venerdì 3 marzo 2023

 

Comunità  cristiana  di  base  di  via  Città  di  Gap,  Pinerolo

NOTIZIARIO DELLA CASA DELL’ASCOLTO E DELLA PREGHIERA

N° 99 marzo ‘23


In evidenza:

     INCONTRI COMUNITA’ IN SEDE E SU MEET

- 2, 8, 15, 22 e 29/3 h18: gr. biblici in sede

- 5, 12, 19 e 26/3 h 10: eucarestie

- 7, 14, 21 e 28/3 h21: gr. biblici on line

- 17/3 h 18: incontro di preghiera

- 26/3 ore 10:45: assemblea comunitaria

     RECENSIONI E SEGNALAZIONI

- J. Kampen, Matteo   

     SPUNTI PER MEDITARE E RIFLETTERE

- Il virus dell’indifferenza

- Un vero maestro: Enrico Galiano…

- Nicaragua: la repressione colpisce…

- Europa sempre più chiusa ai deboli

    DALLA NOSTRA COMUNITA’

- Questa comunità

 

APPUNTAMENTI COMUNITA’ IN SEDE (v.Città di Gap) E SU MEET

NB: Gruppi biblici: il martedì alle h21 solo on line (colleg. dalle h20:45 meet.google.com/qpe-wfjz-cdp) e il mercoledì alle h18 solo in presenza, presso la sede di via Città di Gap, 13 a Pinerolo.

Eucarestie: domenica h10 in sede e on line (colleg. dalle h9:45 meet.google.com/vpu-vkkh-wfm).

     GIOVEDI’ 2 MARZO h17:45 – Gruppo biblico: su Luca 18 (prepara Ada).

     DOMENICA 5 MARZO h10/11:30 – Eucarestia (preparano Anna, Fernanda e Sergio Serafino).

     MARTEDI’ 7 h 21 e MERCOLEDI’ 8 MARZO h 18 – Gruppo biblico: su Luca 19,28-20,26 (preparano il martedì Pierpaolo e il mercoledì Francesco).

     DOMENICA 12 MARZO h10/11:30 – Eucarestia (prepara Walter).

     MARTEDI’ 14 MARZO h21 e MERCOLEDI’ 15 h 18 – Gruppo biblico: su Luca 20,27-21,4 (preparano il martedì Antonella e il mercoledì Gilda).

     VENERDI’ 17 MARZO h18 – Incontro di preghiera (prepara Nara Zanoli).

     DOMENICA 19 MARZO h10/11:30 – Eucarestia (preparano Franco e Fiore).

     MARTEDI’ 21 MARZO h21 e MERCOLEDI’ 22 h 18 – Gruppo biblico: su Luca 21,5-38 (preparano il martedì Sergio Se. e il mercoledì Manuela).

     DOMENICA 26 MARZO h10/10:45 – Eucarestia breve (prepara Gilda).

     DOMENICA 26 MARZO h10:45/11:30 – Assemblea di comunità

     MARTEDI’ 28 MARZO h21 e MERCOLEDI’ 29 h 18 – Gruppo biblico: su Luca 22,1-38 (preparano il martedì Sergio Sp. e il mercoledì Walter).

ALCUNI APPUNTAMENTI con Franco Barbero

VENERDI’ 24 MARZO dalle h16,45 alle h18,30 – Corso biblico a Torino: discuteremo sul tema “Gesù in Luca: morte e resurrezione”. L’incontro ha cadenza mensile e si svolge c/o il saloncino della libreria Claudiana (via Principe Tommaso, 1 - Torino). Per informazioni contattare Anna Campora (3487136965) e/o Maria Zuanon (3497206529).

NOTIZIE DA GRUPPI E COLLEGAMENTI

11/3/23 – Incontro gruppo amicizia islamo - cristiana a Pinerolo

Finalmente, dopo un po’ di tempo, riprendiamo a vederci in presenza per confrontarci su questioni importanti: Ramadam e nuova Moschea, Giornata del Profugo e del Rifugiato, programmazione delle prossime attività, ecc.. Ci incontreremo sabato 11 marzo alle ore 15, presso la sede della comunità di base in via Città di Gap, 13.

