“ORA I PROFUGHI SONO PARTE DI NOI”
Ormea, Val Tanaro, settembre 2015. Il prefetto di Cuneo annuncia l'arrivo di una trentina di richiedenti asilo. La città si divide: si teme per il turismo locale.
Ad un anno di distanza, Ormea è modello di accoglienza: lavoro, integrazione, nessun disordine.
Dice il sindaco, Giorgio Ferraris: «Il turismo, nostra principale fonte di sostentamento, non ha avuto danni dalla presenza dei ragazzi dal colore della pelle diverso da quello a cui eravamo tradizionalmente abituati. Abbiamo scelto una gestione pubblica diretta dell'accoglienza, unico caso a mia conoscenza, senza intermediazione di privati o coop, perché abbiamo ritenuto garantisse condizioni migliori a ospitati e comunità. Con quanto erogato dalle Prefetture, siamo riusciti a sistemare la struttura e ad assumere persone con il compito esclusivo di stare con i ragazzi, parlare in italiano e accompagnarli nelle varie attività».
Con i fondi ricevuti è stato ristrutturato l’ex ricovero e 10 persone lavorano a garantire l’ospitalità a 35 giovani dell’Africa subsahariana. Quasi tutti i ragazzi sono impegnati nella manutenzione del patrimonio pubblico che diversamente non si potrebbe fare. Ora, con la Regione, parte un progetto di pulizia di castagneti abbandonati, messi a disposizione da privati, seguirà la raccolta e la vendita delle castagne. 20 ragazzi nella locale Scuola Forestale impareranno a fare i muri a secco, tradizionali del paesaggio agricolo».
Dice ancora Ferraris: «Abbiamo cercato di fare il possibile per tutelare la sicurezza e la tranquillità della comunità e dare un’accoglienza dignitosa e utile ai ragazzi che ospitiamo».
ACCOGLIENZA O BUSINESS?
Borgo Mezzanone (Foggia), Centro d’Accoglienza per Richiedenti Asilo (terzo Cara d'ltalia per dimensioni): Fabrizio Gatti, giornalista dell’Espresso, vi ha vissuto in incognito per un’intera settimana da finto profugo, per un reportage pubblicato sull’Espresso del 12 settembre.
Dice Gatti: «Come si entra? Non è difficile. Lo fanno tutte le notti, dai quattro buchi aperti nella recinzione, sotto le telecamere e i fari sempre accesi, i gangster della mafia nigeriana alla ricerca di ragazzine africane da far prostituire. Lo fanno i caporali all’alba quando devono reclutare centinaia di schiavi per l’agricoltura pugliese. Lo fanno perfino mute di cani randagi. Ho mangiato, ho dormito. mi sono servito. Mi hanno anche interrogato gli sgherri dei boss nigeriani. Sono loro a controllare cosa accade. Gli agenti, pagati con le dovute indennità di missione, non si muovono dall’ingresso, nemmeno i soldati dell'esercito si spostano dal cancello. Può entrare e uscire chiunque».
Il ministero dell’Interno e la Prefettura pagano 22 euro al giorno a persona, 22mila euro ogni 24 ore per i mille ospiti del Centro, tenuti ammassati nelle camerate su pezzi di gommapiuma, come stracci. Molti di loro cucinano per terra, su serpentine pericolosamente attaccate alla presa elettrica. E poi ci sono 500 abusivi...
Continua Gatti: «I bilanci della cooperativa cattolica Senis Hospes, la società che gestisce il Cara, invece galoppano: fatturato in aumento del 400% in due anni, dipendenti passati da 109 a 518. Il presidente è un manager cresciuto sotto l’ombrello di Comunione e Liberazione. Ma ha ricevuto l’appalto dal consorzio Sisifo di Palermo, una sigla rossa della Lega Coop».
Ultim’ora: Cantone indaga...
UNA VITA COL DIAVOLO
Già nel 1967 Fabrizio de Andrè cantava Preghiera in gennaio, poesia scritta per la tragica morte dell’amico Luigi Tenco: "Quando attraverserà / l’ultimo vecchio ponte / ai suicidi dirà / baciandoli alla fronte / venite in paradiso / là dove vado anch'io / perché non c’è l’inferno / nel mondo del buon Dio”. E se non c’è l’inferno, non c’è neanche il diavolo.
Padre Gabriele Amorth, il sacerdote paolino, esorcista della diocesi di Roma, morto di recente, avrà ormai fatto egli stesso questa felice scoperta ed è ora nell’abbraccio della misericordia di Dio, dopo una vita vissuta nell’ossessione della presenza di satana. Purtroppo la gerarchia cattolica ed anche papa Francesco, continuano a dare spazio alle fantasie di tanti preti che anziché annunciare un messaggio liberante sono ostaggio di paure malate. Scrive don Barbero “La paura fa clienti, la conoscenza biblica fa credenti adulti".
GIOVANI CREDENTI LGBT SI INCONTRANO A FIRENZE
Il neonato Progetto Giovani Cristiani LGBT che si rivolge ai ragazzi fra i 18 e i 35 anni, alle loro esigenze, alle loro domande sull’essere cristiani ed omosessuali, bisessuali, transessuali, organizza tre giorni di ritiro, sul tema “Far fruttificare i propri talenti”, che si svolgerà dal 28 al 30 ottobre prossimi a Firenze, in collaborazione con il Gruppo Kairos, “storico” ritrovo dei fedeli omosessuali e transessuali del capoluogo toscano.
Per info:
progettogiovanicristianilgbt@
SCHIERAMENTI
Gli schieramenti mi fanno ridere. Credo di non essere il solo. Bruciano i corpi dei migranti e noi mettiamo al centro le beghe dei 5 Stelle o cosette come il referendum d’ottobre o le Olimpiadi.
Calais e il muro, anzi i muri, che stiamo costruendo e lasciando costruire, sono il problema centrale europeo.
Il resto non cambia le sorti del mondo, specialmente dei più poveri. A mio parere, che vinca il NO o il SÌ al referendum non avrò difficoltà ad accettare l'esito perché oggi ci troviamo di fronte ad altri problemi e questi sono pressoché irrilevanti. […]
Per me le relazioni personali vanno ben oltre le nostre diverse valutazioni su questo punto, tutte ampiamente comprensibili e rispettabili.
Franco Barbero
(continua)