sabato 21 maggio 2022

GRATTERI NON E' SOLO: LA SOCIETA' CIVILE, ASSOCIAZIONI, SINDACATI DI POLIZIA ....UNITI AL SUO FIANCO

 “Uccidete pure noi” La società civile al fianco di Gratteri

Lucio Musolino

“Gratteri non è solo”. “Gratteri non si tocca”. Gli striscioni campeggiano sul lato della piazza dove si affaccia la Procura e dove si sono riunite circa 250 persone. Una ragazza tiene in mano un cartello. La frase è forte: “Se avete tanto piombo dovete uccidere anche noi”. Sulla testa, una corona di carta. C’è scritto “Io sono Gratteri”. Sindacati di polizia, associazioni varie, Libera, qualche politico. Non tutti perché a Catanzaro tra un mese si vota per il Comune. Al netto di qualche esponente di partito, sorridente nonostante i suoi noti rapporti con personaggi condannati per mafia, in piazza c’era soprattutto la gente comune. Forse meno di quanto ci si aspettava. È la “scorta civica” del procuratore di Catanzaro che ha voluto esprimere solidarietà al magistrato all’indomani della notizia arrivata oltreoceano ai servizi segreti italiani che la ‘ndrangheta sta progettando un attentato nei suoi confronti mediante un ordigno.

Tra i primi ad arrivare, don Pino De Masi, secondo cui “la storia dovrebbe insegnarci qualcosa”. Pio La Torre, il generale Dalla Chiesa, Falcone e Borsellino. “Sono morti perché noi non siamo stati vivi. – ha affermato l’esponente di Libera – Oggi siamo qui perché vogliamo essere vivi accanto al dottore Gratteri”. La solidarietà dopo la minaccia di attentato va bene. Inevitabile, però, che a margine del sit-in si discuta anche della scelta del Csm che ha bocciato la candidatura di Gratteri a capo della Dna.

“È la storia che si ripete – è sempre don Pino – Non possiamo accettare muti questa situazione. Lo Stato deve essere presente in modo serio”. L’altro De Masi, Nino imprenditore e testimone di giustizia, ieri era fuori dalla Calabria ma si è collegato telefonicamente: “Dobbiamo rivendicare – dice – il diritto di essere cittadini liberi”. Vincenzo Voce è tra i pochi sindaci presenti: “Io ci sono. Crotone c’è. La lotta alla ’ndrangheta si fa anche così. Gratteri bocciato dal Csm? Ancora prima non l’hanno voluto come ministro. Le persone che fanno sono scomode”. Durissimo con il Csm anche il presidente della Commissione antimafia Nicola Morra: “Forse quel Csm, che è nato da quegli accordi per cui Palamara ha pagato, doveva essere azzerato. È una domanda che in tanti hanno rivolto al presidente del Csm senza ottenere risposta”. “Se tutti noi avessimo il senso del dovere che ha Gratteri – aggiunge – la situazione sarebbe ben diversa”.

Per l’intera mattinata il procuratore è rimasto nella sua stanza a lavorare. Ha ringraziato tutti. “La gente – dice – ha voglia di cambiamento. È segno che non è masochista e non ha voglia di mafie”. “Gratteri non si tocca”. Il coro si sente ancora dalla sua finestra nonostante i vetri blindati. Scatta la domanda: sente la vicinanza della società civile più di quella dello Stato? “C’è una perfetta sinergia tra i vertici di carabinieri, polizia e finanza e questa Procura. Li sento vicini e sono molto presenti, mandano polizia giudiziaria di qualità e quindi sono loro grato”. I vertici delle forze dell’ordine sono solo una parte dello Stato. Gratteri lo sa bene. Il silenzio sulle altre istituzioni e sulla politica che dovrebbero essere al suo fianco non ha bisogno di spiegazioni. Non c’è più tempo e ci liquida: “Devo tornare a lavorare”.

Il Fatto Quotidiano, 14 maggio