18/3/23 – Presentazione del libro “Libertà in vendita” di Valentina Pazé

Il Gruppo donne Cdb “Viottoli” organizza la presentazione del libro di Valentina Pazè “Libertà in

vendita. Il corpo tra scelta e mercato”, ed. Bollati Boringhieri. Doranna Lupi dialogherà con l’autrice sabato 18 marzo alle ore 17:30, presso il Salone dei Cavalieri a Pinerolo

31/3/23 – Gruppo di lettura biblica a Torino

Continua l’esperienza di una “celebrazione domestica” e di lettura biblica a Torino, presso l’abitazione di Mario Valsania, in via Mazzini, 28 a Torino. L’incontro ha cadenza mensile (di solito l’ultimo venerdì del mese) e si terrà venerdì 31 marzo.

2-4/6/23 – 40° incontro nazionale delle comunità cristiane di base a Pesaro

Le comunità cristiane di base riprendono gli incontri nazionali in presenza. Il 40° incontro nazionale si terrà a Pesaro, dal 2 al 4 giugno 2023 e affronterà il tema “Una Costituzione per la Terra. Pace, giustizia, cura della casa comune”.

Pace e giustizia non saranno mai garantite dal perdurare dei nazionalismi, del capitalismo di rapina, di un’economia che non è cura della casa comune, ma brama di ricchezza e di potere da parte di oligarchie sempre più ristrette ai danni della comunità umana e della casa comune, la Terra. Le molte guerre in corso ne sono tragica testimonianza, un retaggio del passato che l’umanità deve abbandonare.

Solo un’economia di cura nei confronti della nostra casa comune può guidare l’umanità sulla strada della pace e della giustizia in tutte le relazioni, come ha ammonito anche l’enciclica Laudato si’ di papa Francesco. Ed è la strada su cui la Rete Sinodo delle realtà ecclesiali italiane vuole spingere il Sinodo della Chiesa cattolica.

Per tutto questo è illuminante e profetico il progetto che va sotto il nome di “Costituente Terra”, ideato e promosso “perché la storia continui”. In particolare il progetto propone “l’alleanza tra i popoli”, un costituzionalismo sovranazionale: l’Unione Europea ne è un tentativo in atto e “dobbiamo dimostrare al mondo che è possibile nei fatti”.

La Terra non è solo un ammasso di minerali e rocce: è un essere vivente di componenti interconnesse, è l’insieme indissolubile di tutto ciò che vi abita, contribuendo alla vita di ciascuna componente. Il progetto ci propone di considerarla un soggetto titolare di diritti: come esseri umani ne abbiamo la responsabilità e dobbiamo esserne consapevoli e coerenti.

 

Ecco in programma dei 3 giorni:

Venerdì 2 giugno

dalle ore 13:00 – accoglienza, sistemazioni, iscrizioni

ore 15:15 – inizio lavori: saluto della Segreteria, comunicazioni, informazioni organizzative

ore 16:00 – 18:30 UNA COSTITUZIONE PER LA TERRA - Pace, giustizia, cura della casa comune

intervengono: Luigi Ferrajoli, Sergio Paronetto, Letizia Tomassone

ore 21:15 – proiezione del docufilm “Le chiavi di una storia – la Comunità dell’Isolotto”

 

Sabato 3 giugno

ore 9:15 – 9:55: A che cosa servono le utopie – Valentina Pazé

ore 10:00 – 12:30 – lavori a gruppi

ore 15.15 – 15:55: Un tempo per tacere e un tempo per parlare (Qo 3,7) – Silvia Zanconato

ore 16:00 – 18:30 – lavori a gruppi

Domenica 4 giugno

ore 9:00 – 12:30 – Assemblea di condivisione eucaristica a cura del Gruppo Cristiano di Base di Ancona (all’interno dell’assemblea eucaristica saranno presentati in breve i lavori dei gruppi e ci sarà il momento della condivisione di riflessioni, testimonianze, preghiere, propositi per proseguire insieme).

