lunedì 30 gennaio 2023

I PICCOLI ARRANGIAMENTI NON BASTANO

Respingere La tradizionale divisione tra "clero" e "laici" non significa diminuire l'importanza del ministero nella chiesa.

Una chiesa senza ministri è un'utopia destinata a non trovare spazio nella realtà.

Molte comunità di base farebbero bene a ricordarselo.

Ma è possibile che le comunità si diano dei ministri, uomini e donne, che non siano un clero, una casta sacerdotale.

Gli arrangiamenti al margine del sistema non servono che a coltivare affascinanti illusioni. Il compromesso delle formule, presente nei testi conciliari ha semplicemente rimandato ad altri tempi la soluzione dei nodi.

Del resto, con triste stupore, notiamo che parecchi preti sposati riducono la loro "battaglia" a poco più che essere "reintegrati" a pieno titolo nelle loro funzioni sacerdotali, senza quasi avvertire l'esigenza di ripensare radicalmente l'intera ecclesiologia.

 Il superamento della casta non avviene con qualche generosa "concessione" ai laici, ma ritrovando, ci sembra, il coraggio di una nuova obbedienza alla parola di Dio.

Finché la chiesa resterà una "societas inaequalis, come potremo testimoniare al mondo la fraternità che abbatte le barriere fabbricate dai poteri mondani ed ecclesiastici?

 E se dovessimo, per ritrovare il senso genuino del ministero superare la sua concezione gerarchica?

Forse non c'è richiesto nulla di meno. 


Franco Barbero, Fuori dal mondo non c'è salvezza, Ed. Qualevita, 1991, pagg.69-70