martedì 1 febbraio 2022

La vergogna della morte senza fine dei migranti

Vincenzo Oliveri, Loreto

 

Ancora un barcone di migranti soccorso dalla guardia costiera italiana al largo di Lampedusa. A bordo 280 persone e tra loro sono stati trovati sette morti a causa del freddo. L'ennesimo episodio di una tragedia che sembra interminabile e che le menti ottuse continuano a classificare come una emergenza, nonostante non passi giorno che si abbiano notizie simili. Sette morti per i quali nessuno, dalle stanze della politica italiana, ha sentito la necessità morale e il dovere civico di spendere una parola. Eppure, quelle stesse stanze, solo pochi giorni fa, risuonavano dei toni accorati per ricordare l'esempio insuperabile di David Sassoli, un uomo che si batteva per i diritti di tutti gli uomini, specialmente i più sfortunati del mondo. Forse i politici sono troppo impegnati a mercanteggiare le spartizioni cui hanno legato l'elezione del nuovo presidente della Repubblica. Probabilmente, a occuparsi dei nuovi morti di Lampedusa sarà papa Francesco, ma il suo appello continuerà a cadere nel vuoto, toccando soltanto le coscienze di coloro che non hanno il potere per mettere fine a tali tragedie. Anche oggi, nel Mediterraneo, così come ai confini tra la cattolica Polonia e la Bielorussia, a quelli della Serbia, migliaia di migranti sfideranno la morte nel tentativo di realizzare il sogno legittimo di avere una vita migliore, lontano dalla miseria, dalla persecuzione, dalla violenza delle dittature.

 

Domani 27/01