UNA CHIESA A PORTE E BRACCIA APERTE
di Sara Brizio
Nella diocesi di Fossano esiste un progetto "L'ANELLO PERDUTO" rivolto alle persone separate e alle coppie conviventi o risposate. Questo progetto accoglie le persone ferite dalla separazione e propone incontri, laboratori, celebrazioni per aiutare gli anelli perduti a reagire al fallimento del matrimonio e tornare a credere nella vita sentendosi ancora parte della comunità cristiana.
È un servizio offerto con grande discrezione, umiltà e senza pregiudizio.
Negli ultimi tre anni ho partecipato spesso alle iniziative appena descritte e sono entrata a far parte di un gruppo di separati che ha fatto un bel percorso di rinascita. Di recente abbiamo scritto una lettera al Papa per chiedergli di riceverci in udienza e "da pazzi" abbiamo espletato tutte le pratiche per inviarla.
5 giorni dopo l'invio, Papa Francesco ha telefonato personalmente al nostro responsabile diacono Paolo Tassinari per capire bene in cosa consistono le iniziative del gruppo, per incoraggiarci a continuare e per invitarci in Vaticano ad udienza!!!
Questa telefonata è stata una sorpresa del tutto insperata e una carezza al cuore dei separati che credono in una Chiesa a porte e braccia spalancate.
Qui di seguito trovate la lettera inviata al Papa
Caro Santo Padre,
siamo un gruppo di persone separate o divorziate che si sono conosciute seguendo un progetto della diocesi di Fossano (CN) "L'anello perduto".
Ognuno di noi ha sofferto e soffre profondamente per la condizione di separato/a che si trova a vivere. Nella separazione abbiamo subìto l'abbandono, il tradimento, lo smembramento delle famiglie, il crollo dei valori più profondi in cui credevamo, la perdita dell'identità e di tutte le sicurezze, la fiducia in Dio e a tratti la fede. In questo contesto traumatico, la Chiesa si è dimostrata in genere indifferente, quando non addirittura ostile, e Dio ci è parso lontano e distaccato.
Ciascuno di noi "procedendo a tentoni" è approdato a Fossano, dove "Dio si è fatto uomo in mezzo agli uomini" feriti dalla separazione attraverso l'equipe de "L'anello perduto", un progetto diocesano attivo dal '09 su mandato del Consiglio Pastorale Diocesano e Presbiterale e dell'allora Vescovo mons. G. Cavallotto, affidato a Paolo, ora diacono permanente. Queste persone ci hanno dedicato tempo, attenzione e ascolto con grande rispetto e discrezione; ci hanno proposto incontri con psicoterapeuti e motivatori, impegnati ad aiutarci a prendere coscienza della realtà, a reagire e riconoscere la nostra forza nell'andare avanti giorno dopo giorno nonostante le ferite e il disorientamento, a ritrovare il coraggio di guardare nuovamente la vita con speranza, ad alzare ancora gli occhi a Dio con fiducia… e una scintilla si è riaccesa nei nostri cuori.
Ci hanno spalancato le porte delle chiese, perché partecipassimo a Messe e Celebrazioni in cui abbiamo ritrovato un posto e un senso in seno alla Chiesa; ci hanno accolti fraternamente e hanno medicato le nostre ferite. Condividendo tutte queste esperienze è nato tra noi "anelli perduti" grande spirito di solidarietà ed amicizia.
Ora Santo Padre vista la Sua eccezionale umanità, la Sua spiccata sensibilità e disponibilità all'accoglienza, la Sua voglia manifesta di essere pastore in mezzo al gregge, ci permettiamo di chiederLe udienza privata per avvicinarci a Lei come segno tangibile dell'amore paterno e della misericordia di Dio per i suoi figli feriti. Compresi i nostri figli, saremo circa una settantina di persone: chiediamo umilmente soltanto qualche minuto del Suo tempo prezioso, per una preghiera ed una benedizione. Alleghiamo una fotografia di una parte delle persone coinvolte.
Con affetto e riconoscenza.
Fossano, 25/1/2016
(continua)