Per iscrizioni all'Incontro Nazionale entro il 30 aprile 2023 – sito www.cdbitalia.it/incontro2023

per informazioni: e-mail: segreteria@cdbitalia.it

 RECENSIONI E SEGNALAZIONI

John Kampen, Matteo

Lo sviluppo del fenomeno delle sette in Israele è particolarmente accentuato nella seconda metà del periodo del secondo tempio e inizia a manifestarsi già nella prima età postesilica. Da questa prospettiva è più facile capire molti dei tentativi compiuti allora di riformare o rinnovare Israele. L'importanza di questo aspetto si è fatta più chiara con la scoperta dei testi delle grotte di Qumran, documenti importanti non soltanto per gli squarci inediti che aprono sulla vita delle sette, ma anche per la luce che proiettano sugli sviluppi letterali, ideologici, e sociali in corso tra la popolazione giudaica in questo periodo”. 

Con queste parole inizia un interessante e per certi aspetti inedito saggio, da pochi giorni in libreria, di John Kampen, professore ordinario di Interpretazione Biblica alla Methodist Theological School di Ohio. Kampen è tra gli studiosi più noti degli scritti di Qumran e della letteratura neotestamentaria, in particolare dei vangeli sinottici, così come la storia del giudaismo a cavallo dell'era cristiana nei suoi rapporti con la letteratura greca e romana coeva. Questo saggio “Matteo” edito da Paideia mette a frutto una grande dimestichezza con la letteratura dell'età del secondo tempio combinata con un'analisi articolata delle correnti e delle fazioni nella società giudaica del primo secolo, ci propone un'immagine inedita del vangelo di Matteo, fin dai tempi dei padri della chiesa considerato il più “giudaico” dei quattro vangeli canonici. 

Ne traspare una visione nuova di movimenti e di motivi salienti dell'opera matteana, dal discorso della montagna, alla concezione che il vangelo elabora dell'idea di comunità. Emerge con forza la natura dirompente del primo vangelo, illustrando in maniera netta i movimenti maggiori con cui Matteo polemizza: farisei, sadducei e scribi. Un saggio, che si legge come un romanzo, che ci fa entrare in modo inaspettato dentro un mondo, quello ebraico-palestinese del tempo di Gesù attraente e per certi versi affascinante, sia per gli addetti ai lavori sia per chi si avvicina per la prima volta ad un testo biblico.

(in libreria per Paideia edizioni, Torino 2022, pp.352, €48)

(recensione di Stefano Zecchi, da “Rocca” del 1/2/23)

SPUNTI PER MEDITARE E RIFLETTERE

Il virus dell’indifferenza

È noto che il termine latino virus significa "veleno", ossia un organismo che origina molte malattie negli esseri viventi e mostra la sua forza attraverso il contagio che si diffonde e minaccia la vita.

L'esperienza che stiamo facendo della pandemia dovuta al Covid 19, esperienza dolorosa e faticosa che tocca tuta la nostra convivenza, ci rivela come l'aria può essere ammorbata e diventare sempre più mortifera.

Per questo possiamo fare del virus anche una parabola, applicata soprattutto all'indifferenza, malattia che si è dilatata nella nostra società occidentale e che giorno dopo giorno minaccia la possibilità della buona convivenza, facendoci precipitare nella barbarie.

L'indifferenza è restare insensibili a ciò che accade fuori di noi, non riuscire più ad ascoltare le grida di chi ci invoca e ci chiama accanto, la durezza del cuore che non ci fa più conoscere viscere di compassione.

L'indifferenza diventa un habitus del disinteresse per gli altri e impedisce ogni coinvolgimento. Non l'odio, ma l'indifferenza è l'opposto dell'amore fraterno.

Si taccia attenzione: non si tratta di spegnimento di desideri e interessi, ma piuttosto di una riduzione di desiderio e interesse al proprio io, in una dinamica di philautia, di egoismo in cui ognuno pensa a se stesso e non è più capace di pensare anche per gli altri e con gli altri, non è più capace di dire "noi".

L'indifferenza regna così nel nostro quotidiano. A un certo punto ci abituiamo a vedere e rivedere ciò che inizialmente ci ha turbato, non reagiamo più, perché non siamo più scandalizzati del male che incontriamo.

L'abitudine provoca l'insensibilità e l'insensibilità l'indifferenza.

La pandemia che torna a travolgerci cattura l'attenzione, rinnova le paure, rende più faticose le giornate e anche per questo non abbiamo più spazio di attenzione per quello che avviene ancora nel nostro Mediterraneo: un mare la cui vocazione è quella di essere un ponte tra terre diverse e invece si mostra una fossa comune per naufraghi in fuga da guerre, fame, situazioni di oppressione.

