ci sembra di essere nel buio totale Dio ci manda una luce che ci stimola a metterci in cammino, a vedere e a gioire delle cose belle che ci circondano e ci dà la forza per affrontare le difficoltà. Mi piace pensare che non ci lascia soli/e che ci accompagna e ci sostiene nel nostro cammino.

Liberi interventi

Brano musicale

G. Preghiera a voci alterne

  1. A Te, Padre, questa preghiera.

Venivo da lontano,

non riconoscevo i segni del Tuo amore.

Ora Ti prego, continua ad aiutarmi

per vedere il percorso iniziato.

Aiuta i miei passi vacillanti;

fa’ che si posino sulla strada della vita

con gioia, responsabilità e amore.


  1. Rendi i miei occhi vigili,

così potrò vedere la scia della Tua stella.

Rendi il mio cuore aperto ai messaggi di amore

che continuamente parlano di Te.

Ti ringrazio per le sorelle e per i fratelli

che hai messo sulla mia strada.

Per questo e per tanto altro Ti benedico,

Signore dei miei giorni.


G. Signore, veglia sul nostro cammino, ora e sempre.

Tu, sentinella e custode dei nostri cuori.


Memoria della cena di Gesù.


T. Eccoci davanti a Te, Dio del mondo e di tutte le creature.

Compiamo insieme quel gesto tanto semplice ed espressivo dello spezzare il pane che Gesù di Nazareth lasciò come testimonianza fondamentale e decisiva della sua vita.

Dacci la forza di continuare nel quotidiano questo stile di vita in cui riconosciamo la strada, il sentiero stretto ma praticabile; dei piccoli passi verso un mondo “altro


Preghiera di condivisione

Comunione

Brano Musicale

G. Facciamo strada assieme


  1. Camminiamo insieme:

che i più forti aspettino e aiutino

quelli che si trascinano.

Che i più solitari si volgano verso gli altri.

Che i più deboli accettino di appoggiarsi

su quelli che tendono loro la mano.

Che i più inquieti abbiano fiducia in Te.

Che quelli che nessuno ascolta mai, sappiano

che sarà fatto uno sforzo per tenere conto della loro parola.

Perché sei tu, Signore, che ci metti in cammino.

  1. Camminiamo insieme:

Che i più attivi si fermino per riflettere

e per valutare le cose da fare.

Che i più negligenti riprendano coraggio

e odano l’appello che Tu rivolgi a loro.

Che i più scettici si lascino portare dal tuo Spirito.

Che i più chiacchieroni si tacciano per ascoltare gli altri.

Perché sei tu, Signore, che ci metti in cammino. (Raccolta Cevaa 2006)


Preghiera spontanea


Padre nostro


BENEDIZIONE FINALE

T. Signore, Tu che hai detto ad Abramo: “Guarda il cielo e conta le stelle”, fa’ che nei giorni della nostra vita, mentre calchiamo la terra della nostra esistenza quotidiana, non ci dimentichiamo di guardare il cielo e “contare” le stelle che Tu ci regali: le persone che ci fai incontrare, le opportunità che ci offri, le occasioni che ci prepari, le proposte che ci fai giungere.

Soprattutto, Dio del mondo, fa’ che non cessiamo mai di ringraziarti per aver incontrato Gesù, colui che riflette per noi la luce del Tuo volto e indica il cammino della nostra vita.


Comunità Cristiana di Base - Via Città di Gap, 13 - Pinerolo

Franca Gonella – 2 gennaio 2022