Come pregare
"Così anche noi quando preghiamo Dio perché faccia smettere la guerra, perché intervenga a togliere la pandemia, perché ci perdoni dato che siamo cattivi con il nostro prossimo. Siamo convinti che solo pregando "così" Dio farà smettere la guerra, toglierà la pandemia e ci renderà buoni.
Ma se Dio è per sua "natura" buono (Dio è amore), non potrà non amarci "sempre" e "comunque". Come il Sole non può non sorgere ogni giorno - e non perché mi auguro che sorga - così Dio mi ama e vuole sempre il mio bene. E allora - ecco la domanda essenziale – perché "questo" Dio, che è buono per sua natura, non fa nulla?
Risposta, anche questa essenziale: Dio "non" risponde e "mai" risponderà al tuo e nostro posto. Dunque a questa preghiera "non risponderà mai", non perché non vuole rispondere (chissà per quale motivo…) ma non risponde per necessità interna, potremmo dire. Come Dio non può far sì che il vero sia falso, che 5+2 non sia 7, così Dio non può far sì che la sua "onni-potenza" (in tedesco: Allmächtig) sia esercitata come fosse una "mono-potenza" (in tedesco: Alleinmächtig), potente da solo.
La potenza di Dio è essenzialmente un "rendere potenti" le creature ad amare, volersi bene gli uni gli altri, ad essere ciò per cui sono create. Realizzare se stessi e fiorire. Questa è la potenza che si attribuisce a Dio. E noi che siamo a Sua immagine, siamo abitati ad agire con questo tipo di potenza, che non è "mono-potenza, potenza da solo, ma essere potenti-con-altri, facendo potenti le altre creature.
Con guerra e pandemia, Dio se n’è andato via! Dio non c'entra un bel nulla con la guerra, la pandemia… Non ha alcuna responsabilità e nemmeno deve essere "supplicato" (Kyrie eleison!) perché si coinvolga "di più" nella vita delle creature. Dio è da sempre coinvolto nella vita delle creature.
Le creature sono la mano di Dio il volto di Dio, il naso di Dio, il gusto di Dio, il braccio di Dio… Le creature sono "il corpo di Dio". Dio è Dio mai senza di noi. Pregare non è un atto "irrazionale" ma esprime la consapevolezza che siamo di natura divina.
Più che preghiere
poetiche/emotive, viviamo "poeticamente" nella
"póiesis"
dell'agire potente con cui Dio ha abilitato l'essere di noi creature.
Dall'intercessione alla consapevolezza…"
Paolo Gamberini, in Parole e Parole, Absi n. 33/2022