Certo, se tra le vittime di questi naufragi - più di mille persone quest'anno - ci sono bambini piccoli, allora si assiste a uno scoppio transitorio di sentimenti di indignazione e si levano voci affinché i governanti intervengano.

Il bimbo siriano riverso sulla spiaggia di Lesbo di qualche anno fa, il piccolo guineano di sei mesi annegato sul seno della madre nei giorni scorsi, diventano un'icona che turba i cuori e una fonte di elegia retorica.

Ma è questione di qualche giorno, poi tutto è dimenticato, e nulla accade affinché ciò non si ripeta. In tal modo l'indifferenza crea gli "invisibili", quelli che con la loro sofferenza ci disturbano, che dunque preferiamo non vedere.

In molti diciamo che è intollerabile, vergognoso, ma nel dirlo misuriamo la nostra impotenza e siamo solo più tristi nel constatare che nel mare dell'indifferenza si affoga molto di più che nel mar Mediterraneo.

(di Enzo Bianchi, da "la Repubblica" del 16 novembre 2020)

Un vero maestro: Enrico Galiano, insegnante e scrittore

Io glielo dirò, domani, cosa avete fatto: entrerò in classe e leggerò ai miei studenti le dichiarazioni del ministro che ha detto: "Io non partirei se fossi disperato perché sono educato alla responsabilità".

Le leggerò e mi siederò lì ad ascoltare cosa hanno da dire. Hanno 12 anni i miei studenti. Ed è giusto che sappiano: lo vedranno da soli che avete fatto arrestare chi voleva salvare delle persone. Che avete scritto e detto cose orrende, che avete l'anima sporca di parole che nessuno potrà cancellare.

Glielo dirò: che avete costretto in porto le navi che avrebbero potuto salvarli. Che sono anni che usate la vita delle persone per raccattare quattro voti in più. Che cosa avete fatto. Cosa abbiamo fatto in realtà, perché siamo tutti responsabili.

Glielo dirò: che quelli che c'erano prima non erano così diversi, solo che sapevano nasconderlo meglio. E mandatemi la Digos, mandate chi volete toglietemi la cattedra, la classe.

Alla fine è tutto quello che sapete fare: usate usare la forza con i più deboli. Con quelli davvero forti non ci provate neanche.

Sospendetemi pure: voglio poter dire a mia figlia, quando sarà grande e vedrà cosa stava succedendo in questi giorni, in questi anni, quando mi chiederà dov'ero, voglio l'orgoglio di poterle rispondere, a testa alta: dall'altra parte.

Lorenzo Stosa: di fronte alle allucinanti parole del ministro Piantedosi, un professore di Pordenone e scrittore affermato, Enrico Galiano, ha preso una posizione durissima sul ministro, sui migranti, sul concetto di umanità. Esattamente quello che vorrei facesse o dicesse un insegnante della scuola pubblica.

Nicaragua: la repressione colpisce anche la chiesa. Condannato mons. Alvares

MANAGUA-ADISTA - Sconfinate, innumerevoli e per ora inarrestabili le manifestazioni di solidarietà verso il vescovo di Matagalpa, mons. Rolando Alvarez, che giungono da Chiese e istituzioni nazionali e internazionali. Il vescovo nicaraguense è stato condannato - in seguito a un processo velocissimo, senza le dovute garanzie, viene detto - a ventisei anni di reclusione per “tradimento della patria”, “lesione dell'integrità nazionale” e “diffusione di notizie false”. Secondo fonti giudiziarie interpellate da El Pais, la Procura “fabbrica le prove” contro il vescovo Alvarez, sulla base delle sue omelie critiche diffuse sui social network al fine di “destabilizzare” il governo. Nient'altro che “un grande cospiratore”.

  Ad Alvarez è stato offerto, in alternativa alla detenzione, l'esilio. Il suo rifiuto di “abbandonare la patria” è stato netto. La sentenza e il suo fermo atteggiamento lo hanno ora reso il principale simbolo dell'opposizione interna rimasta nel Paese, nonché della resistente della Chiesa cattolica. Il vescovo sarebbe potuto salire sull'aereo per Washington come gli altri 222 prigionieri liberati ma estromessi dal Paese e privati di tutti i diritti politici (ora il governo di Madrid ha offerto loro la nazionalità spagnola), una parte delle centinaia di oppositori arrestati nel contesto della repressione seguita alle proteste scoppiate nel 2018 contro il presidente Daniel Ortega e la vice presidente e moglie, Rosario Murillo, al potere dal 2007 e successivamente rieletto in contestate elezioni.

   In queste settimane il Vaticano, che da marzo 2022 non ha un nunzio a Managua dopo l'espulsione di Waldemar Stanislaw Sommertag, “ha cercato intensamente” - scrive Il Sismografo - una soluzione "modello Baez", vale a dire far uscire dal Paese il vescovo presentando il suo comportamento come un generoso gesto del prelato in risposta ad una richiesta del Vaticano, possibilmente del Papa stesso. Si dice che sarebbe stato un contributo della chiesa per abbassare le gravi tensioni che sconvolgono da oltre cinque anni la società nicaraguense. Ma un "ordine" in tal senso non è mai (o ancora) giunto dalla Santa Sede. Giunse invece nel 2019, va qui ricordato, per mons. Silvio Josè Baez, vescovo ausiliare di Managua, aperto oppositore del regime della coppia Ortega-Murillo, molto attivo nei social network, dove non ha mai smesso di denunciare gli eccessi governativi.

  Il 12 febbraio papa Francesco, cui è stato spesso rimproverato il silenzio sulla crisi del Nicaragua e sull'attacco che lì subisce la Chiesa cattolica, ha espresso la sua “preoccupazione” per “il vescovo di Matagalpa, monsignor Rolando Alvarez, a cui voglio tanto bene” e per “le persone che sono state deportate negli Stati Uniti. Prego per loro e per tutti quelli che soffrono in quella cara nazione”, chiedendo “l'intercessione dell'Immacolata Vergine Maria, perché apra i cuori dei responsabili politici e di tutti i cittadini alla sincera ricerca della pace che nasce dalla verità, dalla giustizia, dalla libertà e dall'amore e si raggiunge attraverso l'esercizio paziente del dialogo”.

   Il calvario del vescovo di Matagalpa è iniziato nell'agosto scorso, quando è stato costretto dalla polizia a rimanere chiuso in casa sotto assedio insieme a una decina di suoi collaboratori. 7 di questi - Ramiro Tijerino, rettore dell'Università Juan Pablo II, José Luis Diaz e Sadiel Eugarrios, primo e secondo vicario della cattedrale di Matagalpa, Raul Vega, e i seminaristi Darvin Leiva Mendoza e Melkin Centeno, oltre al diacono Sergio Cardenas - sono stati processati a porte chiuse il 10 febbraio scorso e condannati a 10 anni di reclusione (uno fra costoro non ha accettato di riparare a Washington). Una sentenza bollata, riferisce Avvenire, come una “aberrazione giuridica” dal Centro Nicaraguense per i Diritti Umani (Cenidh), che ha denunciato “la nuova azione repressiva” svolta da “vari giudici che stanno aggiungendo l'interdizione politica a sentenze già passate in giudicato”.

 

Ortega in altalena con la Chiesa cattolica

   Non c'è forse altro paese al mondo i cui rapporti con il Vaticano sono così ai ferri corti, e con azioni così decise. Le condanne di questi giorni sono state peraltro precedute dall'espulsione dal Nicaragua, nel 2018 di un sacerdote colombiano e un salvadoregno; nel 2022, del nunzio apostolico Sommertag e di 18 suore dell'ordine delle Missionarie della Carità, fondato da Madre Teresa di Calcutta; e, sempre l'anno scorso, dalla chiusura di 9 radio cattoliche e 3 canali cattolici, tolti dalla programmazione televisiva in abbonamento. E' stato anche posto un alt a processioni e pellegrinaggi.

  Qual era la situazione fra le due istituzioni prima del 2018? “Ortega ha sempre cercato di approfittare dell'intenso rapporto dei nicaraguensi con la religione - scrive El País -. Ci ha provato avvicinandosi, con un perfido calcolo politico, al cardinale Miguel Obando y Bravo, suo acerrimo nemico negli anni Ottanta [all'epoca della rivoluzione sandinista], quando fu deposto dalla guida dell'arcidiocesi di Managua [le sue dimissioni, all'età di 79 anni, risalgono al 2005, la morte al 2018], la principale del Paese, da un moribondo Giovanni Paolo II. La sua caduta in disgrazia è stata l'opportunità di Ortega di raggiungere e attirare il favore della Chiesa”. Tanto che, seguita il quotidiano spagnolo, Obando divenne suo consigliere spirituale, sposò Ortega e Murillo nella fede cattolica e chiese perdono per gli "errori del passato". Quando Ortega è tornato al potere nel 2006, il cardinale era parte attiva del governo come capo della Commissione per la pace e la riconciliazione, le cui funzioni in Nicaragua non sono mai state chiare. Quell'alleanza andò a vantaggio dell'ex guerrigliero, ma ben presto all'interno della chiesa si levarono voci critiche nei confronti del comandante. Dopo la morte di Obando, il rapporto Stato-Chiesa ha cominciato a deteriorarsi e Ortega ha iniziato a vessare i vescovi i critici. Sua moglie ha poi cercato il favore degli evangelici, la cui presenza in Nicaragua sta crescendo inarrestabile”.

 (di Eletta Cucuzza, da “Adista Notizie” del 25 febbraio 2023)

Europa sempre più chiusa ai deboli

Al consiglio europeo del 9 febbraio ha prevalso la linea dura contro l’immigrazione, scrive Euronews. Allarmati dalle cifre diffuse dalla Commissione europea, secondo cui nel 2022 le richieste di asilo presentate nell’Unione sono salite a 924mila, il dato più alto dal 2016, i leader europei vogliono accelerare il rimpatrio dei richiedenti che non ricevono lo status di rifugiati (il 61 per cento del totale secondo Bruxelles), facendo pressione sui paesi d’origine
attraverso le politiche commerciali e gli aiuti allo sviluppo, e stilando una lista comune di paesi terzi considerati sicuri.
 Inoltre hanno chiesto alla Commissione di stanziare fondi per rafforzare le barriere e i sistemi di sorveglianza alle frontiere esterne dell’Unione, e hanno sottolineato il bisogno di “rafforzare la cooperazione” nelle operazioni di salvataggio nel Mediterraneo centrale, un riferimento alla regolamentazione delle attività delle ong chiesta dal governo italiano.
(da “Internazionale” del 21/02/2023)

Controsenso

"Ci sono migliaia e migliaia di persone che vivono una vita di calma, stridente disperazione, impegnate per lunghe pesanti ore in lavori che odiano, per poter comprare cose che non gli servono, per fare bella figura con persone che nemmeno gli piacciono".

Nigel Marsh

Ciechi

"Secondo me non siamo diventati ciechi. Secondo me lo siamo. Ciechi che vedono, ciechi che, pur vedendo, non vedono ".

José Saramago 

DALLA NOSTRA COMUNITA’

Questa comunità

  • Viviamo, spero con intensità e fiducia, il tempo che si apre davanti a noi. Sarà una stagione politica ed esistenziale in cui dovremo accorgerci che esistono l'Africa, il Qatar, il Myanmar, il Congo, il Brasile, oltre all'Ucraina, l'Europa e gli USA. Informarsi, documentarsi è un'impresa difficile ma non impossibile.
  • Sogniamo insieme per le nostre comunità e penso che sia l'ora di un passo di ulteriore crescita umana, evangelica, comunitaria nell'umiltà e nella fiducia in Dio e nella fiducia reciproca. Parecchie persone hanno dimostrato interesse al nostro cammino comunitario.
  • Propongo, intorno ai giorni di Pasqua, una “giornata dei piccoli sogni da attuare nella vita quotidiana e comunitaria”.
  • Nelle nostre comunità, come in tanti altri spazi comunitari, mentre il sinodo muore, c'è un vivo desiderio di cercare, agire e fioriscono tante piccole iniziative.
  • Guai a chi non dà voce ai suoi sogni di amicizia di solidarietà, di impegno per la giustizia e la pace.
  • Chiudendo non posso non ringraziare per l'affetto, il sostegno economico e l'aiuto ricevuto con tanta generosità.

Franco Barbero

Il nostro notiziario

Grazie alla spedizione via e-mail abbiamo ridotto il numero di copie cartacee del notiziario. Per ricevere il notiziario via e-mail contattare Francesco (320-0842573).

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